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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'iniziativa del collettivo Ztl all'ex caserma Piave per rileggere la Prima Guerra Mondiale

"GUERRA ALLA GUERRA" AL CSO DJANGO L'ARTE PARLA DI ANTIMILITARISMO

Sabato inaugura la mostra dedicata al disegnatore dell'Avanti, Giuseppe Scalarini


TREVISO - (ag) La diserzione, la disobbedienza, il pacifismo. In occasione delle celebrazioni dei cento anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale, il collettivo Ztl propone una rilettura del conflitto attraverso un progetto artistico che, a distanza di un secolo, intende restituire la voce a chi capì l’orrore inumano della guerra, e si ribellò ad essa.
“Solo in Italia sono stati 750 i soldati fucilati con processo, 200 quelli colpiti da decimazione per estrazione a sorte, mentre è imprecisato il numero di militari uccisi dai loro ufficiali o dai carabinieri perché accusati di codardia, ribellione o episodi di follia.” Così spiega ai nostri microfoni Fabrizio Urettini, curatore della mostra che va ad aprire il ciclo “Guerra alla guerra” - titolo ispirato al libro fotografico realizzato nel '24 dal giovane anarchico tedesco Friedrich Ernst.
L’esposizione inaugura sabato 22 novembre negli spazi dell'ex caserma Piave, ribattezzata da Ztl C.s.o. Django, con la mostra dedicata a Giuseppe Scalarini, il più famoso disegnatore dell’Avanti, quotidiano ufficiale del Partito socialista, e tra i principali disegnatori satirici italiani, socialista, anticapitalista, antimilitarista e perseguitato politico nel ventennio fascista.

La mostra, in cui verranno esposte una trentina di riproduzioni delle vignette di Scalarini recuperate in vecchie pubblicazioni, riviste e fondi bibliotecari, e una scultura realizzata da Giovanni Teano, è la prima tappa di un progetto che mira a svilupparsi nel corso dei mesi, coinvolgendo artisti, storici e intellettuali.


Giuseppe Scalarini:

Nelle pagine dell'Avanti, in cui lavorò dalla sua fondazione, il 22 ottobre 1911, sino alla sua chiusura, il 10 gennaio 1926, per ordine del fascismo ormai imperante, Scalarini si espresse dapprima contro la guerra in Libia del 1911-1913, quindi contro l'ingresso dell'Italia nel primo conflitto mondiale e il prevalere della sempre maggior influente fazione interventista, di cui nel novembre 1914 diventa parte lo stesso Mussolini (che per questo verrà cacciato dal giornale e al quale Scalarini dedicò la vignetta “Giuda”).
Durante la guerra del 15-18 Scalarini continuò a pubblicare le sue vignette antimilitariste, malgrado la censura: l’“Avanti” usciva con dei riquadri bianchi. Più volte accusato di “propaganda disfattista”, nel 1919 subì una condanna per una vignetta contro il generale Andrea Graziani, noto per aver ordinato durante la guerra la fucilazione di molti suoi subalterni. 
Durante l'Italia di Mussolini, Scalarini dovette subire anni di ritorsioni da parte degli squadristi fascisti. Il 1 dicembre 1926 venne arrestato e condannato a cinque anni di confino, di cui due vennero condonati sebbene in condizione di libertà vigilata e col divieto di pubblicazione di qualsiasi lavoro. Esperienza che ripeté per alcuni mesi nel luglio 1940, dopo l’entrata in guerra dell’Italia, malgrado i suoi 67 anni.
Giuseppe Scalarini muore il 30 dicembre 1948.

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