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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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In aula per lesioni gravissimie (reato derubricato) il magrebino Adbelhadi El Byad

RESA DEI CONTI TRA PUSHER: DUE ANNI E QUATTRO MESI A UN 23ENNE

Vittima un connazionale di 28 anni: ha rischiato di perdere un occhio


SAN ZENONE DEGLI EZZELINI – (gp) Per gli inquirenti sarebbe stata una resa dei conti poi degenerata tra pusher marocchini. Era il 4 maggio dello scorso anno quando all'interno di un'abitazione di San Zenone degli Ezzelini il 23enne Abdelhadi El Byad, secondo l'accusa, in preda all'ira per questioni riguardanti lo spaccio di sostanze stupefacenti avrebbe accoltellato al volto un connazionale 28enne residente a Quero. Un solo fendente bastò per lesionare il nervo ottico che rischiava di far perdere la vista alla vittima. Per quei fatti, optando per il rito abbreviato, il 23enne è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Difeso dall'avvocato Fabio Crea, il giovane rischiava una pena ben più pesante: il pm Gabriella Cama aveva infatti ipotizzato una condanna a quattro anni e sei mesi ma il gup Silvio Maras, accogliendo la tesi difensiva, ha derubricato il capo d'imputazione da lesioni gravissime a lesioni gravi, dimezzando di fatto la pena finale.