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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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In cinque, il 16 giugno scorso, assaltarono la sede di via delle Industrie a Ponzano

RAPINA ALLA TUPPERWARE: 18 ANNI E MEZZO DI CONDANNE ALLA BANDA

Confermata la custodia cautelare in carcere: i legali faranno appello



PONZANO VENETO
– (gp) La giustizia ha presentato il conto alla banda che ha assaltato l'azienda Tupperware di via delle Industrie a Ponzano Veneto il 16 giugno scorso. Per Giuseppe Scelzo, 34 anni e unico campano del gruppo, difeso dall'avvocato Nicola Dotto, il gup Silvio Maras ha inflitto una pena di 4 anni di reclusione. Stessa sorte per i palermitani Antonio Salerno, 28 anni, e Carmelo Signorelli, 42 anni, tutti difesi dall'avvocato Mauro Serpico. E' andata meglio, soltanto per quanto riguarda la quantificazione della pena, per i due incensurati del gruppo: Maurizio Caponetto, 34 anni, e Salvatore Girgenti, 35 anni, sono stati condannati a tre anni e quattro mesi di carcere. Il pm aveva ipotizzato condanne molto più pesanti: 6 anni per i primi tre, quattro anni e quattro mesi per gli altri due. A conti fatti le difese, che hanno preannunciato ricorso in appello, si sono dette soddisfatte del risultato ottenuto. Stando alle accuse i cinque, considerati un gruppo di “trasfertisti” che vive tra Spinea e Mestre, travisati da passamontagna e armati con una pistola Smith&Wesson erano riusciti a scappare con un bottino di oltre 20mila euro. Al momento del blitz all'interno dell'azienda, al piano superiore, si stava svolgendo un corso di aggiornamento per i venditori: erano presenti almeno 40 persone. I rapinatori erano arrivati nel piazzale a bordo di un'auto risultata rubata lo scorso 5 aprile a Casale sul Sile. Quattro di loro (il quinto è rimasto all'esterno a fare da palo) sono entrati dalla porta principale e si sono diretti verso l'amministrazione trovando la contabile della Tupperware, una 41enne sorella della titolare, una venditrice 33enne intenta a versare del denaro e una 29enne che stava compilando dei moduli. Quest'ultima è stata presa in ostaggio (a processo, con l'avvocato Salvatore Cianciafara si è costituita parte civile ottenendo 3 mila euro di risarcimento) da uno dei banditi che ha ordinato alla contabile di consegnare i soldi. Sentendo il trambusto provenire dal piano inferiore un 49enne, dipendente Ulss9 e li per partecipare alla riunione, piombò in ufficio cercando di ribellarsi ai rapinatori, i quali hanno reagito e l'uomo è stato centrato al capo con un colpo dato con il calcio della pistola: soccorso dal Suem, ha riportato 15 giorni di prognosi. I malviventi poi si sono dati alla fuga raggiungendo il cimitero di Villorba. Lì hanno abbandonato la Panda e si sono divisi, salendo a bordo di altre due vetture pulite: una Punto di colore celeste e una Mercedes classe A. La prima auto venne bloccata dai carabinieri al casello di Treviso nord: a bordo c'erano Girgenti e Salerno ma soprattutto il bottino, nascosto sotto uno dei tappetini, e la pistola. La Classe A, in cui erano presenti gli altri componenti del commando, venne fermata poco dopo a Mestre grazie anche all'ausilio della Polstrada.