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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Assolto con formula piena un professionista 45enne di Mareno di Piave

I DOCUMENTI ERANO SEQUESTRATI, RAGIONIERE GIUDICATO INNOCENTE

Era finito sotto accusa per rispondere di appropriazione indebita


MARENO DI PIAVE – (gp) Era finito di fronte al giudice per rispondere del reato di appropriazione indebita dopo essersi opposto a un decreto penale di condanna da poco meno di 15 mila euro. Assistito dall'avvocato Cristian Menegon, si era infatti sempre dichiarato innocente volendolo dimostrare a processo. E così è stato. Accogliendo in pieno la tesi difensiva, il giudice Leonardo Bianco ha infatti assolto perchè il fatto non costituisce reato un ragioniere commercialista 45enne di Mareno di Piave. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Treviso sulla base della denuncia di alcuni clienti, il professionista si sarebbe rifiutato di consegnare i documenti per compilare la dichiarazione dei redditi. Almeno questa l'accusa che l'avvocato Menegon, come sostenuto fin dall'inizio, ha smontato in aula. Il legale infatti ha prodotto copia del telegramma con cui l'uomo aveva dato la propria disponibilità a restituire i documenti “incriminati”. Documenti che erano stati posti sotto sequestro assieme al suo studio a Bocca di Strada, dove vive. Al centro del procedimento, che ha poi avuto effetti a strascico nel corso dei mesi, c’era la controversia tra il commercialista e un mobilificio che aveva portato al sequestro della "casa-ufficio" del ragioniere, dove c’erano i documenti per presentare le dichiarazione dei redditi degli altri clienti che rischiavano pesanti conseguenze. “Il mio assistito – aveva spiegato l’avvocato Menegon nelle prime battute del processo - non ne ha colpa perché quei documenti non poteva toccarli per ordine della Procura di Treviso”.