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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Clima rovente in uno scenario splendido e dal sapore antico

COPPA "ASSICURAZIONI GENERALI" AL GOLF CLUB CANSIGLIO

Il resoconto della giornata di gara a coppie - quattro palle


TREVISO - Sabato 7 giugno una giornata di calda estate, scesa repentina. Siamo partiti da Treviso alle 6.30 del mattino, e già il termometro indicava 25 gradi. Al di sopra di Vittorio V.to, una cappa nebbiosa. Comincia la salita, ben presto la nebbia si dirada, e ai primi tornanti non c’è già più. Arrivati al Cansiglio, cielo terso, sole, quasi freddino. Spettacolo! Espletata la pratica della registrazione, ci godiamo un po’ la buona aria e il panorama. Questa piana dove gira il Campo di Golf, è protetta tutt’intorno da fitti boschi di alberi con caratteristiche d’indubbio valore botanico, il silenzio raramente interrotto dal piacevole suono dei campanacci; bucolico ambiente, che ti porge la sua schietta ospitalità, e, immerso tra la stupenda flora, ti suggerisce la meditazione. Non mi capita spesso di giocare al Cansiglio, vorrei di più ma ogni volta sento di apprezzare questo Campo, che da oltre mezzo secolo è rimasto il tipico link scozzese con l’atmosfera che aveva ai suoi albori, la sua popolazione laboriosa, schietta, e sempre durata di modesta entità. Il Cansiglio è ambiente del tutto particolare, a cavallo tra le province di Belluno e Treviso. Campus Concilii (Campo del Concilio) tra altri, il toponimo più accreditato. In un diploma del 923 Berengario cita il luogo con il nome di Casilius.
Ventimila anni fa l’altopiano di morfologia carsica con doline e profondi inghiottitoi, ha risentito dell’azione dei ghiacciai del Monte Cavallo e della Piave. A tratti compaiono insediamenti del mesolitico, la cui testimonianza è data dai reperti di manufatti in roccia silicea, riferibili ad accampamenti di cacciatori, vecchi di 100 secoli.
In epoca meno arcaica è terra di Cimbri, gente emigrata dalla penisola dello Jutland 200 anni prima di Cristo, bellicosa con i Romani, ai quali diede filo da torcere, e dai quali viene però sconfitta per opera del console Caio Mario, nella cruenta battaglia dei Campi Raudii, nel 101 a.C. I sopravvissuti si rifugiarono in Baviera, per scendere in seguito verso l’Alto Adige, il Bellunese, il Friuli, e sugli altopiani di Asiago (Sette Comuni). Si insediarono in luoghi aspri, che permisero loro di vivere indisturbati, e ridar vigore alla loro identità.
La storia più recente vede l’appartenenza dei luoghi alla Serenissima, che protesse il sito per l’importanza che rivestivano i boschi del luogo, da cui ricavare i pregiati legni: abeti e larici adatti a costruire gli alberi delle navi, ed il faggio per i remi delle galee della propria flotta, essenziale per i commerci e la sua sopravvivenza. Tanta era l’importanza per Venezia, che provvide a confinare la foresta con cippi, onde preservarla da esboschi e dai danni degli animali al pascolo, che rappresentavano una minaccia all'integrità delle piante e al loro rinnovo. Fu il fiume Piave, che dal Cadore scendeva in laguna attraversando la campagna trevigiana, a rappresentare il pratico e veloce modo di portare a valle in sicurezza l’enorme quantità di tronchi destinati all’arsenale di Venezia. Il sistema rimase attivo fino ai primi decenni del secolo scorso, quando si crearono i primi sbarramenti destinati all’irrigazione.
Il club Cansiglio, avendo da un po’ superato il mezzo secolo di vita, è il più antico dei campi del Veneto, dopo il Venezia, ed è attorniato dalla seconda più grande foresta d’Italia. Il ricco insieme di essenze tra aghi e lati-foglie, dona alla piana un’aria buonissima, temperata, aiutata anche dal fenomeno dell’inversione termica che qui è presente.
Di sicuro interesse sarà la 20^ festa dei Cimbri, ad agosto, durante la quale è possibile visitare il museo etnografico che valorizza la minoranza etnica degli occitani: Cimbri scatoleri e artigiani del legno al lavoro presso la tipica “Huta”, i cippi della Serenissima, l’esibizione dei trombini dei monti Lessini, pranzo cimbro con piatti tipici, canederli, trippa, crauti alla cimbra, friko, e la possibilità di sentire qualcuno parlare I’antica lingua dei padri.
Torniamo alla gara: Il Campo era perfetto nell’esprimere la sua tipologia, con buoni green, i fairwai di un verde brillante, favoriti dalle molte piogge recenti e dalla cura di quella istituzione che è Franco Della Giustina, collaboratore del Club fin dalla sua nascita. Il mio piacere era moltiplicato dalla composizione della squadra: Fabrizio, perfetto compagno nel gioco a coppia, Marco e Giorgia due giovani golfisti d’eccezione. Da ammirare il loro gioco, e da godere del loro comportamento: sempre gentili, pronti all’incoraggiamento verso di noi naturalmente meno bravi, e ad accettare qualche loro imperfezione con il sorriso. Giorgia Cervellin hcp -1, allieva di Ernest Kocs di cui dice il bene del mondo e a cui ascrive i suoi abbassamenti di hcp, è una promessa nazionale. Subito, al primo colpo, ha conquistato il nearest to the pin alla buca 1, e ha poi sostenuto un gioco da guardare con ammirazione. Nei Par 4 e 5, mediamente il suo tee shot è 250 metri, e sempre dritto. Abbiamo sofferto per il suo mancato eagle alla 8, un Par 5 di 400 metri dal tee delle donne: giunta col secondo in green, perfetto il putt da 10 metri, la pallina correva esattamente diritta alla meta, il vento ha avuto la dabbenaggine di fermarla sulla soglia, a due cm dalla buca. Peccato, ma applausi! “Birdie non è male” l’elegante esclamazione di Giorgia, “Lo farò alla 17”. Parola d’onore che sentiremo gran parlar bene di lei. Il suo gioco, 2 sotto il Par del Campo, e il valido contributo di Marco Beghetti, ha significato la vittoria sul lordo della coppia, laureatasi la migliore in campo. Sul netto, in podio per la prima categoria Dario Donadel e Palmino Borin con 45 punti,  e per la seconda Gianluigi Dei Tos e Monica Casagrande con 40. Il nearest to the pin maschile a Giulio Lapasini con 1,09 metri, il femminile a Giorgia Cervellin con metri 2,80. I potenti driving contest a Palmino Borin per i maschi, e il femminile a MEugenia Vargas. Riconoscente a chi ha fatto le squadre: Fabrizio ed io non potevamo sperare di giocare con compagni migliori, potendo seguire da vicino le performance di Giorgia e di Marco.
La proverbiale attenzione delle GENERALI, con la presenza del locale agente Piero Giovagnorio, ha avuto cura che la manifestazione si svolgesse in simpatia, ha predisposto per l’intera giornata il punto di ristoro con carni arrostite alla griglia, formaggi dell’Altopiano, ed altre prelibatezze, il tutto accompagnato da eccellenti vini, e condito dall’allegria. L’aria fine, e l’impegno della gara, han fatto gradire tutto, e di molto.
Paolo Pilla

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