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Golf
PILLOLE DI GOLF/239: DAGLI USA LA NUOVA PROMESSA AZZURRA

Virginia Elena Carta vince il Landfall Traditional


La giovane italiana Virginia Elena Carta trionfa nel Landfall Traditional, prestigioso torneo del campionato universitario americano.  È il 30° successo azzurro in campo internazionale: nuovo record in una stagione. Conosco Virginia, son passati molti anni da quando ebbi...continua

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PILLOLE DI GOLF/238: IL CAMPIONATO ITALIANO DI DOPPIO DELL'AIGG

Al club Cherv˛ il torneo intitolato a Paolo Dal Fior


SIRMIONE - Concluso il Challenge AIGG che ci ha portato a giocare sui più bei Campi d’Italia, e insabbiata la Coppa delle Nazioni dall’esito meno brillante per la squadra dell’Italia (sesto posto), vinta dalla Germania a Villa Carolina, era ora la volta del Campionato...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/237: L'OPEN D'ITALIA DEI CAMPIONI PARALIMPICI

Lo svedese Joakim Bj÷rkman si conferma imbattibile


CREMA - Sotto l’egida di EDGA (European Disabled Golf Association), si è giocata a Crema la 18esima edizione del torneo italiano per giocatori disabili, aperta a tutte le tipologie di disabilità. Il torneo, appena concluso, si è giocato sulla distanza di trentasei buche,...continua

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Sotto accusa i proprietari di una villa di Valdobbiadene, il geometra e i costruttori

RISCHIANO FINO A QUATTRO ANNI PER IL TETTO MOBILE DELLA PISCINA

Tutti i permesi sono a posto: contestata una violazione ambientale


VALDOBBIADENE - (gp) Dal punto di vista amministrativo è tutto a posto: i permessi sono stati rilasciati, i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte e le iniziali violazioni (se così si possono chiamare) sono state tutte sanate. Non quello penale però, che tra l'altro rischia di costare davvero caro a una coppia di Valdobbiadene che, in caso di condanna, potrebbe rimediare una pena da uno a quattro anni di reclusione. Seppur paradossale, la vicenda che riguarda la costruzione di una copertura retrattile di una piscina di una villa privata e un muretto in sassi per evitare smottamenti di terreno, non coinvolge soltanto i due proprietari dell'immobile, ma anche il geometra (nonché direttore dei lavori) e i titolari delle due aziende che li hanno svolti. In cinque insomma sono finiti a processo per un caso al limite dell'incredibile, considerato che le presunte parti offese (Comune di Valdobbiadene, Regione Veneto e Soprintendenza ai Beni Architettonici) non si sono nemmeno costituite parti civili. Tutto ha inizio nel 2008 quando la coppia di Valdobbiadene ha deciso di costruire una copertura mobile per la piscina di casa, che essendo una pertinenza non avrebbe nemmeno bisogno del permesso di costruire. In parallelo, per evitare che il terreno sottostante la vasca potesse cedere, in via precauzionale si decise di costruire una “scarpata” in sassi. Partirono così le richieste per i permessi e in parallelo anche i lavori. Niente di anomalo, tanto che la famiglia ottenne tramite una sanatoria edilizia non solo la compatibilità paesaggistica ma anche il via libera a livello urbanistico, compreso il parere della soprintendenza che in casi come questo risulta vincolante e necessario. I problemi sorsero nel 2010, quando la un provvedimento della Regione Veneto definì l'area di “notevole interesse pubblico”. Particolare non di poco conto, visto che i lavori erano ancora in corso, e che costrinse i proprietari della villa a richiedere nuove autorizzazioni, che sono comunque arrivate. Non abbastanza in fretta però visto che il procedimento penale, proprio per quelle violazioni in materia ambientale, era già stato incardinato. Si torna in aula a metà settembre.