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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Oltre a Federico Sutto e Giampietro Marchese, c'è anche Andrea Rismondo

TANGENTI MOSE: NELL'INCHIESTA COINVOLTI QUATTRO TREVIGIANI

In manette è finito Giovanni Artico, funzionario in Regione Veneto


VENEZIA – (gp) Sono quattro i trevigiani coinvolti nell'inchiesta della Procura di Venezia sulle tangenti del Mose. Tre sono finiti in carcere, uno agli arresti domiciliari. Si tratta di Federico Sutto, 61enne di Zero Branco e dipendente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Artico, 53enne ex commissario straordinario per il recupero territoriale e ambientale di Porto Marghera (ora funzionario della Regione Veneto e collaboratore di Renato Chisso), il consigliere regionale del Pd Giampietro Marchese, 47enne nativo di Chiarano e residente a Jesolo, e Andrea Rismondo, veneziano di nascita ma residente a Preganziol e rappresentante legale della Selc sc., società consorziata al Consorzio Venezia Nuova. Il loro coinvolgimento nella vicenda è descritto nelle settecentoundici pagine dell'ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto 35 persone, con nomi di spicco tra gli indagati. Il deputato Giancarlo Galan "nella sua qualità di presidente della Regione Veneto, per compiere atti contrari ai suoi doveri" è accusato di aver ricevuto "per tramite di Renato Chisso, che a sua volta li riceveva direttamente dallo stesso Mazzacurati", "uno stipendio annuale di circa 1 milione di euro, 900 mila euro tra il 2007 e il 2008 per il rilascio nell'adunanza della commissione di salvaguardia del 20 gennaio 2004 del parere favorevole e vincolante sul progetto definitivo del sistema Mose, 900 mila euro tra 2006 e 2007 per il rilascio (...) del parere favorevole della commissione Via della regione Veneto sui progetti delle scogliere alle bocche di porto di Malamocco e Chioggia". L'assessore regionale ai Lavori pubblici Renato Chisso, che è stato arrestato, è accusato di aver percepito "uno stipendio annuale oscillante tra i 200 e i 250 mila euro, dalla fine degli anni Novanta sino ai primi mesi del 2013". Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è accusato di finanziamento illecito poiché "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, quale candidato sindaco del Pd alle elezioni comunali di Venezia del 2010, riceveva i contributi illeciti", "consapevole del loro illegittimo stanziamento da parte del Consorzio Venezia Nuova": 110 mila euro al Comitato elettorale del candidato sindaco e 450 mila ricevuti in contanti "di cui 50 mila procurati dal Baita quale amministratore delegato della Mantovani che Sutto e Mazzacurati consegnavano personalmente in contanti a Giorgio Orsoni, in assenza di deliberazione dell'organo sociale competente e della regolare iscrizione in bilancio". Giampietro Marchese è accusato "quale candidato dal Consiglio regionale del veneto per il Pd alle elezioni 2010 riceveva i contributi illeciti" per 58 mila euro