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Golf
PILLOLE DI GOLF/194: IN SUDAFRICA IL PENULTIMO ATTO DELL'EUROPEAN TOUR

Vittoria per l'indolo di casa Brendan Grace


Dopo il Turkish Open, giocato ad Antalya la scorsa settimana e conquistato da Justin Rose, siamo ora al Gary Player GC di Sun City (par 72) in Sudafrica, dove, dal 9 al 12 novembre, si disputa il Nedbank Golf Challenge penultimo atto dell’European Tour, e settimo degli otto eventi delle Rolex...continua

Cronaca
PILLOLE DI GOLF/193: IN OMAN SI CONCLUDE LA CORSA DEL CHALLENGE

In palio la "carta" per l'European Tour


MUSCAT - Ricordiamo brevemente cos’è il Challenge, chiamato un tempo Satellite. È un Tour organizzato dal PGA European Tour, con la serie di tornei di golf professionali. È finalizzato allo sviluppo e alla promozione degli atleti al Tour europeo, che si classificano in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/192: JUSTIN ROSE, RIMONTA VINCENTE IN CINA

Il Wgc di Shanghai si decide solo nel giro finale


SHANGHAI - Sul percorso dello Sheshan International GC (par 72), a Shanghai, dal 26 al 29 ottobre, si è giocato il quarto e ultimo torneo stagionale, del World Golf Championship, il mini circuito mondiale, a cui sono stati ammessi appena 78 concorrenti, solo i grandi. Com’è...continua

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AUDIO L'intervista al presidente dell'associazione Alberto Durgante

IL MITICO CONCERTO DEI PINK FLOYD A VENEZIA RIVIVE IN UNA MOSTRA

The Night Of Wonders celebra il 25° dell'evento con foto e documenti



VENEZIA
- Rivivere il famoso concerto dei Pink Floyd a Venezia del 1989 in una mostra. Ne abbiamo parlato a Buongiorno Veneto Uno con il presidente dell'associazione Floydseum, Alberto Durgante (in foto a destra), che l'ha pensata e realizzata a Venezia nell'ex Chiesa adi Santa Marta e che andremo adesso a presentare.

