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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Studio Confocommercio: quasi centomila passeggeri vengono a curarsi

AEROPORTO CANOVA, 12 MILIONI PER METTERE IN SICUREZZA QUINTO

Ma Marchi insiste: "O si aumentano i passeggeri o l'azienda non regge"


TREVISO - Dodici milioni di euro per mettere in sicurezza l'area sorvolata dagli aerei in decollo o in atterraggio al Canova. Il calcolo è stato eseguito da Comune di Quinto e riguarda lo spostamento di un asilo che si trova nella traiettoria, il consolidamento dei tetti di case ed edifici, l'insonorizzazione delle abitazioni e varie altre opere di mitigazione. Sarebbe un primo passo concreto, spiega il sindaco Mauro Dal Zilio, per rendere la presenza dello scalo compatibile con le esigenze dei residenti e per poter discutere anche di un eventuale incremento dei voli. Il comune di Treviso a sua volta ha costituito un apposito gruppo di lavoro per studiare le misure necessarie nel territorio di propria competenza: la prima riunione, a cui sono stati invitati tutti i soggetti coinvolti, comprese anche la società di gestione dell'aeroporto e la stessa amministrazione confinante, è in programma il 3 o il 4 dicembre.
Il piano di sviluppo dello scalo trevigiano presentato da Save, il gruppo che controlla l'aeroporto, intanto, dopo la bocciatura da parte della commissione Valutazione impatto ambientale nazionale e il beneplacito, previe alcune prescrizioni, da parte delle Sovrintendenza, qualche giorno fa ha incassato il sì da parte della commissione Via regionale (sempre con condizioni). L'ultima parola, ora, spetta al ministero dell'Ambiente.
Il patron di Save, Enrico Marchi torna a sostenere la necessità che l'infrastruttura raggiunga un equilibrio economico (ad oggi AerTre perde tra 500mila ed un milione di euro all'anno): per farlo, stima l'imprenditore, occorre arrivare almeno a 3,3 milioni di passeggeri all'anno, circa un milione e centomila in più degli attuali. Altrimenti, ribadisce Marchi, il rischio è quello di dover chiudere e traslocare a Venezia.

Un terzo dei passeggeri viene per curarsi
L'aeroporto genera 213 milioni di euro all'anno

Del futuro del Canova si è discusso in un convegno promosso dalla Confcommercio, dal consorzio di promozione turistica Marca Treviso e dalla Provincia. Secondo una ricerca curata per l'occasione da Alessandro Minello, l'aeroporto genera un valore economico, tra effetti diretti ed indiretti, di oltre 213 milioni e mezzo di euro, dando lavoro a 2.156 addetti. E tra l'indotto c'è anche un segmento particolare: il 30% delle persone che sbarca al Canova lo fa per ragioni sociali: ricongiungimenti familiari, ma anche e sopratutto per curarsi nelle strutture sanitarie della zona: "Si tratta di circa centomila persone  - spiega Minello - in prevalenza provenienti dal Sud Italia". Un 13% degli utenti vola per lavoro, anche se poi il 47,1% delle imrprese locale dichiara di utilizzare di rado l'aeroporto di Treviso, mentre quasi il 75% vola regolarmente o spesso dal Marco Polo. La maggioranza dei viaggiatori (57%), naturalmente, è costituita da turisti. Ma, secondo uno studio del consorzio turistico, solo una frazione si ferma in provincia: su quasi 119mila inglesi sbarcati, solo 15.800 hanno realmente visitato la Marca, su 116mila belgi la quota scende a 8mila, ma allo stesso modo su 235.410 passeggeri italiani solo 28.294 si sono poi trasformati in effettivi arrivi turistici nel Trevigiano.