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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Il 30enne dovrà versare alla famiglia della vittima un risarcimento di 630 mila euro

MORTE DI DAMIANO PONTIN: VENTI MESI DI CONDANNA PER ASTERO

Atti al pm per indagare il pusher che fornì la dose letale di eroina



ISTRANA
– (gp) Damiano Pontin poteva essere salvato. Anzi doveva essere salvato, visto l'esito del procedimento penale che vedeva sul banco degli imputati Daniele Astero. Il giudice Leonardo Bianco, dopo quasi due ore di camera di consiglio, ha condannato il 26enne a un anno e otto mesi di reclusione per omissione di soccorso. Difeso dall'avvocato Stefania Bertoldi, Astero ha ottenuto la sospensione condizionale della pena e la non menzione, ma dovrà versare ai genitori e alla sorella della vittima un risarcimento danni quantificato in 630 mila euro (270 mila alla madre e al padre di Damiano e 90 mila alla sorella, costituitisi parte civile con l'avvocato Luisa Osellame). Il pm Valeria Sanzari, titolare del fascicolo, aveva chiesto una pena finale di quattro anni di reclusione. La sentenza di primo grado, che con ogni probabilità verrà appellata dall'avvocato Bertoldi (nella foto a lato), ipotizza però che Astero non sia l'unico responsabile del decesso del 31enne di Sala d'Istrana: il giudice, accogliendo la richiesta della difesa di Astero, ha inviato gli atti al pm per indagare per morte come conseguenza di altro reato il 46enne di Villorba Moreno Cappelletto, colui che aveva ceduto la dose di eroina ai due amici quella sera del 22 marzo 2010 e aveva patteggiato per spaccio una pena di due mesi di carcere in continuazione con una precedente sentenza. Dopo più di quattro anni dai fatti si è dunque chiuso il primo capitolo giudiziario per la scomparsa di Damiano Pontin. Un processo caratterizzato da una guerra di perizie che aveva avuto il suo culmine nel febbraio scorso quando venne depositata e discussa la superperizia disposta dal Tribunale ed eseguita dal medico legale Carlo Moreschi. Il professore aveva spostato avanti nel tempo la fase preagonica di Damiano. Il primo pensiero era che dunque Daniele Astero avrebbe lasciato la vittima quando ancora non mostrava i sintomi dell'edema polmonare che lo ha ucciso. Questa almeno era l'interpretazione data dall'avvocato Stefania Bertoldi, difensore dell'imputato. In realtà le considerazioni del professor Moreschi affermavano anche l'esatto contrario: proprio perché la fase preagonica era stata spostata in avanti, Damiano Pontin poteva essere salvato se solo fosse stato soccorso per tempo. O meglio, le chance di salvargli la vita, secondo l'accusa, sarebbero di certo state maggiori se Daniele Astero lo avesse accompagnato a casa e non lasciato in auto quella sera del 23 marzo 2010. “Quello che è emerso dalla relazione peritale del professor Moreschi è che Damiano poteva essere facilmente salvato – aveva affermato l'avvocato Osellame - Questo perché è stato abbandonato privo di sensi in uno stato di intossicazione che non era ancora irreversibile, e la somministrazione di un normale farmaco da banco poteva salvargli la vita”.