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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Sentenza della Corte d'Appello di Brescia: il 26enne era considerato il killer di Yara

MOHAMED FIKRI RISARCITO DALLO STATO PER INGIUSTA DETENZIONE

All'epoca dei fatti abitava a Montebelluna: ottiene 9 mila euro di danni



MONTEBELLUNA
- (gp) Da sospettato numero uno a persona del tutto estranea ai fatti. E ora, per quei tre giorni passati in carcere e i quasi tre anni di indagini serrate su di lui per l'omicidio di Yara Gambirasio, Mohamed Fikri ha ottenuto 9 mila euro dallo Stato a titolo di risarcimento danni per ingiusta detenzione. La parabola del 26enne marocchino, residente in piazza Guarda a Montebelluna all'epoca dei fatti e ora a Piacenza, si è dunque chiusa con la sentenza della Corte d'Appello di Brescia che, accogliendo l'istanza dei suoi legali, lo riabilita non solo di fronte all'opinione pubblica ma anche, per quanto poco, a livello economico. Dal 4 dicembre 2010 (giorno in cui venne venne fermato mentre a bordo della motonave Berkane stava lasciando Sanremo per raggiungere Tangeri, in Marocco) al 22 febbraio 2013 (quando l'ipotesi d'accusa di omicidio volontario aggravato venne definitivamente archiviata), Mohamed Fikri rimase l'unico indagato per l'uccisione della 13enne di Brembate di Sopra,  scomparsa il 26 novembre 2010 e rinvenuta cadavere tre mesi più tardi, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola. Dovette poi aspettare il 12 agosto 2013 per uscire definitivamente dall'inchiesta: per sei mesi infatti rimase indagato per favoreggiamento personale dopo che il gip di Bergamo Ezia Maccora, nell'archiviare la sua posizione per omicidio, aveva spedito gli atti al pm per continuare gli accertamenti sul piastrellista. Inizialmente incastrato da un'intercettazione telefonica risultata poi tradotta in maniera errata (“Allah mi perdoni” invece di “Allah mi protegga”), Fikri venne scagionato non soltanto dai riscontri genetici effettuati sia sul luogo del ritrovamento di Yara che sul corpo della giovane, ma anche dal suo alibi. Roberto Benazzo, il suo ex datore di lavoro, un imprenditore di Vallà di Riese Pio X, aveva confermato agli inquirenti che nel momento in cui Yara venne rapita il magrebino si trovava con lui e non nel cantiere di Mapello. Versione che confermava quanto detto dallo stesso Fikri nell'interrogatorio fiume tenutosi dopo il suo rocambolesco arresto. Il 14 luglio scorso era anche tornato a Treviso per rinnovare il permesso di soggiorno. In coda assieme ad altri stranieri foruo dall'ufficio immigrazione della questura di Treviso, aveva detto: “ Sono stato marchiato, penalizzato da questa vicenda. Da due anni ormai sono senza lavoro, anche in Marocco ho difficoltà a trovarlo”.