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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Condannato un 56enne di Volpago del Montello: pagherà anche 4 mila euro di danni

FOTO HARD DI UNA MINORE CON UN FALSO PROFILO FACEBOOK: 14 MESI

Era accusato di pedopornografia e di sostituzione di persona



VOLPAGO DEL MONTELLO – (gp) Aveva amoreggiato sul web spacciandosi per un'altra persona utilizzando un profilo Facebook fittizio per adescare una minorenne, riuscendo a farsi mandare delle foto di lei senza veli. È quanto commesso da un 56enne di Volpago del Montello il quale, finito a processo per rispondere delle accuse di sostituzione di persona e di detenzione di materiale pedopornografico, è stato condannato con rito abbreviato a un anno e due mesi di reclusione e al pagamento di 4 mila euro di risarcimento danni alla ragazzina lombarda che aveva “adescato”, che si è costituita parte civile a processo con l'avvocato Roberto Dissegna.


I fatti risalgono al 2009 quando l'uomo, secondo quanto emerso dall'inchiesta della procura di Treviso, si sarebbe costruito un profilo Facebook fasullo, facendosi passare per uno studente universitario poco più grande della vittima, che all'epoca aveva 17 anni. Iniziarono così gli scambi di messaggi sempre più intimi, sia via sms che nella chat del social network, finché il 56enne sarebbe riuscito a convincere la ragazzina a farsi delle fotografie senza veli, e in pose provocanti, che poi si sarebbe fatto spedire e che avrebbe poi salvato sul suo computer.

Per non farsi scoprire, avrebbe anche creato altri profili Facebook fasulli allargando la propria virtuale, e inesistente, cerchia di amici. Un modo per rendere ancora più veritiero il suo profilo e per riuscire a contattare anche le amiche di lei attraverso i nuovi profili, riuscendo a ottenere ulteriori informazioni sulla vittima. Col tempo, ormai invaghita di quell'universitario, la ragazza iniziò a voler fissare un incontro. L'uomo accettò, pur sapendo che si sarebbe dovuto recare a Lecco e che, una volta incontrata la ragazzina, sarebbe stato “smascherato”.

Quando si incontrarono infatti la giovane capì di essere stata presa in giro e del pericolo che stava correndo, così corse a casa dai genitori prima di raccontare tutta la storia, per filo e per segno, anche ai carabinieri che fecero scattare le indagini. Per competenza territoriale del caso si è occupata la magistratura trevigiana che, ha chiesto e ottenuto che il 56enne venisse processato.