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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Scambio con la Galleria d'arte moderna di Roma, unico precedente nel 1967

DOPO MEZZO SECOLO, TORNA A TREVISO UNO DEI CAPOLAVORI DI ARTURO MARTINI

La scultura "La sete - Il Bevitore" esposta a S. Caterina fino a febbraio


TREVISO - Torna a Treviso per la prima volta dopo quasi cinquant'anni uno dei capolavori di uno dei figli più illustri del capoluogo della Marca: la scultura “La sete” o, come è anche conosciuta, “Il bevitore” di Arturo Martini da giovedì 27 e fino al 15 febbraio 2015 sarà esposta al museo di Santa Caterina. Un evento unico ed eccezionale: l'opera, infatti, è stata concessa dalla Galleria nazionale di arte moderna di Roma, che ne è proprietaria dagli anni '50, come una sorta di contraccambio per i due gessi dello stesso Martini e un quadro di Gino Rossi, prestati dai musei civici trevigiani alla mostra “Secessione e avanguardia – L'arte in Italia prima della Grande guerra 1905-1915”, in corso nella capitale.
L'unico precedente nella Marca della grande statua, 960 chilogrammi in pietra di Finale, realizzata negli anni '30 da Martini a Milano, risale al 1967, in occasione dell'esposizione monografica curata da Bepi Mazzotti nel ventennale della morte dell'autore. Occasione da non perdere, dunque, sottolinea l'assessore alla Cultura, Luciano Franchin. l prestito è avvenuto pressoché a costo zero per l'amministrazione trevigiana, poiché del trasporto (non semplicissimo visto peso e dimensioni) si è fatta carico la Gnam. Arturo Martini è ormai considerato all'unanimità uno dei maggiori scultori italiani ed europei del Novecento: nel 1931 si era recato a Pompei ed era rimasto molto impressionato dai calchi dei corpi fossilizzati dall'eruzione. E il tema dell'acqua, fonte di vita e simbolo di purificazione e nuovo inizio, fu a più riprese affrontato dall'artista. “Il bevitore” rimane una delle espressioni più alte della sua fase matura, sottolinea Emilio Lippi, direttore dei musei di Treviso.
Mentre a Santa Caterina prosegue la retrospettiva sul pittore incisore Giovanni Barbisan, a contorno di questo “ospite” prestigioso, è stato allestito un mini percorso di altre opere di Martini, presenti nelle collezioni trevigiane: in tutto, i musei civici detengono circa 200 pezzi, tra bozzetti, gessi, sculture, pitture e grafiche, soprattutto degli anni giovanili. Inoltre, l'esposizione sarà accompagnata anche da alcuni eventi sul tema dell'acqua e delle risorgive, promossi dalla Fondazione Mazzotti. Ma il ritorno a Treviso della statua rappresenta, come ricorda l'assessore Franchin, rappresenta soprattutto un eccellente viatico per la riapertura del museo Bailo, in programma nell'autunno del prossimo anno e di cui proprio le opere di Arturo Martini dovrebbero costituire il nucleo fondante.