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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Allo studente 21enne non è stata però riconosciuta la seminfermità mentale

OMICIDIO DI VIA GHIRADA: BRUNO MAGRI CONDANNATO A 12 ANNI

Il 17 gennaio 2013 uccise a coltellate il padre Roberto nella loro casa


TREVISO – (gp) Dodici anni di reclusione. Ridimensionando le richieste del pubblico ministero Valeria Sanzari (che aveva ipotizzato una condanna a 16 anni di reclusione), è questo l'esito del processo a carico di Bruno Magri, lo studente 21enne che il 17 gennaio dello scorso anno aveva ucciso il padre Roberto a coltellate nella loro abitazione di via Ghirada. Il gup Angelo Mascolo non ha riconosciuto la seminfermità mentale al giovane, come aveva invece accertato la perizia psichiatrica effettuata dal professor Marco Stefanutti dell'Università di Udine secondo cui il 21enne al momento del fatto era affetto da un vizio parziale di mente, ma ha considerato prevalenti le attenuanti generiche sulle aggravanti della crudeltà e del vincolo di parentela che gli venivano contestate. La difesa di Magri, rappresentata dagli avvocati Alessandro Compagno e Umberto Pauro, si è detta moderatamente soddisfatta dell'esito del processo pur sottolineando la tragicità dell'evento. In attesa del deposito delle motivazioni, i legali aspettano di capire com'è stata motivata la scelta di non riconoscere la seminfermità mentale prima di “azzardare” ipotesi su un eventuale ricorso in appello. Di certo c'è che la condanna poteva essere molto più pesante rispetto a quanto stabilito dal giudice. Un'altra cosa certa è che Bruno Magri aveva infierito sul padre: un elemento che finora non era mai emerso è che lo studente, per uccidere Roberto Magri, ha usato due coltelli diversi colpendolo anche quand'era a terra in fin di vita. Circostanza evidenziata anche dagli esiti dell'autopsia secondo cui la vittima venne colpita 26 volte con soluzione di continuità: non avrebbe infatti riportato solo ferite da taglio ed ecchimosi dovute alla colluttazione, ma anche una serie di fratture che potrebbero essere compatibili con una caduta dalle scale dell'appartamento provocata da una spinta del figlio, il quale avrebbe poi continuato a colpire il padre.