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Golf
PILLOLE DI GOLF/235: ALLA MONTECCHIA LA COPPA DEL MONDO DI TURKISH AIRLINES

Fa tappa in Veneto il campionato amatoriale sostenuto dalla compagnia aerea


SELVAZZANO DENTRO - Con una certa curiosità ho aderito all’invito propostomi dalla compagnia aerea, di partecipare al Turkish Airlines World Golf Cup 2018, inviatomi per tramite dell’Ufficio Stampa italiano della stessa; bello, han fatto le cose molto bene, degne del Club che li...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/234: MOLINARI DECISIVO NELLA RYDER CUP

L'azzurro trascina l'Europa alla vittoria sugli Usa


PARIGI - La tanto attesa storica sfida che ogni due anni mette in competizione gli Stati Uniti d’America e il Vecchio Continente, l’unica competizione in cui l’Europa ha una propria “Nazionale”, gioca sotto un’unica bandiera. I previsti 270mila spettatori, hanno...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/233: FEDEX CUP, IL RITORNO ALLA VITTORIA DI WOODS

Tiger trionfa ad Atlanta, classifica finale a Justin Rose


TREVISO - Istituita nel 2007, la FedEx Cup è un insieme di quattro tornei settimanali del PGA Tour; è una corposa manifestazione di Golf, con il merito di aver introdotto, per prima, il sistema playoff nel golf professionistico. Le gare infatti, quattro, che sono anche la conclusione...continua

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Sotto accusa due colombiani: Alexander Ceron Restrepo e Karla Violeta Royos

TESI DI LAUREA CON LA COCAINA: IL PROCESSO DEVE RIPARTIRE DA ZERO

Un plico dall'Argentina con 98 fogli impregnati di 859 grammi di droga


TREVISO – (gp) Si sarebbero resi protagonisti del primo (e maldestro) tentativo di importazione di cocaina in Italia impregnando 98 fogli di carta dattiloscritti, camuffati da tesi di laurea: in tutto 859 grammi di polvere bianca spedita in un plico dall'Argentina in una casa di Treviso. Ma il processo a carico dei due colombiani sotto accusa, Alexander Ceron Restrepo e Karla Violeta Hoyos, dovrà ripartire dall'inizio. Il loro legale, l'avvocato Fabio Crea, ha infatti sollevato un'eccezione riguardo la nullità della richiesta di rinvio a giudizio che è stata accolta dal giudice. Motivo per cui gli atti sono stati rispediti al pm che dovrà ora riformulare l'imputazione a loro carico. I fatti contestati risalgono al 18 settembre 2010 quando il plico, spedito dal paese sudamericano, arrivò in città attraverso un corriere Dhl. Destinataria una connazionale degli imputati residente in centro storico la quale, seppur stupita, firmò la ricevuta e ritirò il pacco. All'interno c'era una busta sigillata di colore marrone che conteneva i 98 fogli carta dattiloscritti con l'intestazione simile a una tesi di laurea. La donna però si insospettì sentendo un forte odore di benzina (utilizzata con ogni probabilità per confondere il fiuto dei cani antidroga in caso di controlli) provenire dalla busta e, assieme alla figlia, decise di portare il plico in questura. L’esame chimico immediatamente eseguito dagli inquirenti permise di scoprire che le fibre di quella finta tesi erano impregnate di 859 grammi di cocaina. Le indagini successive portarono in breve tempo alla ricostruzione dell’intera vicenda. La droga era, in realtà, indirizzata ai due colombiani che conoscevano la connazionale e che per un periodo erano stati suoi ospiti. Pochi giorni prima che le arrivasse il pacco, i due le avevano chiesto se potevano utilizzare il suo indirizzo come base per il recapito della posta. La donna, però, ha sostenuto di non aver mai dato loro il permesso. E la conferma sarebbe arrivata dalle intercettazioni telefoniche successive ordinate anche sulla sua utenza, che non avrebbero dato alcun riscontro escludendo un suo possibile coinvolgimento nella vicenda.