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Golf
PILLOLE DI GOLF/190: L'OPEN D'ITALIA 2017 È DA RECORD

Davanti a 73mila spettatori, vince l'inglese Hatton


MONZA - Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

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Accusato di omicidio colposo il titolare di un'azienda agricola di Farra di Soligo

MUORE SCHIACCIATO DAL TRATTORE: ASSOLTO IL SUO DATORE DI LAVORO

Accolte le tesi difensive: nessuna violazione delle norme sulla sicurezza


FARRA DI SOLIGO – (gp) Il pm Valera Sanzari aveva chiesto una sentenza di condanna ma il gup Umberto Donà, accogliendo in pieno la tesi difensiva, ha assolto Alberto Follador, difeso dagli avvocati Marco Zanon e Simone Guglielmin, dall'accusa di omicidio colposo per la morte di Enrico Giotto, un suo dipendente di 54 anni. I fatti contestati risalivano al 28 giugno 2012 quando la vittima, mentre nella cantina vinicola di Follador a Farra di Soligo stava eseguendo lavori in un vigneto in collina (in una zona ghiaiosa e con una forte pendenza) con un trattore, perse il controllo del mezzo agricolo che si capovolse. Il trattore schiacciò e uccise il 54enne che era rimasto intrappolato sotto il mezzo. Immediatamente venne dato l’allarme ma quando sul posto arrivò il personale del 118 per il 54enne non c’era purtroppo più nulla da fare. Il nome del datore di lavoro di Giotto venne iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto ma, a conclusione delle indagini, la Procura ritenne di avere le prove per sostenere che l'imprenditore avesse violato le norme in materia di sicurezza. La difesa di Follador però, affiancando alla testimonianza di un tecnico dello Spisal quella di un tecnico di parte, ha dimostrato l'ineccepibilità delle condotte dell'imprenditore. Due i punti cardine dell'accusa: il primo riguardava l'arco sul trattore che non venne alzato e il fatto che la vittima non avesse le cinture di sicurezza, il secondo che si sarebbe dovuto utilizzare un mezzo cingolato. Fatti entrambi veri, ma in realtà Giotto stava eseguendo dei lavori speciali e la legge, in merito, prevede che l'arco non venga alzato in quanto il mezzo non sarebbe passato sotto i filari che erano più bassi. Circostanza che prevede, proprio in materia di sicurezza, di non usare le cinture per evitare di rimanere schiacciati in caso di ribaltamento. Inoltre l'uso di un mezzo cingolato è risultato essere inidoneo a causa della conformazione e della pendenza del tracciato percorso. Conclusioni che hanno spinto il giudice a ritenere Follador del tutto innocente.