Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

Una mostra ricorda il pittore ed incisore trevigiano a cent'anni dalla nascita

GIOVANNI BARBISAN: DIPINTI, DISEGNI, INCISIONI DAL 1931 AL 1988

L'inaugurazione venerdì 21 novembre al Museo di Santa Caterina di Treviso


(ag) A cento anni dalla nascita di Giovanni Barbisan, pittore e incisore di fama nazionale, Treviso ricorda uno dei suoi artisti più significativi dedicandogli la mostra che inaugurerà venerdì 21 novembre (ore 17.30) al Museo di Santa Caterina. “Giovanni Barbisan. Dipinti, disegni, incisioni dal 1931 al 1988” è un percorso di 140 opere curato da Eugenio Manzato, che ripercorre le diverse fasi dell'opera dell'artista trevigiano, conosciuto soprattutto come maestro dell'incisione. Ma l'intenzione dell'esposizione è quella di rivalutare la sua produzione pittorica che rivela, soprattutto nella fase più matura della sua carriera, una ricerca e una sensibilità indipendenti dalle correnti artistiche del momento. 

Giovanni Barbisan inizia prestissimo a dipingere, probabilmente grazie agli stimoli del padre decoratore, frequenta a 17 anni la Scuola libera del nudo a Venezia e l'anno seguente si iscrive all'Accademia dove apprenderà da Giovanni Giuliani la tecnica dell'incisione, che da allora porterà avanti parallelamente alla pittura.
Le prime opere degli anni '30, mostrano, in pittura, evidenti fermezze plastiche di respiro metafisico, e nelle incisioni un segno ordinatissimo e diagonale, ispirate alla tecnica tipica di Morandi e Bartolini. Appena 22enne, Barbisan partecipa alla Biennale di Venezia con un grande affresco su pannello dal titolo “I nostri migliori amici sono i rurali”, tematica ispirata al regime. E proprio alla sua attività di “frescante” è stata dedicata una sezione della mostra. Tra il 1939 e il 1940 la sua ricerca sembra orientarsi verso una pittura più vibrante, - spiega Manzato - con forme meno bloccate. Ma dovrà subire un arresto a causa della chiamata alle armi. La “crisi” è evidente dopo la parentesi della guerra: tra il 1945 e il '50, egli sperimenta una pittura di filamenti di colore con esiti quasi divisionisti,  mentre nella grafica compone per nervosi grovigli di segni che dissolvono i contorni.
L'attrazione per il naturalismo lo porterà a scelte in contrasto con le tendenze informali di quegli anni, cosicché sarà invitato alle Biennali solo come incisore.

La mostra, patrocinata dal Comune di Treviso, è visitabile fino all'1 febbraio 2015 al Museo di Santa Caterina.

Ai nostri microfoni sono intervenuti, in ordine, il curatore della mostra Eugenio Manzato, Gaddo Barbisan, figlio dell'artista e presidente dell'Archivio Barbisan Treviso, e l'assessore alla cultura di Treviso, Luciano Franchin, che in un'ottica di valorizzazione del patrimonio culturale trevigiano, colloca la mostra all'interno di un percorso che in futuro vedrà il ritorno delle grandi mostre a carattere internazionale. 

Galleria fotograficaGalleria fotografica