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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Volantini per chiedere le dimissioni del sindaco per profughi e autovelox

LA PROTESTA DEI FORCONI ARRIVA ANCHE IN CONSIGLIO COMUNALE

Un attivista si spoglia sullo scalone di palazzo dei Trecento


TREVISO - La protesta del movimento "9 dicembre" arriva in Consiglio comunale. Alcuni attivisti del presidio di Padernello hanno assistio ieri alla seduta del "parlamentino" cittadino. Uno di loro ha persino inscenato uno spogliarello sul ballatoio in cima allo scalone di palazzo dei Trecento, sotto lo sguardo degli agenti della Digos e della Polizia locale (che poi l'hanno identificato), l'uomo si è levato i vestiti, rimanendo per alcuni secondi in mutande. Un gesto eclatante, ha spiegato, per attirare l'attenzione sulle istanze sollevate dal gruppo. I compagni, invece, seduti nella prima fila nello spazio riservato al pubblico, si sono limitati a mostrare dei volantini, con cui chiedevano le dimissioni del sindaco Giovanni Manildo. Tra le accuse: le fughe continue dei profughi ospitati anche nella Marca; i 500mila euro, a loro dire, spesi per il rifacimento dell'ex campo nomadi di via Da Milano;la chiusura del centro storico; la gestione "scandalosa degli autovelox in città e fuori". Dura la replica del primo cittadino: "Accuse del tutto false: riguardo all'area attrezzata di Fiera, ad esempio, l'operazione era necessaria e i costi comunque sono molto inferiori".