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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Completati gli scavi, il sito verrā illuminato per essere visibile a tutti

DALLA FOSSA ESTERNA ALLE MURA ECCO LA TREVISO DELL'ANNO MILLE

Gli archeologi riportano alla luce i resti di un mulino medioevale


TREVISO - Strutture sommerse della Treviso medioevale risalenti al X e XI secolo. Resti appartenenti forse a un antico mulino. E’ quanto emerge dalle cinque giornate di approfondimento dell’indagine avviata tra il 2006 e il 2007 da parte degli archeologi dello studio Andreia di Roncade nella fossa esterna urbana di Treviso compresa tra Varco Caccianiga e il Ponte de Fero.
Nel 2008 accanto al ritrovamento di alcuni reperti tra ossa umane, ceramiche risalenti al XIX e XX secolo ed epoca rinascimentale, venne rinvenuta anche una struttura muraria sommersa, riconducibile al periodo che va dall’epoca medioevale fino al XVI secolo. Ora, dopo tre giorni di lavoro da parte della squadra di archeologi e sub dell’Università di Udine guidati da Massimo Capulli e con il coordinamento scientifico della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, tornano di nuovo alla luce questi antichi resti della Treviso medioevale. Un lavoro quello condotto dalla squadra di esperti iniziato dalla giunta Gobbo – Gentilini che si era però arenato a causa della mancanza di finanziamenti. “Stiamo lavorando a un progetto di valorizzazione del sito sommerso – fa sapere l’archeologo Massimo Capulli –. Una volta completato lo scavo il nostro obiettivo è di studiare un sistema in grado di rendere fruibile dai cittadini l’antica struttura”. La Treviso del passato si prepara per essere riconsegnata a cittadini e visitatori. Grazie all’impegno dell’assessore ai Lavori pubblici Ofelio Michielan e al contributo di alcuni sponsor, la struttura muraria sommersa tornerà ad essere visibile: “Dal lavoro degli archeologi è emersa un’importante scoperta per la città che vorremmo potesse essere restituita ai cittadini e turisti – fa sapere Michielan –. Grazie al contributo concreto di alcuni sponsor, che sono già stati individuati, la Treviso sommersa tornerà alla luce”. Il contributo economico servirà, oltre a ultimare i lavori che dovrebbero concludersi prima dell’inverno, anche a predisporre un sistema di illuminazione permanente del sito che sarà così visibile ai tutti. Mattia Zanardo