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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Protagonista una 30enne cinese, accusata di spendita di denaro contraffatto

PAGA CON 20 EURO FALSI: NON SA L'ITALIANO E FINISCE A PROCESSO

Il difensore della giovane punta a una piena assoluzione


CONEGLIANO - (gp) Compra un po' di merce al supermercato, paga con 20 euro che risultano falsi e, non parlando una parola di italiano, finisce a processo con l'accusa di spendita di denaro contraffatto. La vicenda vede come protagonista una ragazza cinese di 30 anni che nell'ottobre 2013 ha fatto la spesa in un market di Conegliano. Il paradosso è che la giustizia italiana spenderà migliaia di euro per celebrare un processo che, mal che vada, si concluderà con una condanna a qualche mese di reclusione con sospensione condizionale della pena in quanto la giovane è incensurata. Un secondo paradosso è che la 30enne cinese, nel portafogli, aveva altre banconote, tutte regolari. Il terzo paradosso è che le perquisizioni effettuate nell'abitazione della giovane hanno dato tutte esito negativo. E il quadro si chiude con il quarto paradosso: se solo la giovane avesse parlato italiano sarebbe stata in grado di spiegare la situazione e si sarebbe recata in banca per segnalare il possesso di quei 20 euro falsi che, stando a quanto sostiene, le erano stati dati di resto in un altro esercizio commerciale. Circostanze che verranno valutate in aula, dove il legale della ragazza punta a ottenere una piena assoluzione.