Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Sentenza della Corte d'Appello di Brescia: il 26enne era considerato il killer di Yara

MOHAMED FIKRI RISARCITO DALLO STATO PER INGIUSTA DETENZIONE

All'epoca dei fatti abitava a Montebelluna: ottiene 9 mila euro di danni



MONTEBELLUNA
- (gp) Da sospettato numero uno a persona del tutto estranea ai fatti. E ora, per quei tre giorni passati in carcere e i quasi tre anni di indagini serrate su di lui per l'omicidio di Yara Gambirasio, Mohamed Fikri ha ottenuto 9 mila euro dallo Stato a titolo di risarcimento danni per ingiusta detenzione. La parabola del 26enne marocchino, residente in piazza Guarda a Montebelluna all'epoca dei fatti e ora a Piacenza, si è dunque chiusa con la sentenza della Corte d'Appello di Brescia che, accogliendo l'istanza dei suoi legali, lo riabilita non solo di fronte all'opinione pubblica ma anche, per quanto poco, a livello economico. Dal 4 dicembre 2010 (giorno in cui venne venne fermato mentre a bordo della motonave Berkane stava lasciando Sanremo per raggiungere Tangeri, in Marocco) al 22 febbraio 2013 (quando l'ipotesi d'accusa di omicidio volontario aggravato venne definitivamente archiviata), Mohamed Fikri rimase l'unico indagato per l'uccisione della 13enne di Brembate di Sopra,  scomparsa il 26 novembre 2010 e rinvenuta cadavere tre mesi più tardi, il 26 febbraio 2011, in un campo di Chignolo d'Isola. Dovette poi aspettare il 12 agosto 2013 per uscire definitivamente dall'inchiesta: per sei mesi infatti rimase indagato per favoreggiamento personale dopo che il gip di Bergamo Ezia Maccora, nell'archiviare la sua posizione per omicidio, aveva spedito gli atti al pm per continuare gli accertamenti sul piastrellista. Inizialmente incastrato da un'intercettazione telefonica risultata poi tradotta in maniera errata (“Allah mi perdoni” invece di “Allah mi protegga”), Fikri venne scagionato non soltanto dai riscontri genetici effettuati sia sul luogo del ritrovamento di Yara che sul corpo della giovane, ma anche dal suo alibi. Roberto Benazzo, il suo ex datore di lavoro, un imprenditore di Vallà di Riese Pio X, aveva confermato agli inquirenti che nel momento in cui Yara venne rapita il magrebino si trovava con lui e non nel cantiere di Mapello. Versione che confermava quanto detto dallo stesso Fikri nell'interrogatorio fiume tenutosi dopo il suo rocambolesco arresto. Il 14 luglio scorso era anche tornato a Treviso per rinnovare il permesso di soggiorno. In coda assieme ad altri stranieri foruo dall'ufficio immigrazione della questura di Treviso, aveva detto: “ Sono stato marchiato, penalizzato da questa vicenda. Da due anni ormai sono senza lavoro, anche in Marocco ho difficoltà a trovarlo”.