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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Sotto processo per interferenza illecita nella vita privata l'agente Nicola Glorioso

MICROSPIA AL COMANDO DEI VIGILI: LE ACCUSE SI STANNO SGRETOLANDO

I colleghi "spiati": rimettiamo la querela in cambio del reintegro alla pg


TREVISO – (gp) Il caso della microspia piazzata nel comando della polizia locale di Treviso si sta sgonfiando. A palesarlo, nel corso del procedimento penale a carico di Nicola Glorioso, l'agente di polizia giudiziaria accusato di interferenza illecita nella vita privata perchè, secondo l'accusa, avrebbe sistemato la “cimice” negli uffici di polizia giudiziaria di via Castello d'Amore, è stato un particolare finora sconosciuto emerso in udienza. Prima di avanzare una richiesta risarcitoria di 50 mila euro, i due colleghi di Glorioso che si sono costituiti parte civile a processo con l'avvocato Daniele Panico avevano proposto di rimettere la querela in cambio del ritorno nel loro posto di lavoro. A scandalo scoppiato entrambi erano stati spostati ad altro incarico in seguito alla riorganizzazione degli uffici di Polizia Locale: uno alla sezione infortunistica stradale, l'altro alla sezione di polizia di prossimità. Non una promozione insomma, ma nemmeno un declassamento. Richiesta, confermata in aula dalla comandante della Polizia Locale Federica Franzoso, che non è andata a buon fine e che suona come un tentativo di mettere fine alla vicenda giudiziaria in vista di una sentenza che ora pare pendere a favore dell'imputato. Un altro particolare finora ignoto è stato raccontato al giudice dal vicecomandante Roberto Mazzon il quale, dopo la famigerata lettera anonima inviata al questore di Treviso nella quale si criticava l'operato di Glorioso allegando anche un documento riservato (e cioè soltanto un interno poteva averlo portato fuori dagli uffici di via Castello d'Amore), voleva sapere chi fosse il “corvo”. Per questo motivo avrebbe chiesto proprio a Glorioso se la Polizia Giudiziaria avesse in dotazione delle microcamere. L'idea era quella, se ci fosse stata l'autorizzazione da parte delle autorità, di piazzarla nell'ufficio di Mazzon per scovare il “corvo”. Una circolare interna, che imponeva di chiudere a chiave i fascicoli all'interno degli armadi degli uffici, rese superfluo il proseguimento di quell'indagine. Ma Glorioso aveva già recuperato la microspia da un suo collega di polizia giudiziaria che gliel'aveva prestata. Non dovendola più utilizzare, venne riposta da Glorioso sopra il suo computer. Fu da lì che registrò la mezz'ora di conversazione avvenuta nell'ufficio di polizia giudiziaria tra le parti civili e lo stesso Glorioso, oltre ad altre due persone compreso il proprietario del portachiavi-spia. La stessa conversazione alla base del processo a carico dell'agente.