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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Le indagini durate sette mesi avevano portato al sequestro di 441 kg di marijuana

LA MARIJUANA DEL NORDEST FA SCALO A TREVISO

Ulteriori elementi emergono dal maxisequestro di via Don Milani


TREVISO - La città di Treviso sarebbe il primo nodo logistico nella distribuzione della marijuana del NordEst. Questo è quanto emerge alla luce del maxi sequestro di quasi 450kg di marijuana effettuato dalla squadra mobile di Treviso. Le indagini coordinate dal pm Valeria Sanzari, che hanno avuto via a dicembre dello scorso anno, a seguito del ritrovamento al confine tra Slovenia e Croazia, di un camion di un'azienda albanese che trasportava 500kg di marijuana, hanno portato a stabilire l'ubicazione del sito di via Don Milani dove la droga era stoccata in attesa di essere affidata ad altri quattro o cinque macrospacciatori della regione che fungevano da “grossisti”. Le indagini stanno ora proseguendo per stabilire le rotte dello spaccio, sia in entrata, per determinare quali siano i tragitti e i quali mezzi di trasporto utilizzati, sia in uscita, per capire quanto si estenda il bacino d'utenza di spaccio di questo vero e proprio “magazzino primario”(uno degli arrestati risulta residente a Rimini). Si stanno effettuando, inoltre, ulteriori rilievi per accertare le qualità del principio attivo, per stabilirne zona di produzione e ricondurne eventuali altri ritrovamenti. Altri elementi emergono, inoltre, sul profilo degli indagati ora che c'è stata anche la convalida degli arresti, in particolare di Ilirjan Dedanija, albanese di 28, che nonostante la giovane età, si può considerare il vero e proprio boss dello spaccio della malavita albanese a livello veneto forse addirittura delle Tre Venezie. L'uomo sconosciuto in precedenza alle forze dell'ordine perché incensurato, era riuscito, con grande arguzia, a mantenersi nell'anonimato svolgendo l'umile lavoro di lavapiatti e svolgeva il suo secondo lavoro di boss della droga osservando particolari attenzioni: cambiava spesso telefonino, le quattro o cinque vetture che aveva a disposizione, erano intestate ad altri e le ruotava spesso, come, del resto, variava spesso domicilio facendosi talvolta anche ospitare. Ora sono al vaglio degli inquirenti le posizioni dei vari prestanome e conoscenti che hanno ospitato l'uomo per definire se abbiano o meno agito inconsapevolmente. Sono al vaglio inoltre le posizioni dei vicini di casa per capire come mai il forte odore della marijuana avvertibile nell'atrio del condominio non abbia mai destato interrogativi.

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