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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Depositati gli esiti dell'autopsia sul corpo dell'assicuratore 53enne di Mogliano Veneto

NESSUN DUBBIO: GIORGIO PEA UCCISO DA UN ARRESTO CARDIACO

Il pm ha firmato il nulla osta per la sepoltura: indagine chiusa


MOGLIANO VENETO – (gp) Non ci sono più dubbi: Giorgio Pea è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio. Non ci sono insomma responsabilità di terzi riguardo all'improvvisa scomparsa dell'assicuratore 53enne trovato morto nella sua abitazione di via della Croce a Zerman di Mogliano Veneto mercoledì scorso. Il magistrato di turno Massimo De Bortoli ha nel frattempo firmato il nulla osta per sepoltura. Serviranno ulteriori accertamenti per stabilire l'esatta causa di morte del 53enne ma ogni elemento acquisito dagli investigatori fa propendere per un infarto. In un primo tempo si pensava infatti che il professionista potesse essere stato aggredito da Mosè, l'alano di proprietà dell'uomo trovato a fianco del cadavere: il corpo di Giorgio Pea presentava infatti diversi graffi e un morso. Ma l'ipotesi era stata rapidamente scartata a favore delle cause naturali del decesso. Al contrario, i lividi testimoniavano come l'animale, compresa la difficoltà in cui si trovava il suo padrone, avesse disperatamente cercato prima di trascinarlo vicino al telefono o alla porta d'ingresso e poi di risvegliarlo. Avendo assistito impotente alla morte del suo padrone, Mosè gli era infine rimasto accanto fino all'arrivo della baby sitter prima di venire sedato dagli addetti del servizio veterinario accorsi sul posto assieme ai sanitari del Suem e ai carabinieri.