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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Interrogato il 41enne accusato di aver abusato di tre giovani all'Oviesse

IL VIGILANTE SI DIFENDE: "QUELLE RAGAZZE HANNO INVENTATO TUTTO"

"Non ho fatto proprio nulla, non mi è consentito perquisire i clienti"



TREVISO
– (gp) “Non ho mai fatto nulla di quanto mi viene contestato. Quelle ragazzine si sono inventate tutto per crearsi una difesa se le avessi denunciate”. In sintesi sono le parole, che suonano come delle accuse contro le presunte vittime, di Ijwe Anthony Chukwuemeka, l'addetto alla vigilanza del negozio di abbigliamento Oviesse in pieno centro storico a Treviso finito agli arresti domiciliari a Mira per violenza sessuale aggravata nei confronti di tre ragazze, due di 16 anni e una di 18. Il 41enne nigeriano, difeso dall'avvocato Davide Favotto, si è presentato di fronte al gip Umberto Donà per l'interrogatorio di garanzia raccontando per un'ora la propria versione dei fatti. L'uomo, dipendente di una società di vigilanza di Padova, ha riferito al giudice di non aver mai messo le mani addosso alle tre giovani “perchè non gli è consentito di perquisire i clienti”. In più ha ricostruito quanto accaduto quel pomeriggio di un paio di settimane fa sostenendo di aver visto due ragazze rubare tre magliette e tre pantaloncini in jeans mentre la terza faceva da palo all'esterno del negozio. Una volta fermate, e controllato che gli abiti non fossero danneggiati, il vigilante li ha rimessi a posto e ha redarguito le giovani, sottolineando che se fossero andate via non avrebbe sporto denuncia contro di loro. Quel giorno il direttore non c'era e lui era l'unico addetto in servizio: recarsi in questura sarebbe significato lasciare il negozio per un'ora e mezza per un tentato furto. Così si sarebbe limitato a rimproverare le ragazze prima di invitarle ad andarsene. Inoltre l'uomo ha contestato anche il racconto dei fatti fornito dalla giovani: secondo l'accusa le avrebbe perquisite pesantemente una alla volta portandole in un camerino chiuso soltanto con un telo. Mentre a turno sarebbero state toccate, di fronte al camerino al piano terra sarebbero passate decine e decine di persone senza che nessuno notasse nulla di strano. E mentre le amiche attendevano il loro turno. Nessuna poi avrebbe detto nulla di quanto accaduto. Una situazione che secondo il giudice merita di essere approfondita visto che il racconto dell'indagato è risultato credibile, anche a fronte della sua esperienza nel settore (lavora da 4 anni come addetto alla sicurezza) e alla stima che nutrono i datori di lavoro nei suoi confronti.