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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Il giudice ha riconosciuto colpevole la nomade 49enne di Udine Renata Horvath

TIMBRI DEL TRIBUNALE IN CASA: UN ANNO E SEI MESI PER RICETTAZIONE

I timbri riportavano il marchio della Procura di Venezia e del cancelliere


PAESE – (gp) Un anno e sei mesi di reclusione e mille euro di multa. Questa la condanna inflitta dal giudice Piera De Stefani a Renata Horvath, nomade 49enne di Udine finita alla sbarra per rispondere dell'accusa di ricettazione. Nel marzo 2012 infatti, durante una perquisizione effettuata dai carabinieri di Paese che stavano cercando la refurtiva di un colpo in cui la donna si sospettava fosse implicata, i militari trovarono all'interno della sua abitazione due timbri contraffatti che riportavano rispettivamente il marchio del tribunale di Venezia e la firma del cancelliere. I timbri erano conservati in una busta, nascosta nel comodino della camera da letto. Secondo quanto sostenuto dalle forze dell'ordine, sarebbero serviti per produrre documenti falsi utili a ottenere ,ad esempio, permessi di allontanamento per motivi sanitari o altro. Circostanza che però non ha trovato riscontro nelle indagini. La nomade aveva raccontato che i timbri gli erano stati ceduti da un cugino ora in Olanda: la giustificazione non l'ha salvata dall'inevitabile denuncia.