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Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/187: IN FRIULI IL CAMPIONATO ITALIANO AIGG

Assegnati i tricolori 2017 dei giornalisti


TREVISO - Chiuso con l’ultima gara di Villa d’Este il Challenge Aigg Diavolina 2017 che mi aveva visto con un bel piatto d’argento, è ora la volta del Campionato individuale, che si gioca a Fagagna, al Circolo Golf Udine. Nelle giornate precedenti il Club aveva ospitato il...continua

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Treviso, la Cassazione nel 2012 aveva rimandato la decisione in appello

GIUSTIZIA LUMACA: CAUSA CIVILE ANCORA IN CORSO DA 24 ANNI

Abitazione a Mogliano da demolire, contenzioso aperto dal 1990


TREVISO - Una causa civile avviata nel lontano 20 aprile 1990, proseguita con una favorevole sentenza di primo grado emessa il 23 ottobre 2003 e confermata della corte d'appello il 7 aprile 2009. Sembrava fatta ma l'8 febbraio 2012 la Cassazione accoglie il ricorso della controparte e rimanda il procedimento in appello: in questo passaggio viene interamente smarrito il fascicolo che faticosamente è stato riprodotto dagli avvocati. Una vera e propria Odissea, durata finora già 24 anni quella di questa causa civile che rischia seriamente di battere ogni record di “lentezza”. A denunciare questo ennesimo caso di “giustizia lumaca” è Luciana Peruzzo, nota barista trevigiana (gestisce con il figlio Denis in bar “Dreams” di via Cacciatori del Sile) che undici anni fa, alla morte dei genitori, ha ereditato con il fratello Mauro una causa civile nei confronti dei vicini di casa. Si tratta di un contenzioso che ha radici nel 1987 quando i genitori di Luciana e Mauro acquistarono l'abitazione dei nonni a Mogliano, in via Castellana, zona Lazzaretto. Secondo il piano regolatore dell'epoca il vicino di casa, proprietario di un piccolo stabile adiacente all'abitazione dei Peruzzo, avrebbe potuto ampliare lo stabile del 15% ma in realtà questo venne demolito e ricostruito di sana pianta, proprio adiacente al muro della casa già esistente. “Non vorrei che i miei figli ereditassero questa causa”: denunciano i Peruzzo, assistiti in questa lunga causa dall'avvocato Natalino Manente. Di questo passo questa eventualità rischia di diventare probabile. Dopo l'accoglimento del ricorso presentato dal vicino di casa alla Cassazione, una prima udienza del processo d'appello era prevista nel luglio del 2012 ma venne rinviata, in attesa della nomina dei nuovi giudici ma ad oggi non è stata più fissata. Sia la sentenza di primo grado che l'appello imponevano al proprietario dell'immobile la demolizione dell'edificio fino ad una distanza di 5 metri dal confine. Ed è proprio su questo punto, quello riguardante la distanza dal confine dell'abitazione realizzata a fine anni '80, che la causa si è incagliata nel mare di codici e codicilli. La sentenza della Suprema Corte infatti, pur accogliendo buona parte delle motivazioni dei due gradi di giudizio precedenti, specifica che “la norma regolamentare sopravvenuta, sia pur in applicazione di legge regionale, se disciplina distanze è integrativa del codice civile e ne va valutata l'applicazione in fatto. Tale indagine può incidere sulla regolamentazione delle spese, in caso di tardività della deduzione. In definitiva il ricorso va accolto per una nuova valutazione”. Sperando in un buon esito dalla Cassazione i Peruzzo avevano inoltre avviato, nel 2013, una causa parallela ai confinanti per l'effettivo abbattimento della casa. La prima udienza è fissata per il prossimo 14 dicembre. L'esito, vista la decisione della Cassazione che ha accolto il ricorso della controparte, è scontato.


GIUSTIZIA CIVILE: A TREVISO FUNZIONA MEGLIO RISPETTO A BELLUNO, VICENZA E ROVIGO.

Nonostante la cronica carenza d'organico, e la situazione che rimane comunque drammatica, il palazzo di giustizia di Treviso sta guadagnando posizioni nella speciale (e triste) classifica stilata dal Ministero della Giustizia riguardo i “tribunali lumaca”.
I dati, disponibili online, stabiliscono che il tribunale più “lento” della regione nello smaltire gli arretrati è quello di Belluno, seguito da Vicenza e Rovigo. Treviso si piazza al quinto posto, preceduta da Padova e seguita da Venezia e Verona, la città dove la giustizia pare funzionare meglio. I parametri presi in esame ovviamente sono diversi, e dunque non soltanto le cause civili pendenti rispetto a fronte di quelli presenti. In più si classificano i tribunali in piccoli (come ad esempio Belluno), medi (come Rovigo) e grandi (categoria di cui fa parte Treviso).
Il presidente del Tribunale di Treviso Aurelio GattoNella Marca a pesare, come da sempre sottolineato dal presidente del tribunale Aurelio Gatto, è il rapporto tra magistrati e cittadini. A qualche mese dal suo insediamento, il presidente aveva tracciato un quadro preoccupante, che a distanza di un anno è rimasto purtroppo lo stesso anche se, per fortuna, sono in arrivo due nuovi magistrati. “A Treviso servirebbero almeno altri 10 giudici in organico – aveva dichiarato -  La media nazionale dovrebbe essere di un magistrato per ogni 11 mila abitanti. Bene: a Treviso ne abbiamo uno ogni 26 mila”.
In forza al palazzo di giustizia ci sono infatti 34 magistrati, 23 alla sezione civile e 11 al penale, a fronte di un numero di procedimenti civili arrivati a quota 31 mila. Inevitabile che tali sofferenze allunghino i tempi delle cause civili, sulle quali non pesa la prescrizione. Problemi anche sul fronte del personale amministrativo, dove le risorse segnano un meno 22%. Dati confermati dalla classifica del Ministero, che ha reso note anche le percentuali degli arretrati nel settore civile che hanno superato i tre anni. Se a Treviso si attesta al 20,1%, pari a 2.793 unità, a Belluno è del 35,2% ( 1.128), a Vicenza del 34,9% (6.531), a Rovigo del 25,5% (1.093), a Padova del 24,95% (4.639) a Venezia del 18,9% (2.671) e a Verona del 16,9% (2.671).