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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Il 30enne dovrà versare alla famiglia della vittima un risarcimento di 630 mila euro

MORTE DI DAMIANO PONTIN: VENTI MESI DI CONDANNA PER ASTERO

Atti al pm per indagare il pusher che fornì la dose letale di eroina



ISTRANA
– (gp) Damiano Pontin poteva essere salvato. Anzi doveva essere salvato, visto l'esito del procedimento penale che vedeva sul banco degli imputati Daniele Astero. Il giudice Leonardo Bianco, dopo quasi due ore di camera di consiglio, ha condannato il 26enne a un anno e otto mesi di reclusione per omissione di soccorso. Difeso dall'avvocato Stefania Bertoldi, Astero ha ottenuto la sospensione condizionale della pena e la non menzione, ma dovrà versare ai genitori e alla sorella della vittima un risarcimento danni quantificato in 630 mila euro (270 mila alla madre e al padre di Damiano e 90 mila alla sorella, costituitisi parte civile con l'avvocato Luisa Osellame). Il pm Valeria Sanzari, titolare del fascicolo, aveva chiesto una pena finale di quattro anni di reclusione. La sentenza di primo grado, che con ogni probabilità verrà appellata dall'avvocato Bertoldi (nella foto a lato), ipotizza però che Astero non sia l'unico responsabile del decesso del 31enne di Sala d'Istrana: il giudice, accogliendo la richiesta della difesa di Astero, ha inviato gli atti al pm per indagare per morte come conseguenza di altro reato il 46enne di Villorba Moreno Cappelletto, colui che aveva ceduto la dose di eroina ai due amici quella sera del 22 marzo 2010 e aveva patteggiato per spaccio una pena di due mesi di carcere in continuazione con una precedente sentenza. Dopo più di quattro anni dai fatti si è dunque chiuso il primo capitolo giudiziario per la scomparsa di Damiano Pontin. Un processo caratterizzato da una guerra di perizie che aveva avuto il suo culmine nel febbraio scorso quando venne depositata e discussa la superperizia disposta dal Tribunale ed eseguita dal medico legale Carlo Moreschi. Il professore aveva spostato avanti nel tempo la fase preagonica di Damiano. Il primo pensiero era che dunque Daniele Astero avrebbe lasciato la vittima quando ancora non mostrava i sintomi dell'edema polmonare che lo ha ucciso. Questa almeno era l'interpretazione data dall'avvocato Stefania Bertoldi, difensore dell'imputato. In realtà le considerazioni del professor Moreschi affermavano anche l'esatto contrario: proprio perché la fase preagonica era stata spostata in avanti, Damiano Pontin poteva essere salvato se solo fosse stato soccorso per tempo. O meglio, le chance di salvargli la vita, secondo l'accusa, sarebbero di certo state maggiori se Daniele Astero lo avesse accompagnato a casa e non lasciato in auto quella sera del 23 marzo 2010. “Quello che è emerso dalla relazione peritale del professor Moreschi è che Damiano poteva essere facilmente salvato – aveva affermato l'avvocato Osellame - Questo perché è stato abbandonato privo di sensi in uno stato di intossicazione che non era ancora irreversibile, e la somministrazione di un normale farmaco da banco poteva salvargli la vita”.