Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta del ministro Lanzetta

INDIPENDENZA DEL VENETO: IL GOVERNO IMPUGNA IL REFERENDUM

La reazione dell'avv. Morosin, tra i fondatori di Indipendenza Veneta


VENEZIA - Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge della regione Veneto per indire un referendum consultivo per l'indipendenza. Lo ha annunciato in conferenza stampa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Si tratta, ha sostenuto Delrio di “una legge in contrasto con la Costituzione. Noi siamo a favore dell'autonomia ma è cosa ben diversa dall'indipendenza”. L’impugnazione è stata proposta dal ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, approvata in consiglio dei ministri e annunciata appunto da Delrio. I termini per il ricorso scadevano il 24 di agosto, ora starà alla Regione opporsi a sua volta.

LA REAZIONE DELL'AVV. ALESSIO MOROSIN, UNO DEI FONDATORI DI INDIPENDENZA VENETA:

Lo Stato delle tasse, della corruzione, della burocrazia e del fallimento si sta barricando, con le sue paure,  in un disperato progetto neo centralista e, dispoticamente, sta tentando, con arroganza ma vanamente, di  impedire al Popolo Veneto di esprimersi, democraticamente e liberamente, in una consultazione referendaria  sull'indipendenza prevista dalla nostra Legge 16/2014  che, proprio ieri, il "democratico?" governo Renzi ha  impugnato davanti alla Corte Costituzionale.
Il referendum "per via istituzionale" per l'indipendenza veneta, checché ne pensi Renzi,   è perfettamente legittimo secondo il Diritto  internazionale in quanto esercizio del diritto, naturale e pre-costituzionale,  di autodeterminazione dei popoli. 
Cosa c'entra la Corte Costituzionale italiana? Nulla! 
Essa, infatti, è "funzionalmente" incompetente a decidere in ordine alla conformità costituzionale di un diritto che sta sopra e viene prima della Costituzione e che gli stessi costituenti, correttamente, hanno ritenuto fonte superiore togliendolo dalla prima bozza del testo dell'art. 50 della Carta fondamentale.
Se ci siamo aggregati all'Italia nel 1866 in forza di una consultazione plebiscitaria, con quale argomenti politici e soprattutto, con quali serie  ragioni giuridiche, oggi, qualcuno potrebbe impedirci ragionevolmente di esercitare lo stesso diritto  al contrario ? 
 La carta dell'ONU viene prima della Carta costituzionale italiana almeno con riguardo al diritto di autodeterminazione che il Popolo Veneto è in atto di esercitare in forza della Legge 16/2014. Questa legge va valutata, infatti, secondo i parametri di legittimità del diritto internazionale e non del diritto italiano.
Ciò posto, Indipendenza Veneta intende intensificare ulteriormente le proprie azioni di comunicazione rivolte  ai cittadini veneti e di sostegno, anche legale, in forma assolutamente gratuita, alle istituzioni Venete guidate da Luca Zaia affinché  si prosegua, senza ritardi, nella piena attuazione della legge 16/2014, la quale non ne perde i propri effetti né la propria efficacia per effetto della impugnazione.
Come abbiamo già  illustrato, spiegato e suggerito a Zaia- la Regione  deve evitare l'errore di costituirsi in giudizio per difendere nel merito la legge. La Regione deve incaricare degli avvocati di intervenire nel giudizio avanti alla Corte Costituzionale al solo scopo di sollevare preliminarmente l'eccezione di incompetenza della stessa Corte a decidere la causa nel merito sostenendo  che tale competenza spetta solo ad Organismi di giustizia internazionale eventualmente incaricati dall'ONU .
Costituirsi invece in giudizio per difendere la legge nel merito vuol dire travisare la stessa ratio della legge 16  e legittimare, de facto, la Corte Costituzionale a pronunciarsi nel merito della legge medesima. A tacere del fatto che la decisione della Corte sarà certamente e inevitabilmente negativa .
Nulla c'entra pure la Corte di Giustizia Europea come improvvidamente sostenuto, senza alcun fondamento giuridico, da qualche improvvisato commentatore.
Insomma, la Regione ha il nostro convinto  appoggio politico ed il pieno sostegno legale se sceglie, da un lato, la strada della sfida democratica dando comunque immediata attuazione alla legge impugnata e, dall'altro, si attiva, coerentemente  con gli impegni di cui alla nostra Risoluzione 44 approvata dal Consiglio Regionale il 28/11/12 ad "avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell'Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscono l'indizione della consultazione referendaria..."affinché tutto si svolga  sul solco sicuro della legittimità internazionale.