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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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In aula il "grande accusatore", l'allora presidente del collegio sindacale

CASO MONSILE: AL VIA IL PROCESSO AGLI EX VERTICI DELL'ISTITUTO

Quattro gli imputati, tra cui l'ex presidente Bin e l'ex dg Bianchin



TREVISO
- (gp) La segnalazione di un mutuo concesso in maniera “frettolosa e insolita”, che di fatto ha dato il via alle indagini che hanno spedito a processo gli ex vertici della Monsile, è pervenuta a Bankitalia dall'interno dell'istituto di credito. A farla è stato l'allora presidente del collegio sindacale.

E' questa la prima novità emersa nel procedimento penale che vede imputato l'ex cda della Banca di Credito Cooperativo di Monastier e del Sile. Sotto accusa ci sono l’ex presidente Claudio Bin, 55 anni di Oderzo difeso dall'avvocato Luigi Fadalti, l’ex direttore generale Giannantonio Bianchin, 59 anni di Carbonera difeso dall'avvocato Pietro Barolo, l’ex vicedirettore Michele Baseggio, 63 anni di Casier difeso dall'avvocato Alberto Mascotto, e Silvano Sordi, 60 anni di Iseo, in provincia di Brescia, difeso dall'avvocato Alessandro Alfano.

Per tutti l'accusa riguarda la violazione del decreto legislativo 385/93 in materia bancaria e creditizia e in particolare l’articolo relativo a “mendacio e falso interno bancario”. Le contestazioni della Procura riguardano in sostanza un mutuo di 280 mila euro che all'apparenza era destinato a una società per l'acquisizione di un ramo d'azienda ma in realtà, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati soldi destinati a coprire lo scoperto che la madre del presidente Bin aveva con l'istituto di credito.

In aula sono sfilati i primi testi del pubblico ministero, tra cui il “grande accusatore” che ha ripercorso le tappe dell'indagine “interna” contenute nel verbale che, depositato in Procura, ha portato all'apertura dell'inchiesta e all'arrivo degli ispettori nella sede dell'istituto di credito. Secondo quanto contestato dagli inquirenti, e come sottolineato dal presidente del collegio sindacale sotto giuramento, la società di Bin e della madre, la Arbi di San Biagio di Callalta, avrebbe avuto un debito di 200 mila euro con la Monsile.

Per ripianare quel debito, secondo l'accusa, si sarebbe configurata l'ipotesi di reato. Ovvero quando la Monsile concede (pare senza garanzie secondo il presidente del collegio sindacale) un mutuo di 280 mila euro a una società lombarda. Di quel denaro, 235 mila euro sarebbero passati nelle casse di una seconda società, una controllata della prima, che li versa nel proprio conto per poi chiedere l'emissione di due assegni circolari da 100 mila euro ciascuno. Assegni che sarebbe poi arrivati alla Arbi di Bin per ripianare il debito con la Monsile.