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Golf
PILLOLE DI GOLF/190: L'OPEN D'ITALIA 2017 È DA RECORD

Davanti a 73mila spettatori, vince l'inglese Hatton


MONZA - Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

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Sotto accusa Giuseppe Montesel, 53 anni, Vinicio Monti, 54, e Federico Furlan, 39

COLPO ALLA "MICHIELETTO": I TRE RAPINATORI PATTEGGIANO 12 ANNI

Rinviato invece a giudizio il quarto presunto complice Joani Almenari


MOTTA DI LIVENZA – (gp) Condanne per 12 anni di carcere ai rapinatori della gioielleria Michieletto di via Argine a Motta di Livenza, razziata lo scorso 30 gennaio. Quattro le persone finite alla sbarra: tre hanno scelto la via del patteggiamento, una affronterà invece il processo.

Il gup Silvio Maras, dando il via libera all'accordo raggiunto dagli imputati con il pm Valeria Sanzari, ha inflitto una pena di 4 anni al 53enne di Chiarano Giuseppe Montesel, difeso dall'avvocato Mario Nordio, di 3 anni e 7 mesi al 54enne di Oderzo Vinicio Monti, difeso dall'avvocato Barnaba Battistella, e di 4 anni e 4 mesi al 39enne Federico Furlan, anche lui di Oderzo, difeso dall'avvocato Giuseppe Muzzupappa. Diversa invece la posizione del romeno Joani Almenari, accusato di aver partecipato a una seconda rapina, in concorso con gli imputati, alla filiale di Veneto Banca di Cappella Maggiore del 25 marzo 2013. Per lui, difeso dall'avvocato Daniele Toffanin, è stato disposto il rinvio a giudizio: il processo inizierà il primo dicembre 2015.


I tre imputati principali, travisati con delle maschere in lattice e armati di pistola giocattolo, avevano fatto irruzione nella gioielleria di Motta di Livenza riuscendo a impossessarsi, tra gioielli e orologi, di un bottino di poco inferiore ai 300 mila euro. Un blitz fulmineo che pensavano fosse andato liscio: quasi nulle le tracce lasciate sul posto e l'unica testimone, la moglie del titolare, venne legata mani e piedi e quindi resa innocua per lanciare l'allarme in tempo utile per permettere a qualcuno di accorgersi di quei tre tipi sospetti.

Erano state proprio le testimonianze di alcuni cittadini a permettere ai carabinieri di Conegliano di stringere le manette ai polsi della banda. Vinicio Monti, l'uomo che faceva da palo, era stato fermato all'aeroporto Marco Polo di Venezia poco prima che partisse per Rio de Janeiro. In valigia aveva parte delle refurtiva che avrebbe dovuto piazzare nel mercato nero in Brasile, un'altra parte era stata invece recuperata nelle abitazioni di Federico Furlan e di Giuseppe Montesel, che nel 1990 fu autore di un omicidio nel pordenonese (uccise una guardia giurata).

Le successive indagini avevano poi portato gli inquirenti a recuperare elementi sufficienti per attribuire ai tre imputati, in concorso con Almenari, il colpo alla filiale della Veneto Banca di Cappella Maggiore. In quell'occasione, in via Fiume, i quattro malviventi (due travisati con dei passamontagna, uno con una maschera e un quarto che indossava occhiali e berretto) erano entrati nella sede dell'istituto di credito, riuscendo, minacciando il cassiere con un coltello, a fuggire con un bottino di circa 600 euro.

Al momento del blitz erano presenti solo due clienti oltre alla direttrice: avevano raccontato agli investigatori che i componenti della banda parlavano un italiano fluente, senza inflessioni dialettali. I quattro banditi erano poi scappati a bordo di una Fiat Punto che era stata ritrovata poco distante.