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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'associazione: "Norme più severe, spesso c'è abuso di queste procedure"

QUASI 2.500 MICROIMPRESE KO A CAUSA DEI CONCORDATI

Ricerca Confartigianato: solo una su quattro recupera il credito


TREVISO - Quasi 2.500 piccole aziende, negli ultimi due anni, hanno dovuto chiudere i battenti per non essere riuscite a recuperare i propri crediti dopo essere state coinvolte in un concordato. La stima è il frutto di una ricerca sul tema, curata dal Centro studi Sintesi e promossa dalla Confartigianato della Marca trevigiana. Secondo l'associazione imprenditoriale il massiccio ricorso a procedure concorsuali, oltre seicento fallimenti e sessanta concordati aperti in provincia, dal 2012 ad oggi, finisce per penalizzare soprattutto sulle ditte più piccole. Il concordato, in particolare, viene richiesto in maggioranza (68%) da aziende di dimensioni medio-grandi, ma coinvolge una vasta platea di fornitori e terzisti: secondo lo studio, negli ultimi due anni, circa 5mila micro-imprese hanno dovuto fare i conti con questa procedura come creditori. Solo una su quattro è riuscita a recuperare i suoi crediti, però: secondo l'analisi, la soglia minima sopportabile riguarda il 60% del dovuto, entro 8 mesi. La stragrande maggioranza dei concordati, invece, si chiude con il saldo di meno della metà del credito e, in media, dopo due anni. Non stupisce dunque, sottolineano dalla Confartigianato, come il 48% delle imprese coinvolte sia poi fallita per i problemi generati da questi mancati introiti.
“Le piccole imprese, specialmente quelle artigiane, non attuano alcuna procedura di gestione di rischio di credito. Di conseguenza è molto elevato il rischio di subire pesantemente gli effetti dell'insolvenza dei propri clienti, diventando a loro volta insolventi”, ribadisce il presidente Renzo Sartori.
Gli ammanchi dovuti ai concordati aggravano una situazione già difficile: i clienti in ritardo nei pagamenti sono raddoppiati dall'inizio della crisi e i tempi medi di attesa sono passati da 60 a 78 giorni. Un 15% di piccole imprese è particolarmente a rischio, perchè dipende da non più di 7-8 committenti, realizza almeno il 40% del proprio fatturato con un unico cliente e viene pagata dopo oltre 60 giorni
Per questo la Confartigianato chiede nuove norme per evitare di dover pagare tasse su crediti messi a bilancio, ma di fatto inesigibili e propone un accordo tra imprese, professionisti e tribunali per evitare che il ricorso al concordato diventi una scorciatoia da parte di “furbi”, a scapito dei piccoli fornitori, come spiega il segretario dell'associazione Francesco Giacomin.
L'argomento sarà affrontato anche in convegno, in programma lunedì prossimo alle 18.39, al Bhr Hotel, a cui dovrebbe partecipare anche il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti.