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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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L'imputato, residente a Borgoricco, è stato giudicato innocente con formula piena

L'INFERMIERA NON È STATA PERSEGUITATA: ASSOLTO UN 63ENNE

La donna chiedeva un risarcimento danni di 30 mila euro


CASTELFRANCO VENETO – (gp) Finita la storia d’amore, lui non si sarebbe rassegnato e avrebbe continuato ad assillare e perseguitare l’ex convivente, un’infermiera nemmeno 50enne di Castelfranco Veneto. Questa almeno la ricostruzione dei fatti portata in aula dalla Procura di Treviso. Accuse che a processo sono però cadute una dopo l'altra.

Il giudice Cristian Vettoruzzo ha infatti assolto con formula piena, perchè il fatto non sussiste, un 63enne padovano di Borgoricco finito in aula per rispondere del reato di stalking. Rilasciando dichiarazioni spontanee, l'uomo ha parlato per una ventina di minuti chiarendo la sua posizione, fornendo la propria ricostruzione della vicenda incriminata e raccontando inoltre alcuni particolari di quella relazione che non erano emersi nel corso del procedimento. E che evidentemente hanno spinto la corte a pronunciare una sentenza di assoluzione nei confronti del 63enne.

Secondo la ricostruzione dell’accusa (che contestava episodi tra maggio e ottobre 2009, ma secondo l’infermiera le persecuzioni sarebbero iniziate addirittura nel 2003) il 63enne avrebbe minacciato e insultato ripetutamente l’ex compagna. L’avrebbe inoltre seguita spesso con l’auto, mettendo in atto anche manovre pericolose e, inoltre, l’avrebbe tormentata numerosissime volte sul luogo di lavoro, tanto da costringerla a trasferirsi dall’ospedale di Cittadella, in cui prestava servizio, a quello di Camposampiero prima e a quello di Castelfranco Veneto poi. Non solo. L’imputato, stando a quanto contestato dagli inqurenti, avrebbe inviato dei mazzi di rose all’infermiera, accompagnandoli con biglietti nei quali, oltre a parole irripetibili sui comportamenti dell’ex compagna, ci sarebbero state pesanti minacce («Ti sistemo io»).

Per stare vicino e tormentare l’infermiera, aveva sottolineato l’avvocato Roberto Quintavalle che si era costituito parte civile per la donna, chiedendo 30mila euro di risarcimento quale provvisionale immediatamente esecutiva, l'uomo sarebbe arrivato a prendere in affitto un appartamento vicino all’ospedale dove si era trasferita l'infermiera. Il pm aveva ipotizzato una condanna a otto mesi di reclusione ma il giudice ha stabilito che ogni accusa è risultata essere priva di fondamento.