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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Depositati gli esiti dell'autopsia sul corpo dell'assicuratore 53enne di Mogliano Veneto

NESSUN DUBBIO: GIORGIO PEA UCCISO DA UN ARRESTO CARDIACO

Il pm ha firmato il nulla osta per la sepoltura: indagine chiusa


MOGLIANO VENETO – (gp) Non ci sono più dubbi: Giorgio Pea è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio. Non ci sono insomma responsabilità di terzi riguardo all'improvvisa scomparsa dell'assicuratore 53enne trovato morto nella sua abitazione di via della Croce a Zerman di Mogliano Veneto mercoledì scorso. Il magistrato di turno Massimo De Bortoli ha nel frattempo firmato il nulla osta per sepoltura. Serviranno ulteriori accertamenti per stabilire l'esatta causa di morte del 53enne ma ogni elemento acquisito dagli investigatori fa propendere per un infarto. In un primo tempo si pensava infatti che il professionista potesse essere stato aggredito da Mosè, l'alano di proprietà dell'uomo trovato a fianco del cadavere: il corpo di Giorgio Pea presentava infatti diversi graffi e un morso. Ma l'ipotesi era stata rapidamente scartata a favore delle cause naturali del decesso. Al contrario, i lividi testimoniavano come l'animale, compresa la difficoltà in cui si trovava il suo padrone, avesse disperatamente cercato prima di trascinarlo vicino al telefono o alla porta d'ingresso e poi di risvegliarlo. Avendo assistito impotente alla morte del suo padrone, Mosè gli era infine rimasto accanto fino all'arrivo della baby sitter prima di venire sedato dagli addetti del servizio veterinario accorsi sul posto assieme ai sanitari del Suem e ai carabinieri.