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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Una perizia l'ha confermato: "La diagnosi della patologia è stata precoce"

GIOVANE UCCISA A 22 ANNI DA UN MELANOMA: MEDICO INNOCENTE

Gianni Spirlì agì bene: il decesso di Giada Bortolotto non dipese da lui


CASTELLO DI GODEGO – (gp) Il medico di base Gianni Spirlì lo aveva sostenuto fin dall'inizio, una perizia lo aveva confermato nel corso della precedente udienza e ora il giudice, assolvendo l'imputato perchè il fatto non sussiste, ha messo la parola fine al procedimento penale. L'uomo, difeso dall'avvocato Salvatore Rizzo, era finito a processo per rispondere dell'accusa di omicidio per colpa medica per il decesso di Giada Bortolotto, uccisa ad appena 22 anni da un melanoma. Il processo ha stabilito non solo che il dottor Spirlì non avrebbe potuto fare nulla per salvare la ragazza ma anche che al medico non è imputabile nessuna negligenza. Stessa conclusione a cui erano giunti l'oncologo di fama internazionale Carlo Riccardo Rossi e l'anatomopatologa Rossella Snenghi: gli specialisti, sottolineando che la diagnosi del medico di base era stata precoce, lo avevano di fatto scagionato chiedendosi come mai l'ospedale in cui venne mandata Giada dallo stesso Spirlì avesse sottovalutato il caso non effettuando una biopsia del linfonodo sentinella.


I fatti contestati al medico avevano avuto inizio nel 2004, a luglio, quando la ragazza si era presenta in ambulatorio. Il medico, notata la tumefazione e intuendo la gravità del caso, aveva ordinato una visita d'urgenza all'ospedale di Castelfranco Veneto, visita che venne eseguita il giorno stesso. Nel pomeriggio la giovane, assieme ai genitori, tornò nell'ambulatorio del dottor Spirlì con il responso dei sanitari che sembrava ridimensionare la diagnosi. A quel punto il medico, su richiesta della giovane (hanno sostenuto i difensori, circostanza poi confermata anche dai genitori della ragazza), eseguì un intervento superficiale per evitare che la tumefazione sanguinasse. A dicembre la situazione clinica della giovane però si aggravò e le venne diagnosticato il melanoma. Dopo quasi tre anni di lotta contro il male, Giada Bortolotto morì il 13 agosto 2007. Nel 2010 i genitori decisero di querelare il medico di base. L'imputazione non addossava comunque le colpe del decesso al professionista ma, stando alle accuse, al medico di base veniva contestato di non aver eseguito o ordinato di eseguire tutti gli accertamenti necessari per diagnosticare precocemente la malattia. Ma il processo ha stabilito l'esatto contrario.