Una bellissima giornata di sole ha accolto, lo scorso sabato 12 luglio, l’inaugurazione della mostra “The Night Of Wonders”, nuovo ambizioso progetto dell’Associazione Culturale Floydseum che intende ripetere il successo di “Outside The Wall”, rassegna di mostra ed eventi andata in onda lo scorso luglio a Padova in concomitanza con il concerto di Roger Waters allo stadio Euganeo. Questa volta il tema guida è la celebrazione del 25° anniversario del famoso concerto tenuto dai Pink Floyd su di una chiatta galleggiante posta di fronte a San Marco, il 15 luglio del 1989. Dopo il lussuoso prologo di mercoledì 9 luglio presso la Sala Apollinea grande del Teatro La Fenice, dove è stato presentato il “The making of Ca ira”, opera di Roger Waters, alla presenza del registra Adrian Maben, dal 12 luglio al 26 ottobre rimane aperta la mostra “The Night Of Wonders”, presso lo Spazio Porto, ex chiesa di Santa Marta, capannone 34. La zona, fuori dagli abituali flussi turistici, si trova di fatto al di la dello scalo delle grandi navi da crociera, che si possono vedere arrivare e partire dalla banchina posta di fronte all’ingresso della mostra. E’ curioso ricordare (quando si dicono le coincidenze) come, metro più metro meno, fu proprio qui che venne costruito il palco galleggiante usato nel concerto del 1989, prima di essere trasportato in piazza San Marco.
La zona dell’Autorità Portuale di Venezia è molto affascinante, ricca di un’archeologia industriale che ricorda molti dei tipici temi ed ambienti floydiani, “Wish You Were Here” su tutti, ed è raggiungibile dalle fermate del vaporetto di Santa Marta (sbarcati girare a destra ed andare sempre dritti), e di San Basilio (sbarcati girare a sinistra ed andare sempre dritti), dalla camminata delle zattere o da Piazzale Roma percorrendo la strada che costeggia l’edificio di arrivo del people mover. La mostra si trova all’interno dell’ex chiesa gotico-romana di Santa Marta, classico esempio di come una volta si sapeva usare con sapienza la pietra per creare ambienti semplici ma accoglienti; sul sagrato, ad accogliere i numerosi visitatori, sabato c’era un maiale gonfiabile (indovinate di che colore?) alto 3 metri e lungo 6 !!!!, al quale nessuno ha saputo resistere nell’avvicinarsi per scattare la foto ricordo nell’attesa dell’apertura della mostra prevista per le ore 12.
Con leggero ritardo per l’attesa dell’ospite d’onore, i componenti del Floydseum (Alberto Durgante the President, Gianluigi Soldi the Vicepresident, Marco Bonecher the board member, Nicola De Cal, Luca Berta, Mattia Crespi, Stefano Tenca, Mauro Fagnani, soci illustri da tutto il mondo, Massimiliano Viezzi capo allestitore), hanno illustrato gli obiettivi dell’associazione che sono quelli “non solo di festeggiare i 25 anni dal concerto dei Pink Floyd ma anche e soprattutto di continuare a diffondere la cultura e l’arte dei Pink Floyd, un’arte che non è solo quella musicale per la quale sono universalmente noti ma anche quella dell’immagine (pensate alle splendide grafiche di Storm Thorgerson), della poesia (i meravigliosi testi, per lo più di Roger Waters) e dello spettacolo (il gruppo è sempre stato pioniere fin dagli anni ’70 nel voler coniugare sul palco musica ed effetti scenici sempre più complessi ed innovativi)”. Per il taglio del nastro è stato chiamato “colui senza il quale oggi non ci sarebbe stato nulla da festeggiare” ovvero Fran Tomasi, promoter ed organizzatore, tra le altre cose, del concerto dei Pink Floyd a Venezia 1989; visibilmente emozionato per questo inaspettato grande tributo al suo capolavoro di 25 anni fa, Tomasi ha ringraziato il Floydseum ed ha dato appuntamento a tutti per la sua mostra “Pink Floyd exhibition, Their mortal remains” che si terrà a partire dal 19 settembre alla Fabbrica del Vapore di Milano. Dopo il taglio del nastro ed un brindisi beneaugurante, tutto il pubblico convenuto ha potuto entrare ad ammirare la mostra; tra le varie persone convenute si sono notate Adrian Maben, regista del film “Pink Floyd at Pompeii” con la moglie Chantal, Stefano Bressani, autore delle particolarissime “sculture vestite”, Luigi Pedrazzi di Arteutopia, noto gallerista milanese amico del compianto Storm Thorgerson, Stefano Tarquini, alias Mr Pinky, uno dei più grandi collezionisti al mondo di vinili floydiani, autorità e personalità di spicco del mondo veneziano e molti fan di lunga data, amici e conoscenti.
L’interno della chiesa è molto bello, pietre a vista e soffitto travato, una grande struttura lignea riempie il vuoto della chiesa e crea un ampio soppalco con minianfiteatro centrale dove il visitatore si può sedere per vedere quanto proiettato su di uno schermo gigante. La mostra inizia sulla destra con una prima sezione dedicata all’ “Another lapse tour 1989”, attraverso la proposizione di poster, biglietti e riviste dell’epoca; appena girato l’angolo emergono dalla semioscurità le sagome dei meravigliosi martelli luminosi dell’artista Marco Lodola, i quali chiudono il passaggio ed obbligano il visitatore ad entrare in una prima saletta multimediale all’interno della quale vengono proiettati minifilmati relativi al tour 1989 ed alle iniziative realizzate in questi anni dall’associazione Floydseum. Usciti dalla saletta si sale una scalinata lignea illuminata da faretti per salire di un piano ed immergersi nella seconda sezione dedicata ai concerti dei Pink Floyd 1989 all’arena di Verona, primo connubio tra le bellezze storiche italiane e la musica del gruppo inglese. Anche qui foto ingrandite, articoli d’epoca e memorabilia varie guidano il visitatore lungo il percorso che conduce alla terza sezione, la prima dedicata al concerto di Venezia del 1989, ed in particolare ai “giorni precedenti”. Non restano molte parole di fronte alle stupende foto esposte messe a disposizione da semplici fan (come Bob Hassall che ha avuto la fortuna di lavorare sul palco durante quel famoso concerto), giornalisti come Giò Alajmo del Gazzettino, e fotografi professionisti come Guido Harari, Andrea Pattaro e Marco Sabadin. La costruzione del palco galleggiante, il trasporto con le chiatte in piazza San Marco, i turisti che camminano lungo la riva ammirando questa nuova mastodontica creatura, il tramonto del giorno precedente al concerto.
