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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Tutti assolti i quattro professionisti dell'ospedale di Oderzo sotto inchiesta

NEONATO MORTO: UN PERIZIA HA SCAGIONATO L'EQUIPE MEDICA

Erano chiamati a rispondere del reato di aborto colposo



ODERZO
- (gp) Tutti assolti per non aver commesso il fatto. Questo l'esito del processo a carico dell'equipe medica composta da Gianandrea Bressan, Donato Di Nunno, Angela Perin e Simona Qualizza, difesi dagli avvocati Piero Pignata, Federico Vianelli e Massimo Sonego, finita sotto inchiesta per rispondere del reato di aborto colposo. A scagionare definitivamente i medici è stata la perizia medico legale disposta dal giudice Marco Biagetti, e affidata al dottor Gianni Barbuti, che aveva il compito di stabilire le cause che hanno portato al decesso di un neonato all'ospedale di Oderzo. I legali, nel corso della prima udienza nel marzo 2012, avevano sollevato una questione di legittimità legata al regime di procedibilità per disparità di trattamento nel caso dell'aborto colposo, e il giudice in quel caso inviò il dispositivo alla Corte Costituzionale affinché si pronunciasse per stabilire se la legge vigente sia o meno corretta. Istanza che venne però rigettata dalla Corte Costituzionale dicendo che il processo doveva celebrato. I fatti contestati risalivano al 3 marzo 2007. Secondo l’accusa il bambino, terzogenito di una coppia algerina, sarebbe nato vivo se i medici avessero eseguito tempestivamente un parto cesareo. La donna, per perdite di sangue, si era recata in ospedale ma era stata dimessa poco dopo con la conferma che la gravidanza non era a rischio. Meno di 24 ore dopo però ritornò in ospedale con fitte lancinanti al ventre. Il responso fu terribile: il feto era già morto. Si parlò di “probabile sofferenza fetale” e che con un parto cesareo tempestivo il bambino sarebbe nato vivo “con probabilità prossima alla certezza”. Per i medici scattò quindi d'ufficio l'accusa di “concorso e cooperazione per aver cagionato colposamente l’interruzione di gravidanza e la morte intrauterina del feto”. La perizia ha stabilito però che il feto è sempre stato monitorato e che la sofferenza è emersa soltanto dopo le 22 del 3 marzo, poco prima del decesso. L'operato dei medici è insomma risultato corretto.