Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/216: LA CINA ╚ VICINA ANCHE SUL GREEN

A Pechino, lo svedese Bjork supera Otaegui


TREVISO - Ed ecco l’Open di questo Paese fino a ieri tanto lontano da noi, e che oggi, in quanto a Golf e non solo, si sta portando in pole position nel mondo.Il Volvo China Open, torneo dell’European Tour che si avvale dell’organizzazione dell’Asian Tour, si gioca al Topwin...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/215: ALLA MONTECCHIA VA IN SCENA IL BANCA GENERALI INVITATIONAL

Quarta tappa del circuito sponsorizzato dal gruppo bancario


SELVAZZANO DENTRO (PD) - In un ambiente speciale, la gara di golf 18 buche stableford, contrassegnata dall’esclusività e dal prestigio di “Banca Generali Private”. Era la quarta delle sette tappe del “Trofeo di golf area nord est” sponsorizzato da Banca...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/214: IL CHALLENGE AIGG RITORNA IN VENETO

Giornalisti golfisti impegnati a Frassanelle e al Colli Berici


PADOVA/VICENZA - Il Challenge dei Giornalisti Golfisti d’Italia 2018, dopo le giornate romane è arrivato in Veneto, nel padovano e nel vicentino. Abbiamo giocato in due particolarissimi Campi, ambientati in luoghi molto interessanti. Nella prima giornata abbiamo goduto della...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Sotto accusa i proprietari di una villa di Valdobbiadene, il geometra e i costruttori

RISCHIANO FINO A QUATTRO ANNI PER IL TETTO MOBILE DELLA PISCINA

Tutti i permesi sono a posto: contestata una violazione ambientale


VALDOBBIADENE - (gp) Dal punto di vista amministrativo è tutto a posto: i permessi sono stati rilasciati, i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte e le iniziali violazioni (se così si possono chiamare) sono state tutte sanate. Non quello penale però, che tra l'altro rischia di costare davvero caro a una coppia di Valdobbiadene che, in caso di condanna, potrebbe rimediare una pena da uno a quattro anni di reclusione. Seppur paradossale, la vicenda che riguarda la costruzione di una copertura retrattile di una piscina di una villa privata e un muretto in sassi per evitare smottamenti di terreno, non coinvolge soltanto i due proprietari dell'immobile, ma anche il geometra (nonché direttore dei lavori) e i titolari delle due aziende che li hanno svolti. In cinque insomma sono finiti a processo per un caso al limite dell'incredibile, considerato che le presunte parti offese (Comune di Valdobbiadene, Regione Veneto e Soprintendenza ai Beni Architettonici) non si sono nemmeno costituite parti civili. Tutto ha inizio nel 2008 quando la coppia di Valdobbiadene ha deciso di costruire una copertura mobile per la piscina di casa, che essendo una pertinenza non avrebbe nemmeno bisogno del permesso di costruire. In parallelo, per evitare che il terreno sottostante la vasca potesse cedere, in via precauzionale si decise di costruire una “scarpata” in sassi. Partirono così le richieste per i permessi e in parallelo anche i lavori. Niente di anomalo, tanto che la famiglia ottenne tramite una sanatoria edilizia non solo la compatibilità paesaggistica ma anche il via libera a livello urbanistico, compreso il parere della soprintendenza che in casi come questo risulta vincolante e necessario. I problemi sorsero nel 2010, quando la un provvedimento della Regione Veneto definì l'area di “notevole interesse pubblico”. Particolare non di poco conto, visto che i lavori erano ancora in corso, e che costrinse i proprietari della villa a richiedere nuove autorizzazioni, che sono comunque arrivate. Non abbastanza in fretta però visto che il procedimento penale, proprio per quelle violazioni in materia ambientale, era già stato incardinato. Si torna in aula a metà settembre.