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Golf
PILLOLE DI GOLF/194: IN SUDAFRICA IL PENULTIMO ATTO DELL'EUROPEAN TOUR

Vittoria per l'indolo di casa Brendan Grace


Dopo il Turkish Open, giocato ad Antalya la scorsa settimana e conquistato da Justin Rose, siamo ora al Gary Player GC di Sun City (par 72) in Sudafrica, dove, dal 9 al 12 novembre, si disputa il Nedbank Golf Challenge penultimo atto dell’European Tour, e settimo degli otto eventi delle Rolex...continua

Cronaca
PILLOLE DI GOLF/193: IN OMAN SI CONCLUDE LA CORSA DEL CHALLENGE

In palio la "carta" per l'European Tour


MUSCAT - Ricordiamo brevemente cos’è il Challenge, chiamato un tempo Satellite. È un Tour organizzato dal PGA European Tour, con la serie di tornei di golf professionali. È finalizzato allo sviluppo e alla promozione degli atleti al Tour europeo, che si classificano in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/192: JUSTIN ROSE, RIMONTA VINCENTE IN CINA

Il Wgc di Shanghai si decide solo nel giro finale


SHANGHAI - Sul percorso dello Sheshan International GC (par 72), a Shanghai, dal 26 al 29 ottobre, si è giocato il quarto e ultimo torneo stagionale, del World Golf Championship, il mini circuito mondiale, a cui sono stati ammessi appena 78 concorrenti, solo i grandi. Com’è...continua

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Si è chiuso a favore di una 37enne il processo per maltrattamenti in famiglia

TENTÒ DI STRANGOLARE SUO FIGLIO: PROVE ASSENTI, MAMMA ASSOLTA

A trascinare la donna in aula l'ex compagno nonchè padre del piccolo


VILLORBA – (gp) Non ci sono le prove per stabilire se i fatti contestati si siano effettivamente verificati e con che grado di gravità. Motivo per cui il giudice Leonardo Bianco ha assolto una mamma di 37 anni, difesa dall'avvocato Francesco Burighel, finita a processo per rispondere dell'accusa di maltrattamenti in famiglia. Secondo l'accusa i due episodi di violenza che venivano contestati alla donna sarebbero stati legati alla depressione post partum: per il pm Valeria Sanzari, che al termine dell'istruttoria dibattimentale non ha formulato una richiesta di condanna ipotizzando l'assoluzione dell'imputata, la donna avrebbe sfogato le proprie frustrazioni sul figlioletto di appena due mesi. A trascinarla in tribunale era stato l'allora compagno e padre del piccolo: accortosi dei presunti comportamenti violenti della madre, corse dai carabinieri a denunciare il fatto e decise di portare via il bambino. Proprio la testimonianza dell'uomo risultava chiave nel processo, ma in aula non si era presentato, tanto che per lui era stato anche disposto l'accompagnamento coattivo. Testimonianza che però non ha dissipato i dubbi legati alla vicenda. I fatti contestati risalgono al 2011. A maggio il primo episodio quando la donna avrebbe stretto per il collo il neonato fino a farlo sanguinare dal naso. Il secondo invece risale a un paio di mesi più tardi, a luglio. In quel caso la 37enne, non riuscendo a far smettere di piangere il piccolo, lo avrebbe scaraventato a terra.