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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Una perizia l'ha confermato: "La diagnosi della patologia è stata precoce"

GIOVANE UCCISA A 22 ANNI DA UN MELANOMA: MEDICO INNOCENTE

Gianni Spirlì agì bene: il decesso di Giada Bortolotto non dipese da lui


CASTELLO DI GODEGO – (gp) Il medico di base Gianni Spirlì lo aveva sostenuto fin dall'inizio, una perizia lo aveva confermato nel corso della precedente udienza e ora il giudice, assolvendo l'imputato perchè il fatto non sussiste, ha messo la parola fine al procedimento penale. L'uomo, difeso dall'avvocato Salvatore Rizzo, era finito a processo per rispondere dell'accusa di omicidio per colpa medica per il decesso di Giada Bortolotto, uccisa ad appena 22 anni da un melanoma. Il processo ha stabilito non solo che il dottor Spirlì non avrebbe potuto fare nulla per salvare la ragazza ma anche che al medico non è imputabile nessuna negligenza. Stessa conclusione a cui erano giunti l'oncologo di fama internazionale Carlo Riccardo Rossi e l'anatomopatologa Rossella Snenghi: gli specialisti, sottolineando che la diagnosi del medico di base era stata precoce, lo avevano di fatto scagionato chiedendosi come mai l'ospedale in cui venne mandata Giada dallo stesso Spirlì avesse sottovalutato il caso non effettuando una biopsia del linfonodo sentinella.


I fatti contestati al medico avevano avuto inizio nel 2004, a luglio, quando la ragazza si era presenta in ambulatorio. Il medico, notata la tumefazione e intuendo la gravità del caso, aveva ordinato una visita d'urgenza all'ospedale di Castelfranco Veneto, visita che venne eseguita il giorno stesso. Nel pomeriggio la giovane, assieme ai genitori, tornò nell'ambulatorio del dottor Spirlì con il responso dei sanitari che sembrava ridimensionare la diagnosi. A quel punto il medico, su richiesta della giovane (hanno sostenuto i difensori, circostanza poi confermata anche dai genitori della ragazza), eseguì un intervento superficiale per evitare che la tumefazione sanguinasse. A dicembre la situazione clinica della giovane però si aggravò e le venne diagnosticato il melanoma. Dopo quasi tre anni di lotta contro il male, Giada Bortolotto morì il 13 agosto 2007. Nel 2010 i genitori decisero di querelare il medico di base. L'imputazione non addossava comunque le colpe del decesso al professionista ma, stando alle accuse, al medico di base veniva contestato di non aver eseguito o ordinato di eseguire tutti gli accertamenti necessari per diagnosticare precocemente la malattia. Ma il processo ha stabilito l'esatto contrario.