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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Il giudice ha riconosciuto colpevole la nomade 49enne di Udine Renata Horvath

TIMBRI DEL TRIBUNALE IN CASA: UN ANNO E SEI MESI PER RICETTAZIONE

I timbri riportavano il marchio della Procura di Venezia e del cancelliere


PAESE – (gp) Un anno e sei mesi di reclusione e mille euro di multa. Questa la condanna inflitta dal giudice Piera De Stefani a Renata Horvath, nomade 49enne di Udine finita alla sbarra per rispondere dell'accusa di ricettazione. Nel marzo 2012 infatti, durante una perquisizione effettuata dai carabinieri di Paese che stavano cercando la refurtiva di un colpo in cui la donna si sospettava fosse implicata, i militari trovarono all'interno della sua abitazione due timbri contraffatti che riportavano rispettivamente il marchio del tribunale di Venezia e la firma del cancelliere. I timbri erano conservati in una busta, nascosta nel comodino della camera da letto. Secondo quanto sostenuto dalle forze dell'ordine, sarebbero serviti per produrre documenti falsi utili a ottenere ,ad esempio, permessi di allontanamento per motivi sanitari o altro. Circostanza che però non ha trovato riscontro nelle indagini. La nomade aveva raccontato che i timbri gli erano stati ceduti da un cugino ora in Olanda: la giustificazione non l'ha salvata dall'inevitabile denuncia.