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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Scoperte a Camalò di Povegliano 40 mila tonnellate di residui di demolizione

GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI: NEI GUAI LA TITOLARE DI UN IMPIANTO

Sequestrati l'area e i macchinari, dati in custodia giudiziale al sindaco


POVEGLIANO – (gp) Una montagna di residui di demolizione, cemento, mattoni e asfalto alta più di dieci metri per un totale di 40 mila tonnellate di materiali, pari a 27 mila metri cubi. Una massa di rifiuti inerti non pericolosi che la società Eco Soluzioni srl di Camalò di Povegliano avrebbe dovuto smaltire ma non l'ha fatto. Motivo per cui, su ordine del gip del tribunale di Treviso, l'impianto di recupero è stato posto sotto sequestro preventivo e la titolare della società, che ha sede legale a Nervesa della Battaglia, denunciata alla magistratura per gestione illecita di rifiuti. L'operazione è stata portata a termine dal personale di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato, che dal primo gennaio 2013 può contare su tre persone alle dipendenze della Procura di Treviso. La segnalazione delle irregolarità era giunta direttamente dalla Provincia di Treviso, che nell'aprile 2013 doveva rinnovare la concessione per trattare questi rifiuti. I controlli avevano portato a scoprire che la ditta avrebbe incamerato un'enorme quantità di rifiuti senza però trasformarli per essere reimmessi nel mercato. Un accumulo continuo che nel corso dell'ultimo anno ha creato una montagna di materiale distribuito in un'area di 8 mila metri quadrati. Raggiunta da una prima diffida a smaltire tutto, l'azienda, secondo gli inquirenti, non solo non sarebbe stata ai patti ma avrebbe continuato a ricevere i rifiuti, costringendo la magistratura a intervenire. Ora non solo l'area, ma anche i rifiuti stessi e i macchinari della ditta, sono sotto sequestro e il sindaco di Povegliano è stato nominato custode giudiziale dell'impianto. Sarà lui, assieme alle forze di polizia, a vigilare che la ditta esegua le operazioni necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi. Altrimenti, oltre al procedimento penale, la titolare perderà il terreno che verrà assegnato al comune il quale, oltre a occuparsi dello smaltimento degli inerti, potrà rivalersi sulla donna per chiedere i danni. “Non ho ancora parlato con il nostro tecnico, ma di certo posso dire che il problema è notevole - ha dichiarato il sindaco di Povegliano Rino Manzan - Ho già sentito la titolare della ditta e spero che si possa trovare una soluzione. La loro priorità al momento è quella di ottenere la revoca del blocco dei beni per vedere di riuscire a ripristinare l'area, ma so ci vorrà del tempo. Se dovesse toccare a noi smaltire quei rifiuti non so come potremmo fare – conclude – Le risorse che abbiamo sono quelle che sono e non so dove potremmo trovare i soldi. Valuteremo ogni possibilità, anche quella di coinvolgere qualche imprenditore che si prenda l'impegno di farlo”.


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