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Golf
PILLOLE DI GOLF/194: IN SUDAFRICA IL PENULTIMO ATTO DELL'EUROPEAN TOUR

Vittoria per l'indolo di casa Brendan Grace


Dopo il Turkish Open, giocato ad Antalya la scorsa settimana e conquistato da Justin Rose, siamo ora al Gary Player GC di Sun City (par 72) in Sudafrica, dove, dal 9 al 12 novembre, si disputa il Nedbank Golf Challenge penultimo atto dell’European Tour, e settimo degli otto eventi delle Rolex...continua

Cronaca
PILLOLE DI GOLF/193: IN OMAN SI CONCLUDE LA CORSA DEL CHALLENGE

In palio la "carta" per l'European Tour


MUSCAT - Ricordiamo brevemente cos’è il Challenge, chiamato un tempo Satellite. È un Tour organizzato dal PGA European Tour, con la serie di tornei di golf professionali. È finalizzato allo sviluppo e alla promozione degli atleti al Tour europeo, che si classificano in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/192: JUSTIN ROSE, RIMONTA VINCENTE IN CINA

Il Wgc di Shanghai si decide solo nel giro finale


SHANGHAI - Sul percorso dello Sheshan International GC (par 72), a Shanghai, dal 26 al 29 ottobre, si è giocato il quarto e ultimo torneo stagionale, del World Golf Championship, il mini circuito mondiale, a cui sono stati ammessi appena 78 concorrenti, solo i grandi. Com’è...continua

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Sotto accusa i proprietari di una villa di Valdobbiadene, il geometra e i costruttori

RISCHIANO FINO A QUATTRO ANNI PER IL TETTO MOBILE DELLA PISCINA

Tutti i permesi sono a posto: contestata una violazione ambientale


VALDOBBIADENE - (gp) Dal punto di vista amministrativo è tutto a posto: i permessi sono stati rilasciati, i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte e le iniziali violazioni (se così si possono chiamare) sono state tutte sanate. Non quello penale però, che tra l'altro rischia di costare davvero caro a una coppia di Valdobbiadene che, in caso di condanna, potrebbe rimediare una pena da uno a quattro anni di reclusione. Seppur paradossale, la vicenda che riguarda la costruzione di una copertura retrattile di una piscina di una villa privata e un muretto in sassi per evitare smottamenti di terreno, non coinvolge soltanto i due proprietari dell'immobile, ma anche il geometra (nonché direttore dei lavori) e i titolari delle due aziende che li hanno svolti. In cinque insomma sono finiti a processo per un caso al limite dell'incredibile, considerato che le presunte parti offese (Comune di Valdobbiadene, Regione Veneto e Soprintendenza ai Beni Architettonici) non si sono nemmeno costituite parti civili. Tutto ha inizio nel 2008 quando la coppia di Valdobbiadene ha deciso di costruire una copertura mobile per la piscina di casa, che essendo una pertinenza non avrebbe nemmeno bisogno del permesso di costruire. In parallelo, per evitare che il terreno sottostante la vasca potesse cedere, in via precauzionale si decise di costruire una “scarpata” in sassi. Partirono così le richieste per i permessi e in parallelo anche i lavori. Niente di anomalo, tanto che la famiglia ottenne tramite una sanatoria edilizia non solo la compatibilità paesaggistica ma anche il via libera a livello urbanistico, compreso il parere della soprintendenza che in casi come questo risulta vincolante e necessario. I problemi sorsero nel 2010, quando la un provvedimento della Regione Veneto definì l'area di “notevole interesse pubblico”. Particolare non di poco conto, visto che i lavori erano ancora in corso, e che costrinse i proprietari della villa a richiedere nuove autorizzazioni, che sono comunque arrivate. Non abbastanza in fretta però visto che il procedimento penale, proprio per quelle violazioni in materia ambientale, era già stato incardinato. Si torna in aula a metà settembre.