Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Gentilini attacca anche la Chiesa: "Altro che caritas, questa è carità pelosa

SINDACI DELLA LEGA VALUTERANNO L'ORDINANZA ANTI-PROFUGHI

Il segretario provinciale Coin: "Sono clandestini, stop a Mare nostrum"


TREVISO - La Marca non può accogliere altri stranieri sbarcati sulle coste italiane. A ribadirlo compatta è la Lega trevigiana: “Primo perchè non si tratta di veri profughi, ma di clandestini”, sottolinea Dimitri Coin, che al tema ha dedicato la sua prima uscita pubblica da neoeletto segretario provinciale del Carroccio. Nella prima riunione del direttivo e poi nell'incontro con i sindaci padani, la prossima settimana, verranno valutate forme di resistenza civile, compresa la possibilità di replicare da parte dei comuni trevigiani l'ordinanza messa a punto dal primo cittadino di Padova, Massimo Bitonci, per vietare l'ingresso nel territorio comunale a stranieri privi di certificato medico.


L'emergenza sanitaria, peraltro, ribadisce anche il capogruppo in Consiglio regionale, Federico Caner è una delle principali conseguenze del massiccio arrivo profughi incontrollati: “Non c'è solo la preoccupazione per l'Ebola – nota Caner -, stanno tornando meningite, tubercolosi, scabbia ed altre malattie che erano state debellate”. Secondo il leder della Lega a Palazzo Ferro Fini su 35.500 extracomunitari giunti finora in Italia nell'ambito dell'operazione Mare nostrum, solo 3.700 hanno i requisiti per lo status di rifugiato politico. Ed è l'intero meccanismo di accoglienza che va rivisto alla radice: i comuni, già in seria difficoltà nel fornire servizi ai cittadini in crisi non hanno strutture e risorse per assistere queste per, ribadiscono i sindaci leghisti, chiedendo all'Europa di farsi carico del problema.
Meglio bloccare le frontiere – suggeriscono – ed aiutare queste persone nei loro paesi d'origine. “Altrimenti, riempita una caserma, se ne dovrà riempire un'altra, poi un'altra ancora e così via senza fine”, sottolinea Francesco Pietrobon alla guida dell'amministrazione di Paese. Ma Giancarlo Gentilini chiama in causa anche un'altra istituzione: la Chiesa: “Mare nostrum e i profughi sono una falsità - tuona lo Sceriffo -, servono solo ad arricchire chi sta dietro, comprese certe gerarchie ecclesiastiche. Questa non è Caritas, è una carità pelosa”. Saranno dunque oltre 500 i militanti leghisti della Marca presenti a Milano per la manifestazione contro l'operazione di accoglienza dei profughi indetta sabato prossimo dal segretario nazionale Matteo Salvini.

Bisinella: «Ancora clandestini a Treviso, col Decreto Stadi
il Governo destina oltre cento milioni a Mare Nostrum»

«Anche a Treviso, come in altre città venete, presto arriveranno altri clandestini, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile: prova ne sia il fatto che il Governo continua a finanziare Mare Nostrum, lo ha fatto anche ieri col Decreto Stadi». Lo sottolinea la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella, intervenuta ieri indossando la maglietta “Stop invasione”, che annuncia la manifestazione leghista di sabato 18 ottobre a Milano, in dichiarazione di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo appunto sul Decreto Stadi. «È giusto che anche a Treviso, città dove l’arrivo in massa di clandestini con Mare Nostrum ha già creato grossi problemi, sappiano cosa accade in Parlamento – prosegue Bisinella -. Col Decreto Stadi, in maniera vergognosamente subdola, nascosta, il Governo e il ministro dell’Interno, anziché occuparsi di trovare risorse per le vere emergenze che hanno i nostri concittadini, stanziano più di cento milioni a favore dell’accoglienza. Invece di destinare soldi per gli uomini delle nostre forze dell’ordine tutti i giorni esposti a qualsiasi tipo di rischio sulla propria pelle, anche di salute, a fronte della drammatica situazione di contatto con malattie, scabbia e tubercolosi, per non parlare dell’ebola, sui cui rischi ho già presentato un’interrogazione, il Governo rifinanzia l’immigrazione clandestina. Questo Governo, anziché avere attenzione per i propri pensionati e recuperare le risorse per la cassa integrazione ed aiutare chi fatica a tirare la terza settimana del mese, incrementa di 50,8 milioni di euro il Fondo per le politiche e i servizi dell’asilo, e ne stanzia in più altri 62,7 milioni per un altro fondo, che non si è capito a cosa servirà. È un fondo indecifrato, perché non si capiscono quali siano le sue finalità, ma è costituito da soldi che vengono recuperati dal Fondo rimpatri e dal Fondo espulsioni, propri quelli che invece servirebbero: è chiaro che questi soldi, più di 113 milioni di euro, verranno utilizzati per finanziare nuovamente Mare Nostrum. Invito i cittadini a partecipare alla nostra manifestazione di Milano per dire basta a queste scelte irresponsabili».