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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Completati gli scavi, il sito verrÓ illuminato per essere visibile a tutti

DALLA FOSSA ESTERNA ALLE MURA ECCO LA TREVISO DELL'ANNO MILLE

Gli archeologi riportano alla luce i resti di un mulino medioevale


TREVISO - Strutture sommerse della Treviso medioevale risalenti al X e XI secolo. Resti appartenenti forse a un antico mulino. E’ quanto emerge dalle cinque giornate di approfondimento dell’indagine avviata tra il 2006 e il 2007 da parte degli archeologi dello studio Andreia di Roncade nella fossa esterna urbana di Treviso compresa tra Varco Caccianiga e il Ponte de Fero.
Nel 2008 accanto al ritrovamento di alcuni reperti tra ossa umane, ceramiche risalenti al XIX e XX secolo ed epoca rinascimentale, venne rinvenuta anche una struttura muraria sommersa, riconducibile al periodo che va dall’epoca medioevale fino al XVI secolo. Ora, dopo tre giorni di lavoro da parte della squadra di archeologi e sub dell’Università di Udine guidati da Massimo Capulli e con il coordinamento scientifico della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, tornano di nuovo alla luce questi antichi resti della Treviso medioevale. Un lavoro quello condotto dalla squadra di esperti iniziato dalla giunta Gobbo – Gentilini che si era però arenato a causa della mancanza di finanziamenti. “Stiamo lavorando a un progetto di valorizzazione del sito sommerso – fa sapere l’archeologo Massimo Capulli –. Una volta completato lo scavo il nostro obiettivo è di studiare un sistema in grado di rendere fruibile dai cittadini l’antica struttura”. La Treviso del passato si prepara per essere riconsegnata a cittadini e visitatori. Grazie all’impegno dell’assessore ai Lavori pubblici Ofelio Michielan e al contributo di alcuni sponsor, la struttura muraria sommersa tornerà ad essere visibile: “Dal lavoro degli archeologi è emersa un’importante scoperta per la città che vorremmo potesse essere restituita ai cittadini e turisti – fa sapere Michielan –. Grazie al contributo concreto di alcuni sponsor, che sono già stati individuati, la Treviso sommersa tornerà alla luce”. Il contributo economico servirà, oltre a ultimare i lavori che dovrebbero concludersi prima dell’inverno, anche a predisporre un sistema di illuminazione permanente del sito che sarà così visibile ai tutti. Mattia Zanardo