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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Sentenza della Corte d'Appello di Brescia: il 26enne era considerato il killer di Yara

MOHAMED FIKRI RISARCITO DALLO STATO PER INGIUSTA DETENZIONE

All'epoca dei fatti abitava a Montebelluna: ottiene 9 mila euro di danni



MONTEBELLUNA
- (gp) Da sospettato numero uno a persona del tutto estranea ai fatti. E ora, per quei tre giorni passati in carcere e i quasi tre anni di indagini serrate su di lui per l'omicidio di Yara Gambirasio, Mohamed Fikri ha ottenuto 9 mila euro dallo Stato a titolo di risarcimento danni per ingiusta detenzione. La parabola del 26enne marocchino, residente in piazza Guarda a Montebelluna all'epoca dei fatti e ora a Piacenza, si è dunque chiusa con la sentenza della Corte d'Appello di Brescia che, accogliendo l'istanza dei suoi legali, lo riabilita non solo di fronte all'opinione pubblica ma anche, per quanto poco, a livello economico. Dal 4 dicembre 2010 (giorno in cui venne venne fermato mentre a bordo della motonave Berkane stava lasciando Sanremo per raggiungere Tangeri, in Marocco) al 22 febbraio 2013 (quando l'ipotesi d'accusa di omicidio volontario aggravato venne definitivamente archiviata), Mohamed Fikri rimase l'unico indagato per l'uccisione della 13enne di Brembate di Sopra,  scomparsa il 26 novembre 2010 e rinvenuta cadavere tre mesi più tardi, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola. Dovette poi aspettare il 12 agosto 2013 per uscire definitivamente dall'inchiesta: per sei mesi infatti rimase indagato per favoreggiamento personale dopo che il gip di Bergamo Ezia Maccora, nell'archiviare la sua posizione per omicidio, aveva spedito gli atti al pm per continuare gli accertamenti sul piastrellista. Inizialmente incastrato da un'intercettazione telefonica risultata poi tradotta in maniera errata (“Allah mi perdoni” invece di “Allah mi protegga”), Fikri venne scagionato non soltanto dai riscontri genetici effettuati sia sul luogo del ritrovamento di Yara che sul corpo della giovane, ma anche dal suo alibi. Roberto Benazzo, il suo ex datore di lavoro, un imprenditore di Vallà di Riese Pio X, aveva confermato agli inquirenti che nel momento in cui Yara venne rapita il magrebino si trovava con lui e non nel cantiere di Mapello. Versione che confermava quanto detto dallo stesso Fikri nell'interrogatorio fiume tenutosi dopo il suo rocambolesco arresto. Il 14 luglio scorso era anche tornato a Treviso per rinnovare il permesso di soggiorno. In coda assieme ad altri stranieri foruo dall'ufficio immigrazione della questura di Treviso, aveva detto: “ Sono stato marchiato, penalizzato da questa vicenda. Da due anni ormai sono senza lavoro, anche in Marocco ho difficoltà a trovarlo”.