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Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/265: KOEPKA FA SUO IL SECONDO MAJOR DI STAGIONE

Disputato per la prima volta a maggio, il Championship regala spettacolo


FARMINGDALE (USA) - Il secondo major, il Championship, giunto alla 101ª edizione, ha luogo per la prima volta a Farmingdale, nel Long Island, stato di New York, sul difficile percorso del Bethpage Black Course (par 70), che sarà sede della Ryder Cup 2024. È la prima volta che si...continua

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Il presidente del tribunale Aurelio Gatto sull'ipotesi che il progetto finisca

"UN PECCATO SE LA FONDAZIONE GIUSTIZIA DOVESSE SCOMPARIRE"

La Camera di Commercio avrebbe avanzato la richiesta di "lasciare"


TREVISO – (gp) “Sarebbe un vero peccato se la Fondazione Giustizia dovesse sparire”. Parole del presidente del Tribunale di Treviso Aurelio Gatto, che non nasconde il rammarico se uno dei soci fondatori, ovvero la Camera di Commercio, decidesse di “tirarsi fuori” recuperando il budget inizialmente stanziato. Anche perchè proprio la Camera di Commercio ha versato in pratica metà del capitale. Il progetto, iniziato dall'ex presidente del Tribunale Giovanni Schiavon ma ereditato e portato avanti da Aurelio Gatto, si è infatti rivelato molto utile per la macchina della giustizia. “Nel giro di un anno, grazie alla Fondazione Giustizia, siamo riusciti a far lavorare due persone nel settore delle esecuzioni immobiliari – afferma Gatto – Un apporto che ci ha permesso di smaltire un gran numero di pendenze. Basti considerare che in soli dodici mesi ne abbiamo guadagnati sei”. Nonostante la cronica carenza d'organico che affligge il palazzo di giustizia di via Verdi, le due unità impiegate in cancelleria (ovviamente qualificate) hanno permesso in altre parole di effettuare in un solo anno le udienze che normalmente si sarebbero tenute in un anno e mezzo. Un aiuto insomma non di poco conto, considerato anche il fatto che, complice la crisi economica, soltanto il 20% delle aste giudiziarie va a buon fine. Quattro su cinque infatti vanno deserte, il che si traduce in ulteriore lavoro per il tribunale oltre che in un danno per i creditori. “Spero che si possa trovare una soluzione” conclude il presidente Aurelio Gatto, che nei prossimi giorni incontrerà il presidente della Camera di Commercio per capire quale potrà essere il futuro della Fondazione Giustizia.