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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Sotto accusa Altin e Gentian Leba, due cittadini albanesi di 42 e 26 anni

CAPORALATO MODERNO: A PROCESSO DUE IMPRENDITORI PER ESTORSIONE

In nove mesi si sarebbero trattenuti 13.500 euro di tre lavoratori



PREGANZIOL
- (gp) Potrebbe essere definito caporalato moderno, o semplicemente sfruttamento di manodopera. Fatto sta che due imprenditori di origini albanesi di 42 e 36 anni, Altin e Gentian Leba, sono finiti di fronte ai giudici del tribunale di Treviso per rispondere dell'accusa di concorso in estorsione. Stando a quanto sostenuto dalla Procura di Treviso, i due avrebbero assunto come loro dipendenti tre cittadini romeni e li avrebbero impiegati nei lavori di asfaltatura lungo il Passante di Mestre nel tratto tra Mogliano Veneto e Preganziol. Un regolare contratto di lavoro che prevedeva un salario mensile al netto delle spese di vitto che, come sottolineato nella busta paga, sarebbero dovute essere a carico dell'azienda appaltatrice dei lavori, che li aveva poi subappaltati alla ditta dei due imputati. Ma la voce “spese di vitto” in realtà sarebbe stata trattenuta dai datori di lavoro direttamente dai salari dei dipendenti: 500 euro al mese, a testa, da settembre 2007 a maggio 2008. Nove mesi per un totale di 13.500 euro che i due titolari si sarebbero intascati a scapito dei tre lavoratori. Circostanza confermata in aula da uno di loro, chiamato a testimoniare in qualità di denunciante nonché di parte offesa. Ma non basta: secondo l'accusa i due imputati sarebbero arrivati a minacciare di morte gli operai se solo avessero denunciato quella situazione di sfruttamento alle autorità. Per nove mesi i tre avrebbero tenuto la bocca chiusa per evitare di perdere il lavoro, poi scattò la denuncia.