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Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/246: DAL 2019 IN VIGORE LE NUOVE REGOLE DI GIOCO

Le norme ridotte a 24: ecco le principali novità


TREVISO - Erano trentaquattro le Regole del Golf; erano tante, e soprattutto abbastanza complicate da ricordare, per il neofita che le doveva capire, memorizzare, e poi correttamente applicare.Dal 1° gennaio 2019 sarà in uso una versione rivisitata, principalmente finalizzata ad una...continua

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Sentenza della Corte d'Appello di Brescia: il 26enne era considerato il killer di Yara

MOHAMED FIKRI RISARCITO DALLO STATO PER INGIUSTA DETENZIONE

All'epoca dei fatti abitava a Montebelluna: ottiene 9 mila euro di danni



MONTEBELLUNA
- (gp) Da sospettato numero uno a persona del tutto estranea ai fatti. E ora, per quei tre giorni passati in carcere e i quasi tre anni di indagini serrate su di lui per l'omicidio di Yara Gambirasio, Mohamed Fikri ha ottenuto 9 mila euro dallo Stato a titolo di risarcimento danni per ingiusta detenzione. La parabola del 26enne marocchino, residente in piazza Guarda a Montebelluna all'epoca dei fatti e ora a Piacenza, si è dunque chiusa con la sentenza della Corte d'Appello di Brescia che, accogliendo l'istanza dei suoi legali, lo riabilita non solo di fronte all'opinione pubblica ma anche, per quanto poco, a livello economico. Dal 4 dicembre 2010 (giorno in cui venne venne fermato mentre a bordo della motonave Berkane stava lasciando Sanremo per raggiungere Tangeri, in Marocco) al 22 febbraio 2013 (quando l'ipotesi d'accusa di omicidio volontario aggravato venne definitivamente archiviata), Mohamed Fikri rimase l'unico indagato per l'uccisione della 13enne di Brembate di Sopra,  scomparsa il 26 novembre 2010 e rinvenuta cadavere tre mesi più tardi, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola. Dovette poi aspettare il 12 agosto 2013 per uscire definitivamente dall'inchiesta: per sei mesi infatti rimase indagato per favoreggiamento personale dopo che il gip di Bergamo Ezia Maccora, nell'archiviare la sua posizione per omicidio, aveva spedito gli atti al pm per continuare gli accertamenti sul piastrellista. Inizialmente incastrato da un'intercettazione telefonica risultata poi tradotta in maniera errata (“Allah mi perdoni” invece di “Allah mi protegga”), Fikri venne scagionato non soltanto dai riscontri genetici effettuati sia sul luogo del ritrovamento di Yara che sul corpo della giovane, ma anche dal suo alibi. Roberto Benazzo, il suo ex datore di lavoro, un imprenditore di Vallà di Riese Pio X, aveva confermato agli inquirenti che nel momento in cui Yara venne rapita il magrebino si trovava con lui e non nel cantiere di Mapello. Versione che confermava quanto detto dallo stesso Fikri nell'interrogatorio fiume tenutosi dopo il suo rocambolesco arresto. Il 14 luglio scorso era anche tornato a Treviso per rinnovare il permesso di soggiorno. In coda assieme ad altri stranieri foruo dall'ufficio immigrazione della questura di Treviso, aveva detto: “ Sono stato marchiato, penalizzato da questa vicenda. Da due anni ormai sono senza lavoro, anche in Marocco ho difficoltà a trovarlo”.