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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Una mostra a Castelbrando testimonia il ritovamento effettuato da "Antiqua Agredo"

SULLA VIA DELLA SETA I MILLENARI LEGAMI TRA VENETO E ORIENTE

Scoperta in Turkmenistan la più antica chiesa dell'Asia centrale


CISON DI VALMARINO - E’ stata inaugurata nei giorni scorsi, nell’incantevole cornice del “Teatro Magno di Castelbrando” a Cison di Valmarino un'interessante mostra fotografica che testimonia la straordinaria scoperta archeologica della più antica chiesa paleo-cristiana, fatta da un gruppo di ricercatori italiani in Turkmenistan.
La rassegna, organizzata dal Centro Studi Ricerche Venezia-Oriente “Antiqua Agredo” e la guida turistica Yes Venezia, sta avendo un successo straordinario, oltre ogni previsione. Decine di persone ogni giorno, visitano la mostra per ammirare le testimonianze di questa incredibile scoperta, fatta dalla missione italiana diretta dal Presidente di “Antiqua Agredo” Gabriele Rossi Ossida che, in collaborazione con il Dipartimento Nazionale del Turkmenistan dei Monumenti Storici Culturali e con il contributo del Consiglio Regionale del Veneto, ha rappresentato l’iniziativa archeologica più importante in Turkmenistan.
La mostra, attraverso un percorso di immagini e parole, illustra le tappe di una scoperta di fondamentale importanza nell’ambito dell’archeologia paleo-cristiana in Asia, in grado di gettare nuova luce sulla storia dei rapporti tra Italia e Oriente. Se i documenti storici avevano offerto fino ad ora solo indizi sui rapporti commerciali tra italiani e monaci nestoriani, il ritrovamento del Monastero di Merv dà sostanza alle ipotesi storiche. Una convincente conferma archeologica delle remote origini asiatiche delle popolazioni paleovenete, narrate dagli storici antichi, è arrivata dall'ultima missione diretta da Gabriele Rossi Osmida nell'oasi di Adji Kui, nel deserto del Turkmenistan, ad est del Mar Caspio: l'oggetto più straordinario restituito da quest'ultimo scavo – come riferisce l'archeologo veneziano appena rientrato dall'Asia – è una placca in osso del terzo millennio a.C. decorata con una serie di rosette incise, secondo lo stesso stilema frequentemente ricorrente anche tra i motivi ornamentali della cultura paleoveneta che, secondo la tradizione, proverrebbe da un’area geografica caspiana nota come Paflagonia. È da un quarto di secolo che Rossi Osmida sta riportando alla luce alcune cittadelle del III e II millennio a.C., appartenenti alla “Civiltà delle Oasi”, una cultura di carovanieri dei deserti dell'Asia centrale, da lui stesso identificata nell’antica Margiana. Stavolta la missione dell’associazione Antiqua Agredo – Centro Studi ricerche Venezia-Oriente, ha concentrato le ricerche soprattutto ad ovest della cittadella di Adji Kui 1. E proprio in quest’area, dove si aprivano laboratori artigiani, si sono rinvenuti pesi da telaio e fusarole, e belle cuspidi in selce grigie appuntite e taglienti che lasciano supporre un loro utilizzo come coltellino. Lo stilema dell'incisione delle rosette è una presenza costante e del resto questo motivo ornamentale era già stato riscontrato in altri scavi dell'archeologo veneziano su numerose fusarole (strumenti necessari per la tessitura) e su piccoli contenitori da cosmesi in steatite rinvenuti in Margiana. Lo stesso stilema, secondo gli studi condotti dall’archeologo Serge Cleuziou, si sarebbe irradiato fino all’Oman. La mostra resterà aperta fino al 30 settembre e si potrà visitare tutti i giorni dalle ore: 10 – 15 e 18 – 23.

(Diego Berti)