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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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Sotto accusa Giuseppe Montesel, 53 anni, Vinicio Monti, 54, e Federico Furlan, 39

COLPO ALLA "MICHIELETTO": I TRE RAPINATORI PATTEGGIANO 12 ANNI

Rinviato invece a giudizio il quarto presunto complice Joani Almenari


MOTTA DI LIVENZA – (gp) Condanne per 12 anni di carcere ai rapinatori della gioielleria Michieletto di via Argine a Motta di Livenza, razziata lo scorso 30 gennaio. Quattro le persone finite alla sbarra: tre hanno scelto la via del patteggiamento, una affronterà invece il processo.

Il gup Silvio Maras, dando il via libera all'accordo raggiunto dagli imputati con il pm Valeria Sanzari, ha inflitto una pena di 4 anni al 53enne di Chiarano Giuseppe Montesel, difeso dall'avvocato Mario Nordio, di 3 anni e 7 mesi al 54enne di Oderzo Vinicio Monti, difeso dall'avvocato Barnaba Battistella, e di 4 anni e 4 mesi al 39enne Federico Furlan, anche lui di Oderzo, difeso dall'avvocato Giuseppe Muzzupappa. Diversa invece la posizione del romeno Joani Almenari, accusato di aver partecipato a una seconda rapina, in concorso con gli imputati, alla filiale di Veneto Banca di Cappella Maggiore del 25 marzo 2013. Per lui, difeso dall'avvocato Daniele Toffanin, è stato disposto il rinvio a giudizio: il processo inizierà il primo dicembre 2015.


I tre imputati principali, travisati con delle maschere in lattice e armati di pistola giocattolo, avevano fatto irruzione nella gioielleria di Motta di Livenza riuscendo a impossessarsi, tra gioielli e orologi, di un bottino di poco inferiore ai 300 mila euro. Un blitz fulmineo che pensavano fosse andato liscio: quasi nulle le tracce lasciate sul posto e l'unica testimone, la moglie del titolare, venne legata mani e piedi e quindi resa innocua per lanciare l'allarme in tempo utile per permettere a qualcuno di accorgersi di quei tre tipi sospetti.

Erano state proprio le testimonianze di alcuni cittadini a permettere ai carabinieri di Conegliano di stringere le manette ai polsi della banda. Vinicio Monti, l'uomo che faceva da palo, era stato fermato all'aeroporto Marco Polo di Venezia poco prima che partisse per Rio de Janeiro. In valigia aveva parte delle refurtiva che avrebbe dovuto piazzare nel mercato nero in Brasile, un'altra parte era stata invece recuperata nelle abitazioni di Federico Furlan e di Giuseppe Montesel, che nel 1990 fu autore di un omicidio nel pordenonese (uccise una guardia giurata).

Le successive indagini avevano poi portato gli inquirenti a recuperare elementi sufficienti per attribuire ai tre imputati, in concorso con Almenari, il colpo alla filiale della Veneto Banca di Cappella Maggiore. In quell'occasione, in via Fiume, i quattro malviventi (due travisati con dei passamontagna, uno con una maschera e un quarto che indossava occhiali e berretto) erano entrati nella sede dell'istituto di credito, riuscendo, minacciando il cassiere con un coltello, a fuggire con un bottino di circa 600 euro.

Al momento del blitz erano presenti solo due clienti oltre alla direttrice: avevano raccontato agli investigatori che i componenti della banda parlavano un italiano fluente, senza inflessioni dialettali. I quattro banditi erano poi scappati a bordo di una Fiat Punto che era stata ritrovata poco distante.