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Golf
PILLOLE DI GOLF/182: ANCORA DOMINIO USA ALLA SOLHEIM CUP 2017

In Iowa la più importante gara del tour femminile


TREVISO - Solheim Cup 2017: siamo al corrispondente femminile della Ryder Cup, la gara più importante per “l’altra metà del cielo”, che contrappone le più forti atlete europee a quelle americane. Si gioca ogni due anni, alternativamente in Europa e negli Stati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

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L'imputato, residente a Borgoricco, è stato giudicato innocente con formula piena

L'INFERMIERA NON È STATA PERSEGUITATA: ASSOLTO UN 63ENNE

La donna chiedeva un risarcimento danni di 30 mila euro


CASTELFRANCO VENETO – (gp) Finita la storia d’amore, lui non si sarebbe rassegnato e avrebbe continuato ad assillare e perseguitare l’ex convivente, un’infermiera nemmeno 50enne di Castelfranco Veneto. Questa almeno la ricostruzione dei fatti portata in aula dalla Procura di Treviso. Accuse che a processo sono però cadute una dopo l'altra.

Il giudice Cristian Vettoruzzo ha infatti assolto con formula piena, perchè il fatto non sussiste, un 63enne padovano di Borgoricco finito in aula per rispondere del reato di stalking. Rilasciando dichiarazioni spontanee, l'uomo ha parlato per una ventina di minuti chiarendo la sua posizione, fornendo la propria ricostruzione della vicenda incriminata e raccontando inoltre alcuni particolari di quella relazione che non erano emersi nel corso del procedimento. E che evidentemente hanno spinto la corte a pronunciare una sentenza di assoluzione nei confronti del 63enne.

Secondo la ricostruzione dell’accusa (che contestava episodi tra maggio e ottobre 2009, ma secondo l’infermiera le persecuzioni sarebbero iniziate addirittura nel 2003) il 63enne avrebbe minacciato e insultato ripetutamente l’ex compagna. L’avrebbe inoltre seguita spesso con l’auto, mettendo in atto anche manovre pericolose e, inoltre, l’avrebbe tormentata numerosissime volte sul luogo di lavoro, tanto da costringerla a trasferirsi dall’ospedale di Cittadella, in cui prestava servizio, a quello di Camposampiero prima e a quello di Castelfranco Veneto poi. Non solo. L’imputato, stando a quanto contestato dagli inqurenti, avrebbe inviato dei mazzi di rose all’infermiera, accompagnandoli con biglietti nei quali, oltre a parole irripetibili sui comportamenti dell’ex compagna, ci sarebbero state pesanti minacce («Ti sistemo io»).

Per stare vicino e tormentare l’infermiera, aveva sottolineato l’avvocato Roberto Quintavalle che si era costituito parte civile per la donna, chiedendo 30mila euro di risarcimento quale provvisionale immediatamente esecutiva, l'uomo sarebbe arrivato a prendere in affitto un appartamento vicino all’ospedale dove si era trasferita l'infermiera. Il pm aveva ipotizzato una condanna a otto mesi di reclusione ma il giudice ha stabilito che ogni accusa è risultata essere priva di fondamento.