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Golf
PILLOLE DI GOLF/186: CONCLUSO IL CHALLENGE 2017 DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Le ultime due tappe in Lombardia, all'Albenza e Villa d'Este


TREVISO - Due belle giornate, 4 e 5 settembre, in due campi super, hanno contraddistinto la conclusione del viaggio in Italia dei giornalisti golfisti: il challenge di dodici memorabili tappe, che ci han permesso di giocare su altrettanti campi, riconosciuti tra i più belli d’Italia....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/185: I CAMPIONI DI DOMANI DI SCENA AL "TEODORO SOLDATI"

Il sudafricano Vorster trionfa all'International Under 16 Championship


BIELLA - Gara di rilievo l’International Under 16 Championship. Questo Campionato Internazionale disputato per la prima volta nel 2007 (andato in dote a Rory McIlroy), fa parte del calendario EGA, ed è la manifestazione più sentita del panorama golfistico europeo a livello...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/184: IL GOLF CONQUISTA L'ITALIA CON LA RYDER CUP

Eventi promozionali dal Monte Bianco alla Sicilia


TREVISO - Nell’accettare l’agognata assegnazione al nostro Paese della Ryder Cup 2022, la Federazione Italiana Golf si è dovuta seriamente impegnare per lo sviluppo di questa disciplina sportiva, e per un arco temporale che va dal 2016 al 2027. Sono previsti circa 105 tornei di...continua

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"Bisogna insegnare ai giovani a prendere in mano il futuro con un'etica di rispetto"

VAJONT: "RICORDARE PER ASSUMERE UN IMPEGNO CIVILE RINNOVATO"

La testimonianza di Umberto Olivier che il 9 ottobre 1963 perse la sua famiglia


LONGARONE - Ricade oggi il doloroso anniversario di una delle tragedie più grandi del nostro Paese, il disastro del Vajont che costò la vita a 1.917 persone. Sono passati 51 anni dalla sera del 9 ottobre 1963, quando un enorme masso si staccò dal crinale del Monte Toc per precipitare nelle acque del bacino artificiale idroelettrico. L'enorme ondata che ne segui superò le sponde della diga del Vajont e si abbatté nei villaggi a valle, tra cui Longarone e Erto, che vennero letteralmente spazzati via con i loro abitanti.
Umberto Olivier, di Longarone, all'epoca 20enne appena trasferito a Milano per lavorare, ci racconta la sua drammatica testimonianza.
“Posso parlare a questa radio perché il 9 ottobre 1963 io ero a Milano, 20enne perito minerario al suo primo lavoro. Quindi Milano è stata la mia città salvifica. A Longarone ho perso papà, mamma e sorella. Papà e mamma non sono mai più stati trovati. Di prima mattina una telefonata amica mi disse che al Vajont era caduto un grande masso, poi ci sono state le prime informazioni alla radio, verso le 7.00-7.30. Le notizie erano ancora molto confuse ma avevo capito che era successo la fine del mondo, perché a Longarone è veramente successa la fine del mondo.
Erano risaputi i pericoli che c'erano al Vajont, purtroppo non si ebbe riguardo delle vite in pericolo. (…) Una delle parole su cui riflettere è "responsabilità". Li c'è stata una fuga totale a tutti i livelli. L'unica voce di verità era stata quella di Tina Merlin, una giornalista con estrema lucidità, grande coraggio e grande etica di servizio informativo, aveva scritto su l'Unità, ben due anni e mezzo prima dall'immane tragedia, dei pericoli che c'erano. (…)
Ricordare il Vajont oggi vuol dire assumere un impegno civile rinnovato. E' questo il messaggio che io do ai giovani: prendete in mano il vostro futuro con un'etica di rispetto delle relazioni umane, delle relazioni sociali, se no la situazione del nostro tempo non migliorerà.