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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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La tragedia di Refronntolo: "In quella valle appena il 5% di viti"

"A FAVORIRE FRANE ED ESONDAZIONI SONO I BOSCHI, NON I VIGNETI"

Il noto produttore Gianluca Bisol difende le coltivazioni


TREVISO - Calamità naturali come quella avvenuta al Molinetto della Croda sono favorite dal disboscamento delle colline, per piantare vigneti di Prosecco: è l'allarme lanciato da molti all'indomani dell'esondazione del torrente Lierza costata la vita a quattro persone. Ma Gianluca Bisol, direttore generale dell'omonima azienda familiare, una delle più note case enologiche della Marca, ribalta l'accusa.
“La valle dove si è verificata la tragedia è una di quelle con la minor concentrazioni di vigneti di tutta l'area. Il fatto è successo nella vallata che da Rolle va a Refrontolo. Basta guardare le immagini aeree: in quella zona le viti non rappresentano più del 5%, mentre in prevalenza ci sono boschi o crinali molto ripidi, alle volte rocciosi. Se fosse il Prosecco la causa, allora sui colli di Valdobbiadene, dove la copertura dei vigneti arriva al 60% e dove pochi giorni prima era caduta un'altra bomba d'acqua, avremmo dovuto avere quantomeno danni seri. Così non è stato”.
I vigneti sono sicuri?
“Un vigneto è formato da una serie di terrazzamenti e di filari: un'architettura volta a distribuire l'acqua in maniera uniforme, senza pericolose concentrazioni. Il primo interesse di ogni viticoltore, del resto, è che l'acqua non gli porti via le piante, che costano soldi e lavoro”.
Il problema dunque sono i boschi?
“Non sono più curati: l'acqua, seguendo la linea di massima pendenza, scava fossi, prende velocità e forza, trascina dentro alberi e detriti. E tutto ciò favorisce le frane. La mia famiglia è proprietaria sia di vigneti, sia di appezzamenti di bosco: a parità di superficie, per ogni smottamento che si verifica nei primi, ne avvengono almeno quattro nei secondi”.
Vi sentite presi di mira? 
“Mi rattrista che qualcuno voglia farsi pubblicità sulla testa delle vittime. Ho sentito strumentalizzazioni politiche contro il prosecco: si sa, le elezioni regionali si avvicinano”.
Non sono state piantate troppe viti?
“Dopo un periodo di totale abbandono delle colline, negli ultimi anni c'è stato un forte ritorno, è vero. Però le foto aree degli anni '60 mostrano come allora ci fossero molti più vigneti in alta collina. Non solo: c'erano anche molti più prati e coltivazioni di alberi da frutto, insomma terreni gestiti dall'uomo, dove invece oggi prevalgono boschi”.