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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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Vendrame: "Da singole realtà segnali positivi ma questo non basta per il rilancio"

ALTRI DUEMILA NUOVI LICENZIATI, IN 7 MESI DEL 2014 NELLA MARCA

L'identikit: operai over 50, da aziende di Treviso e Opitergino


TREVISO - Sono 2.175 i lavoratori trevigiani della media e grande impresa coinvolti in procedure di mobilità (Legga 223/91) da inizio anno a fine luglio 2014. Questo è il dato che emerge dalla periodica rilevazione sullo stato di crisi delle aziende della Marca elaborato dal Centro studi della Cgil di Treviso.
Territorio - La zona più toccata è l’area del capoluogo che conta ben 784 lavoratori coinvolti, oltre un terzo del totale provinciale. Segue la zona dell’Opitergino con 410 lavoratori e il Coneglianese con 368.
Settori - Per la grande impresa continuano a soffrire maggiormente della crisi occupazionale i settori della metalmeccanica (614 lavoratori coinvolti) e il legno (609 lavoratori coinvolti), rispettivamente il 28,23% e il 28% del totale complessivo, quello delle costruzioni (293) e del tessile-calzaturiero (290), rispettivamente il 13,47% e il 13,33% del totale, e il commercio che con 160 lavoratori coinvolti rappresenta il 7,36%.
Lavoratori - L’identikit tracciato dal Centro studi relativamente al profilo del lavoratore interessato alla mobilità rileva che dalla grande impresa escono per di più operai (62,90%), uomini (68,37%), tra i 41 e i 60 anni, 23,31% nella fascia 41-50 e 22,62% nella fascia 51-60, e che solo il 16,05% sono stranieri.
Andamento - Mediamente 310 sono i lavoratori usciti dalla grande impresa trevigiana ogni mese del 2014. Sopra a questa media gennaio, aprile e maggio che ad oggi si confermano i mesi più duri dell’anno sotto il profilo occupazionale.
Cassa integrazione - L’analisi del Centro Studi prende in esame anche le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate dall’INPS per il periodo gennaio-luglio 2014. Il monte ore ha in questi sette mesi raggiunto il totale di 1.644.591 e ad assorbire maggiormente le richieste di copertura è il comparto del legno con 700.914 ore per 2.707 lavoratori interessati. Segue con 3.571 lavoratori quello metalmeccanico con 544.118 ore autorizzate. Sopra le 50mila ore stanno anche i settori del tessile abbigliamento (87.852 ore), della gomma-plastica (70.455 ore), delle calzature (69.685 ore) e dei laterizi e calcestruzzo (66.990 ore). Aprile con 329.304 ore autorizzate è stato un mese nero anche sotto il profilo dalla cigo.
“La fotografia scattata dal Centro Studi ci consegna sostanzialmente una situazione di crisi nel complesso immutata rispetto agli ultimi anni - commenta Giacomo Vendrame, segretario generale della Cgil di Treviso – quello che però i numeri non dicono è che esistono delle realtà, anche nell’industria, che danno alcuni segnali positivi. Singole aziende che hanno retto e che registrano oggi una crescita rispetto al passato ma che non riescono ancora a essere da traino per i loro settori di appartenenza e quindi a compensare i livelli occupazionali persi dalle altre realtà. Per questo – ha continuato Vendrame - la politica, in particolare quella regionale, deve operarsi energicamente e seriamente nel tracciare strategie industriali che guardino allo sviluppo del territorio e al riassetto e riorganizzazione dell’impresa veneta, anche di quella artigianale”.