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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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L'iniziativa del collettivo Ztl all'ex caserma Piave per rileggere la Prima Guerra Mondiale

"GUERRA ALLA GUERRA" AL CSO DJANGO L'ARTE PARLA DI ANTIMILITARISMO

Sabato inaugura la mostra dedicata al disegnatore dell'Avanti, Giuseppe Scalarini


TREVISO - (ag) La diserzione, la disobbedienza, il pacifismo. In occasione delle celebrazioni dei cento anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale, il collettivo Ztl propone una rilettura del conflitto attraverso un progetto artistico che, a distanza di un secolo, intende restituire la voce a chi capì l’orrore inumano della guerra, e si ribellò ad essa.
“Solo in Italia sono stati 750 i soldati fucilati con processo, 200 quelli colpiti da decimazione per estrazione a sorte, mentre è imprecisato il numero di militari uccisi dai loro ufficiali o dai carabinieri perché accusati di codardia, ribellione o episodi di follia.” Così spiega ai nostri microfoni Fabrizio Urettini, curatore della mostra che va ad aprire il ciclo “Guerra alla guerra” - titolo ispirato al libro fotografico realizzato nel '24 dal giovane anarchico tedesco Friedrich Ernst.
L’esposizione inaugura sabato 22 novembre negli spazi dell'ex caserma Piave, ribattezzata da Ztl C.s.o. Django, con la mostra dedicata a Giuseppe Scalarini, il più famoso disegnatore dell’Avanti, quotidiano ufficiale del Partito socialista, e tra i principali disegnatori satirici italiani, socialista, anticapitalista, antimilitarista e perseguitato politico nel ventennio fascista.

La mostra, in cui verranno esposte una trentina di riproduzioni delle vignette di Scalarini recuperate in vecchie pubblicazioni, riviste e fondi bibliotecari, e una scultura realizzata da Giovanni Teano, è la prima tappa di un progetto che mira a svilupparsi nel corso dei mesi, coinvolgendo artisti, storici e intellettuali.


Giuseppe Scalarini:

Nelle pagine dell'Avanti, in cui lavorò dalla sua fondazione, il 22 ottobre 1911, sino alla sua chiusura, il 10 gennaio 1926, per ordine del fascismo ormai imperante, Scalarini si espresse dapprima contro la guerra in Libia del 1911-1913, quindi contro l'ingresso dell'Italia nel primo conflitto mondiale e il prevalere della sempre maggior influente fazione interventista, di cui nel novembre 1914 diventa parte lo stesso Mussolini (che per questo verrà cacciato dal giornale e al quale Scalarini dedicò la vignetta “Giuda”).
Durante la guerra del 15-18 Scalarini continuò a pubblicare le sue vignette antimilitariste, malgrado la censura: l’“Avanti” usciva con dei riquadri bianchi. Più volte accusato di “propaganda disfattista”, nel 1919 subì una condanna per una vignetta contro il generale Andrea Graziani, noto per aver ordinato durante la guerra la fucilazione di molti suoi subalterni. 
Durante l'Italia di Mussolini, Scalarini dovette subire anni di ritorsioni da parte degli squadristi fascisti. Il 1 dicembre 1926 venne arrestato e condannato a cinque anni di confino, di cui due vennero condonati sebbene in condizione di libertà vigilata e col divieto di pubblicazione di qualsiasi lavoro. Esperienza che ripeté per alcuni mesi nel luglio 1940, dopo l’entrata in guerra dell’Italia, malgrado i suoi 67 anni.
Giuseppe Scalarini muore il 30 dicembre 1948.

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