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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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La mostra dedicata all'architetto italo-brasiliano arriva a Treviso fino al 15 dicembre

"LINA BO BARDI: TOGETHER" DESIGN E ARCHITETTURA A PALAZZO GIACOMELLI

Dalla collaborazione con Arper Spa prende vita la Bardi's Bowl Chair


TREVISO - E’ stata ospitata all’interno delle più importanti manifestazioni di architettura e design che si sono tenute in tutta Europa negli ultimi due anni ed, infine, è giunta anche a Treviso a Palazzo Giacomelli, la mostra “Lina Bo Bardi: Together” promossa ed organizzata dall’azienda trevigiana Arper. Aperta da giovedì 20 novembre fino al 15 dicembre la mostra è ospitata nella sede di rappresentanza degli industriali di Treviso, che dopo il restauro durato sei mesi è stata inaugurata nei primi giorni di ottobre.
La mostra a cura di Noemi Blager, presenta una reinterpretazione dell’opera di Lina Bo Bardi attraverso il lavoro dell’artista Madelon Vriesendorp e i film di Tapio Snellman.
Più che presentarsi come una monografica e antologica, la mostra vuole mettere in evidenza il rilevante contributo di Lina Bo Bardi nel campo del progetto, il metodo, l’attualità delle sue ricerche e l’influenza che anche oggi riescono a esercitare su artisti e progettisti contemporanei.
Uno degli esempi maggiormente calzanti è rappresentato dal SECS Pompéia, centro culturale progettato da Lina Bo Bardi a San Paolo, edificio dalle linee architettoniche non fini a se stesse, ma integrate nel contesto sociale e luogo di aggregazione per la popolazione che muta le proprie caratteristiche a seconda degli utilizzatori, delle attività e dell’ora del giorno; altro interesse di Lina Bo Bardi è l’artigianato visto nell’accezione di arte popolare, che nulla ha da invidiare all’arte colta delle gallerie e dei musei.
Una collaborazione quella dell’azienda con sede a Monastier e la Istituto Lina Bo e P.M. Bardi che ha portato ad un altro interessante risultato: la produzione della Bowl Chair, oggetto cult datato 1951, anno della sua progettazione da parte di Lina Bo Bardi, ma che mai è stata prodotta a livello industriale. I 500 pezzi rigorosamente numerati e certificati realizzati dalla Arper interpretando, il progetto originale, in collaborazione con l’Istituto brasiliano, andranno a finanziare le attività della fondazione. Le interviste a Marco Benvegnù, che per l’azienda Arper ha collaborato con la curatrice, Noemi Blager e a Claudio Feltrin AD di Arper Spa.