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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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VIDEO Operaio 20enne costretto dai pusher a pagare un debito di 500 euro

DROGA NON PAGATA: PESTATO A SANGUE A COLPI DI MANGANELLO

Arrestato 23enne kossovaro, per lui il braccialetto elettronico


ODERZO - Minacce di morte o di ristorsione nei confronti dei famigliari, intimidazioni di ogni tipo e violenze a colpi di spranga e manganello. Era questo il trattamento da “arancia meccanica” che due pusher riservavano ai propri clienti se questi non pagavano la droga, in particolare marijuana, che loro fornivano. La maggior parte delle vittime di questo tipo di violenze non hanno mai voluto denunciare i propri aguzzini, temendo ulteriori conseguenze. A spezzare il silenzio è stata la madre di un giovane 20enne di Oderzo che ha deciso di raccontare ai carabinieri quanto aveva subito il figlio, nella scorsa primavera. Il giovane era stato avvicinato dagli spacciatori, costretto a salire nella loro auto, portato in un luogo isolato e picchiato selvaggiamente a manganellate, in particolare al capo. Il motivo? Non era riuscito a trovare i 500 euro che doveva ai malviventi per una partita di marijuana che aveva ricevuto. Il giovane, sotto choc, ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Oderzo per medicare le ferite riportate alla testa: messo alle strette ha poi confessato tutto alla madre. Dopo una lunga indagine i carabinieri del reparto investigativo di Treviso, coordinati dal pm Iuri de Biasi, hanno arrestato un operaio kossovaro di 23 anni residente a Salgareda e denunciato il suo braccio destro, un albanese di 26 anni, anche lui operaio che vive a Ponte di Piave. Entrambi devono rispondere di tentata estorsione e lesioni aggravate. Il 23enne vanta già altri precedenti per aggressioni di questo genere: la più cruenta lo scorso gennaio quando aggredì selvaggiamente, sempre per debiti di droga, un giovane di Sandonà che riportò gravissime lesioni al volto. Il gip del tribunale di Treviso, Umberto Donà, ha disposto gli arresti domiciliari per il 23enne e l'applicazione della misura del “braccialetto elettronico”. Nel video il commento del comandante del reparto investigativo dei carabinieri di Treviso, Nicola Darida.

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