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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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I titolari di una società di Godega a processo per maltrattamento di animali

LE GALLINE NON SONO MAI STATE MALTRATTATE: ALLEVATORI ASSOLTI

Nessun illecito ma una situazione di emergenza a causa di un guasto


GODEGA SANT'URBANO - (gp) Avevano tentato di salvare la vita alle galline che da anni allevavano con cura e passione, e per questo erano finiti a processo per rispondere del reato di maltrattamento di animali. In realtà si è trattato di un grosso equivoco. Tanto che i titolari di un allevamento di Godega Sant'Urbano sono stati assolti con formula piena. La vicenda risale al luglio del 2011 ed era nata come un controllo sanitario che poi si è trasformato in un'indagine perchè, per l'accusa, le galline ovaiole erano allevate in gabbie troppo strette. In realtà, come stabilito dal giudice, si trattava soltanto di una situazione anomala ed eccezionale. Ma andiamo con ordine. Attorno allo stabilimento, secondo alcuni residenti della zona, nell'estate di tre anni fa sarebbe aumentata in maniera considerevole la presenza di mosche. Una sorta  di “invasione” che aveva alimentato le lamentele dei cittadini per la presenza dell'allevamento, tanto che a sindaco, polizia locale e servizio veterinario arrivarono una serie di lettere per chiedere un controllo dello stabilimento. Così un veterinario dell'Ulss venne mandato a ispezionare i capannoni della società, trovando una situazione “alquanto precaria dal punto di vista dell'igiene”, come lui stesso definì in aula nelle precedenti udienze. Oltre alla sporcizia, a colpire sarebbe la presenza di sei o sette galline nella stessa gabbia di dimensioni di circa 40 per 45 centimetri. Si tratterebbe di una violazione delle norme che impongono uno spazio minimo “per il benessere della gallina ovaiola” che la legge ha ritoccato: dai vecchi 450 centimetri quadrati per animale si è passati prima a 550 e nel 2012 a 750. In quel caso, secondo gli ispettori, si era al di sotto dei 550 centimetri quadrati previsti all’epoca dei fatti, anche se non per tutte le galline. La realtà dei fatti, dimostrata poi in aula, è che non si trattava di una violazione, ma di un'emergenza. Anche perchè le galline non erano né denutrite né in evidente stato di sofferenza, e in più la situazione venne sanata nel più breve tempo possibile. Un paio di settimane prima del controllo sanitario, un fulmine colpì uno dei capannoni facendo saltare l'impianto di aerazione. Un episodio che non solo provocò la morte molte galline ma costrinse i proprietari, per salvare le superstiti, a metterle insieme ad altre galline in un secondo capannone. Nessun maltrattamento dunque, ma una soluzione temporanea per la salvaguardia delle galline allevate.