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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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La nostra rubrica dedicata al mondo golfistico curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/55: TERRENO IN RIPARAZIONE

Quando animali o eventi eccezionali rovinano il campo


TREVISO - Nuova pillole di golf con il nostro esperto Paolo Pilla che ci parlerò di "terreno in riparazione". La volta scorsa abbiamo trattato esaurientemente dell’acqua occasionale, che rientra sicuramente nell’ambito delle ”condizioni anormali del terreno”. Ma ce ne sono altre di anormalità, e oggi vedremo nel dettaglio le più frequenti, e il modo per togliersi d’impaccio.

I Circoli cercano di tenere il Campo costantemente curato. Accadono però cose impreviste, che il personale addetto non fa in tempo a sistemare, come quando una forte ventata abbatte un albero, o quando in montagna i caprioli, durante la notte precedente una partita, graffiano e fanno buchi sui fairway. Di recente sono andato a giocare nel Campo di Trieste, e sono rimasto meravigliato della quantità di danni che i cinghiali avevano fatto durante la notte. Alcuni tratti del percorso mostravano evidenti segni del loro passaggio. In quella zona sono numerosi, e non hanno bisogno di passaporto per attraversare il confine con la Slovenia. E poi i caprioli, e i camosci, che scorrazzano di notte sui Campi del Cansiglio o di Asiago, provenienti dai boschi vicini dove soggiornano, avvicinandosi sempre di più alle abitazioni. In ogni territorio il Campo ha i suoi nemici, ma in fondo è anche interessante. In Australia, in un Campo nel Queensland, alla buca 11 del Mount Coolum Golf, mi sono imbattuto in un coccodrillo. Non tanto grande, era lungo poco più di un metro, ma sempre un coccodrillo era. Per fortuna ero stato avvisato che i coccodrilli presenti nella zona non erano offensivi, ma posso garantire che è stato comunque un momento eccitante. Non aveva fatto danni, ma non potevo certamente giocarmi la pallina che era finita accanto a lui.

Nelle aree interessate da queste situazioni, il gioco sarebbe penalizzante se il campo non fosse liberato dalle varie anormalità. Quando i danni emergono prima della partita, si provvede a perimetrare la superficie interessata con appositi paletti blu, e segnalarla quindi come “terreno in riparazione”. E’ questo il termine usato per definire le zone afflitte da quelle situazioni di anormalità, indipendenti dal giocatore. A parte i Campi di montagna, in pianura, si può facilmente trovare la tana che un animale ha scavato per viverci, o il terreno da essa espulso; spesso si tratta di un rettile o di una talpa. Attenzione però; in questo caso, il buco in cui va a finire la pallina dev’essere stato fatto esclusivamente da un animale scavatore. Nel lessico golfistico viene così definito l’animale che scava il terreno per viverci, per fare la sua tana, non altri come ad es. il cane che scava per nascondere l’osso. Anche le “tazze” degli alberi messi da poco a dimora, sono da considerare terreno in riparazione.

Se una pallina si trova all’interno di una di queste aree, o se esse interferiscono con la posizione dei piedi o con l’area del movimento, il giocatore potrà alzare la palla e dropparla senza alcuna penalità.

Se la pallina si trova sul green, per ovviare all’interferenza presente sulla linea del putt, anziché dropparla, l’andrà a piazzare.

Ed ecco come si esprime la regola 25 per stabilire quando un giocatore si possa considerare in interferenza con una condizione anormale del terreno: “……. quando una palla giace o tocca la condizione, o quando tale condizione interferisce con la posizione dei piedi del giocatore o con l'area del movimento che si intende effettuare. Se la palla del giocatore si trova sul green, vi è interferenza, anche se tale condizione sul green interferisce con la sua linea del putt ….”.

Va aggiunto che il giocatore, salvo specifici casi, non ha l’obbligo di ovviare all’interferenza, ma se intende farlo, sarà tenuto ad ovviare del tutto. Non potrà cioè droppare la palla fuori della condizione, e rimanere con i piedi al suo interno. Ecco un caso capitato al campione Rory McIlroy, in gara all’Abu Dhabi HSBC Championship: droppando per uscire da un tratto di stradina segnalato come T.R., dopo aver fatto regolarmente l’iter relativo al droppaggio, fece il colpo tenendo un piede sulla linea bianca che delimitava la condizione anormale. Il caddie del compagno di gioco se ne accorse, glielo contestò, e il giocatore nord irlandese, dovette accollarsi 2 colpi di penalità per non aver ovviato completamente all’interferenza. Gli costò la vittoria. Frustrato, al termine di un’intervista, McIlroy affermò che la regola gli sembrava stupida. E’ vero che potrebbe sembrare stupida, ma se vai a fondo, regole stupide non ce ne sono. In ogni caso, a loro bisogna uniformarsi. Se l’azione fosse stata fatta correttamente, avrebbe goduto, come detto in gergo, del “free drop”.

Paolo Pilla

Non puoi mandare la palla in buca, devi lasciarla andare. Dal film “ La leggenda di Bagger Vance, ”


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