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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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In campo Austria, Belgio, Rep. Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Spagna e Svizzera

GIORNALISTI EUROPEI IN REPUBBLICA CECA PER LA COPPA INTERNAZIONALE DI GOLF

La sfida si è svolta nel bel percorso di Mariánské Lázne


TREVISO - Ero stato subito attratto dalla trasferta in Repubblica Ceca, quando il Comitato organizzatore aveva scelto quella Regione per la Coppa internazionale di Golf. Non mi ero sbagliato. Visitare Mariánské Lázně e il suo campo da golf è stato come trasferirsi al tempo del dominio austro-ungarico, durante il quale Marienbad (il nome di allora), aveva un ampio significato per tutta Europa. Stava, infatti, in quel triangolo boemo, il rimedio per molte malattie.
La medicina non aveva i mezzi di ora, le fonti termali, un po’ per la salubrità, un po’ per il bel vivere, erano di aiuto anche per i malanni più gravi. La visita ai grandiosi ambienti per il soggiorno e le cure termali ci ha mostrato una realtà inaspettata. Per arrivarci in auto ho voluto percorrere qualche tratto di strada fuori dalla grande viabilità, attraversare qualche paesino, e mi è stato così permesso di vedere il vivere rurale di quel Paese, in netto contrasto con la cittadina. Mariánské Lázně è piccola città bellissima, con le sue efficaci terme, da sempre proiettata al turismo di alto livello, con alberghi sfarzosi, frequentata da ospiti provenienti da tutto il mondo. Il Campo da Golf, le cui prime nove buche furono tracciate nel 1905 come risposta alle richieste degli ospiti frequentatori delle terme, riscosse subito grande successo. Re Edoardo VII, che nell’ottocento gestiva il più grande impero coloniale del pianeta, si prodigò per sostenerlo economicamente, e ne fu tra i primi soci. L’interesse delle teste coronate e degli abbienti occidentali ne fece crescere la popolarità, e nel 1923 fu portato a 18 buche. Dopo la seconda guerra mondiale, i governanti comunisti, che consideravano il Golf un gioco non adatto alla classe operaia, ne decretarono la distruzione, ma gli appassionati locali, che nel frattempo avevano costituito una nutrita squadra di abili giocatori, riuscirono a salvarlo. Nel ’68, quando la tensione si affievolì, iniziarono a partecipare ai campionati internazionali, e perfino a organizzarne uno in casa, nel 1978, pur sotto il regime comunista. Con il ritorno alla normalità il Campo riprese la sua vigoria, tanto che la Regina Elisabetta gli conferì il diritto di utilizzare il titolo di Royal Golf Club. Con nella mente questo scorcio di storia, nel percorrerlo ho apprezzato la bellezza del Campo: ampi fairways incorniciati da eleganti essenze, un tappeto erboso soffice e curato, green non molto grandi con pendenze sincere. Una stranezza: nel suo insieme curatissimo, hai la percezione che le buche siano più lunghe di quanto in realtà lo siano, e questa particolarità non l’ho avvertita soltanto io. Di sicuro si può a ragione definire un “Campo da Re”. Otto le nazioni partecipanti, formate da squadre di sette giocatori: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Spagna e Svizzera. Il team italiano, capitano Paolo Pacciani, sottodimensionato per la mancata partecipazione di due giocatori, era composto di Marco Dal Fior, Paolo Pilla, Roberto Zoldan, Stefano Spisani. La ridotta composizione è stata in parte decisiva per i risultati finali.

Nella prima delle due giornate, di gara stableford individuale, c'è stato un tempo eccellente, che ci ha permesso di apprezzare il Campo nella sua interezza, e di far avere a me un risultato non eccellente, ma di tutto rispetto. Giocavo con Bejbel Radek (Rep. Ceca), Ceuterick Christian (Belgio), e Sanjurjo Josè Maria (Spagna), tutti giocatori gradevoli, con quel comportamento che ti fa apprezzare il gioco. La seconda, invece, scrosci di pioggia a tratti, forti tanto da far temere l‘annullamento della gara, in cui favorite erano le squadre con persone maggiormente avvezze al gioco sotto la pioggia.
La vittoria finale, deludente per l’Italia, è stata dei Cecki con 297 punti, la cui squadra, oltre al capitano Pavel Mandys (hcp 19,7), včetně Radek Bejbel (9,1), Jaromír Bosák (17,2), Alena Bosáková (17,6), Jindřich Maly (10,1), Pavel Vendracek (22,5), Amara Zemplinerová (7.1).

A venti lunghezze si è guadagnato il secondo posto l’ottimo Belgio con 277, e poi l’agguerrita Austria 275, la Germania 271, Svizzera 260, Danimarca 250, la Spagna 249. Simbolico cucchiaio di legno per l’Italia, 238 punti. Il Longest drive uomini è stato di Alain Bogaerts (Belgio), per le donne di Alena Bosáková (Czekia). Il Nearest to the Pin a Philippe Lacourt (Belgio).
I migliori risultati individuali sono stati per Annamarie Zemplinerová (Czekia) con 65 punti sul netto, e per Thomas Vennekilde (Danimarca) con 54 sul lordo.

L’organizzazione è stata perfetta, ottimo l’albergo che ha visto nel passato soggiornare i notabili. Pavel Mandys, capo della delegazione Ceca, ci ha riempito di attenzioni. Conclusa la Nations Cup ci ha portato a Plzeň dove abbiamo visitato la fabbrica della birra Pilsner Urquell che fa parte del secondo gruppo più grande al mondo nella fabbricazione della birra. Vedere da vicino i vari momenti della lavorazione, le profonde cantine dove la birra si matura, dire che è stato interessante è riduttivo.
E poi ho soggiornato a Praga, città meravigliosa piena di opere d’arte e di cultura, di vita, dove il vivere è meno caro, la gente rispettosa e ordinata, anche se di fondo vedi nei loro occhi un po’ di tristezza, forse di nostalgia nei riguardi dei tempi passati, ma intuisci anche la determinazione a riviverli quei tempi, in cui sorsero quelle meraviglie. Tanto per citarne qualcuna, Il Ponte Carlo e il Castello, luoghi che da soli meritano un viaggio-visita. La popolazione è gente laboriosa, che sta velocemente prendendo un posto nel mondo.
Per quanto mi riguarda, posso di sicuro affermare che l’ambientazione della Nations Cup 2014 è stata perfettamente indovinata.
Paolo Pilla

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