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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Dipendenti del tribunale (62 in tutto) non vogliono pagare la parcella dell'avvocato

RICORSO CONTRO IL MINISTERO: ARRIVA UN CONTO DA 19 MILA EURO

Dopo 5 anni la richiesta di pagamento: "L'adesione era di 5 euro, non 400"


TREVISO – (gp) Sulla carta doveva essere una class action contro il Ministero della Giustizia che, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe alleggerito i loro portafogli di appena 5 euro. Ma a distanza di 5 anni, e due gradi di giudizio che hanno dato esiti opposti (positivo in primo grado, negativo in appello) si sono ritrovati a dover pagare 19 mila euro di spese legali. Che ovviamente non vogliono pagare.

I protagonisti della vicenda sono 62 dipendenti del palazzo di giustizia di Treviso, tra funzionari e cancellieri di tribunale e procura, che in questi giorni stanno valutando se presentare ricorso contro quel pagamento che viene loro richiesto.

Il tutto ha inizio nel 2009, quando i alcuni dei dipendenti del tribunale accettano di aderire a un'iniziativa del proprio sindacato per ricorrere contro il ministero che ha bloccato la riqualificazione dei contratti di lavoro. O meglio non tutti, visto che espletando i percorsi di progressione di carriera ha inserito soltanto alcuni dipartimenti (minorile, penitenziaria e archivi notarili) lasciando fuori proprio il dipartimento dell'organizzazione giudiziaria. In parole povere sarebbe stato utilizzato un diverso metro di giudizio nel revisionare i livelli e gli stipendi dei dipendenti del Ministero della Giustizia.

Fu a quel punto che, su proposta del sindacato, 62 dipendenti decisero di aderire alla class action. “La Uil Pubblica Amministrazione – spiegano – ci aveva proposto di ricorrere contro il ministero di fronte al giudice del lavoro. L'adesione, come precisava un volantino che ci era stato consegnato, prevedeva un costo di 5 euro per il primo grado e l'appello”.

La prima pronuncia diede ragione ai dipendenti ma nel secondo grado di giudizio il giudice respinse il ricorso. I ricorrenti si sono così messi il cuore in pace, fino a quando è arrivata il conto delle spese legali, appunto 19 mila euro. “Si tratta della parcella di un avvocato che nemmeno conosciamo perché è stato nominato dal sindacato – continuano i dipendenti – La proposta a cui abbiamo aderito era chiara: in caso di esito positivo dovrà essere versato al legale il 5% della somma recuperata, in caso negativo nulla sarà dovuto se le spese saranno compensate”.

Quei 19 mila euro si traducono in una spesa di circa 400 euro per ogni ricorrente. A prescindere dalla cifra, i ricorrenti non hanno intenzione di pagare perchè sostengono che il sindacato abbia cambiato in corsa le condizioni della class action.