Su di uno schermo gigante ruota in continuazione il filmato del concerto di Venezia del 15 luglio 1989 ed il visitatore può riposarsi un attimo sedendosi sugli ampi gradoni del piccolo anfiteatro creato al centro della struttura lignea. Dalle 15, purtroppo solo per questa giornata di inaugurazione, viene proiettato il documentario “Chit chat with oysters”, legato a filo doppio con quel famoso “Pink Floyd live at Pompei” del 1972, e qui proiettato alla presenza esclusiva del regista Adrian Maben, il quale introduce la sua nuova opera, non ancora ufficialmente pubblicata, ricordando come essa “catturi i Pink Floyd nel momento del loro grande successo “The dark side of the moon” ma anche nel momento dell’apparire dei primi segni di un futuro declino interno”. Il documentario è molto bello, in bianco nero, propone interviste stranissime su vari temi con tutti i componenti della band, alternati a sequenze da “Live at Pompei”, ed ascoltare il tutto sullo sfondo di questa meravigliosa chiesa che ospita la mostra aggiunge un tocco di indiscutibile fascino. Si torna poi al piano terra dove si trova un’altra saletta multimediale dove vengono proposti spezzoni dei vari. Telegiornali di quei giorni, una nuova carrellata di foto che ritraggono i Pink Floyd al loro arrivo al Lido di Venezia e alla conferenza stampa di Palazzo Labia. Un custode d’eccezione accoglie il visitatore all’inizio della quarta sezione, dedicata al “pre concerto”, si tratta di Pink, uno dei pupazzi originali usati dai Pink Floyd durante i concerti di “The Wall” del 1980/81, messi a disposizione dal collezionista inglese Mick Popper; la sequenza di foto ripropone temporalmente il riempirsi della piazza e delle rive, il comporsi di un tappeto di barche di fronte al palco, il soundcheck del gruppo, la gente che si arrampica in ogni dove alla ricerca del posto migliore dal quale osservare il concerto. Oltre alle incredibili foto il percorso è reso completo e veramente interessante dalla trascrizione di articoli dell’epoca di varie testate giornalistiche e di testimonianze di comuni fan e personaggi più noti che raccontano i loro ricordi di quella giornata- Non mancano i pezzi da collezione pressoché unici come il poster ufficiale stampato in poche decine di copie e mai esposto per timore che troppa gente giungesse al concerto…o il salvagente dato dall’organizzazione a tutti gli ospiti vip saliti sulla chiatta delle autorità, poi fatta oggetto di lancio di ogni tipo di cibo ed oggetto (come si legge anche dagli articoli proposti), in quanto giunta all’ultimo momento ad ostacolare la visuale a coloro che erano in posizione dalle prime ore del mattino…La quinta sezione ci porta dentro allo spettacolo, cascate di luci e colori, fumi, visuali dalle gondole, dalla riva, panoramiche da lontano, un insieme completissimo di prospettive che concede al visitatore il privilegio di gustare il concerto da ogni angolazione. Dietro l’ultimo angolo di questo percorso appaiono maestose le bellissime “sculture vestite” dell’artista Stefano Bressani, qui cimentatosi con successo nella riproduzione delle teste giganti di “The Division Bell” e nell’urlo di “The Wall”. Subito dopo, la sesta sezione, dedicata al “day after”, con la città di Venezia sepolta dalle immondizie ed i giornali che gridano allo scandalo nazionale, ignorando volutamente la situazione politica che all’epoca era tale per cui chi ha potuto ha “remato contro” per danneggiare la giunta in carica; un esempio su tutti, come da testimonianza dell’organizzatore, è quello dell’ente preposto alla pulizia della piazza il quale doveva attivarsi entro 2 ore dalla fine del concerto ed invece si mise in sciopero per intervenire, volutamente, solo dopo 2 giorni…oppure la storia, che sembra impossibile, dei bagni chimici che vennero vietati all’ultimo momento in quanto “avrebbero potuto deturpare il paesaggio”…cose incredibili che, giustamente, occupano solo una piccola sezione della mostra, per lasciare lo spazio maggiore alla meraviglia ed unicità irripetibile dell’unione della bellezza di Venezia e della bellezza dei Pink Floyd e della loro musica e spettacolo. Sul corridoio di ritorno chiude la mostra la settima sezione dedicata ai concerti di David Gilmour in Piazza San Marco del 2006 e la proposizione di alcune rarissime stampe autografe di Storm Thorgerson , cells originali di Gerald Scarfe usate per la realizzazione del film “The Wall”, ed infine 4 opere di artisti “emergenti” che hanno vinto un concorso lanciato su facebook.
Un passaggio al desk del merchandising è obbligatorio per acquistare la magliette ed il poster dell’evento o uno degli interessanti libri proposti, relativi alla mostra corrente ed alla mostra dello scorso anno a Padova. Una volta usciti si torna a respirare l’aria salmastra del canale della Giudecca, si scorgono a pochi passi i colossi navali colmi di turisti e si riflette sulla bellezza di questa mostra che rappresenta sicuramente qualcosa di diverso da quello che si è soliti poter vedere a Venezia e merita indiscutibilmente una visita, da qui al 26 ottobre prossimo, con i massimi complimenti a tutti i componenti dell’organizzazione che hanno contribuito a mettere in piedi uno splendido ricordo della “notte delle meraviglie” del 15 luglio 1989. Il servizio della Rai TV e gli articoli apparsi sul Corriere della Sera, Il Gazzettino e La Nuova di Venezia, l’annullo filatelico delle Poste Italiane, siano di buon auspicio per la massima riuscita di questa nuova incredibile iniziativa frutto della passione e dell’amore per i Pink Floyd e dell’intraprendenza privata che può e deve contribuire a tenere alto il nome della cultura italiana nel mondo.