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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Giuseppe Montesel, Vinicio Monti e Federico Florian tentano la via del patteggiamento

COLPO ALLA "MICHIELETTO": I TRE RAPINATORI AVRANNO LO SCONTO

Contestato anche l'assalto alla Veneto Banca di Cappella Maggiore


ODERZO – (gp) Avranno tutti lo sconto di pena i rapinatori della gioielleria Michieletto di via Argine a Motta di Livenza, razziata lo scorso 30 gennaio. Il 53enne di Chiarano Giuseppe Montesel, il 54enne di Oderzo Vinicio Monti e il 39enne Federico Florian, anche lui di Oderzo, difesi dagli avvocati Mario Nordio, Barnaba Battistella e Giuseppe Muzzupappa, stanno infatti cercando un accordo con la Procura per patteggiare la pena. Qualora il pm le ritenesse non congrue, verranno comunque giudicati con rito abbreviato che garantisce la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.

Diversa invece la posizione del romeno Joani Almenari, accusato di aver partecipato a una seconda rapina, in concorso con gli imputati, alla filiale di Veneto Banca di Cappella Maggiore del 25 marzo 2013. Per lui, difeso dall'avvocato Daniele Toffanin, nessun rito alternativo: probabile dunque che nel corso dell'udienza preliminare, fissata a metà dicembre, venga disposto il rinvio a giudizio.


I tre imputati principali, travisati con delle maschere in lattice e armati di pistola giocattolo, avevano fatto irruzione nella gioielleria di Motta di Livenza riuscendo a impossessarsi, tra gioielli e orologi, di un bottino di poco inferiore ai 300 mila euro. Un blitz fulmineo che pensavano fosse andato liscio: quasi nulle le tracce lasciate sul posto e l'unica testimone, la moglie del titolare, venne legata mani e piedi e quindi resa innocua per lanciare l'allarme in tempo utile per permettere a qualcuno di accorgersi di quei tre tipi sospetti.

Sono state proprio le testimonianze di alcuni cittadini a permettere ai carabinieri di Conegliano di stringere le manette ai polsi della banda. Vinicio Monti, l'uomo che faceva da palo, era stato fermato all'aeroporto Marco Polo di Venezia poco prima che partisse per Rio de Janeiro. In valigia aveva parte delle refurtiva che avrebbe dovuto piazzare nel mercato nero in Brasile, un'altra parte era stata invece recuperata nelle abitazioni di Federico Florian e di Giuseppe Montesel, che nel 1990 fu autore di un omicidio nel pordenonese (uccise una guardia giurata).

Le successive indagini hanno poi portato gli inquirenti a recuperare elementi sufficienti per attribuire ai tre imputati, in concorso con Almenari, il colpo alla filiale della Veneto Banca di Cappella Maggiore. In quell'occasione, in via Fiume, i quattro malviventi (due travisati con dei passamontagna, uno con una maschera ed un quarto che indossava occhiali e berretto) erano entrati nella sede dell'istituto di credito, riuscendo, minacciando il cassiere con un coltello, a fuggire con un bottino di circa 600 euro.

Al momento del blitz erano presenti solo due clienti oltre alla direttrice: hanno raccontato agli investigatori che i componenti della banda parlavano un italiano fluente, senza inflessioni dialettali. I quattro banditi erano poi scappati a bordo di una Fiat Punto che era stata ritrovata poco distante.