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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Dipendenti del tribunale (62 in tutto) non vogliono pagare la parcella dell'avvocato

RICORSO CONTRO IL MINISTERO: ARRIVA UN CONTO DA 19 MILA EURO

Dopo 5 anni la richiesta di pagamento: "L'adesione era di 5 euro, non 400"


TREVISO – (gp) Sulla carta doveva essere una class action contro il Ministero della Giustizia che, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe alleggerito i loro portafogli di appena 5 euro. Ma a distanza di 5 anni, e due gradi di giudizio che hanno dato esiti opposti (positivo in primo grado, negativo in appello) si sono ritrovati a dover pagare 19 mila euro di spese legali. Che ovviamente non vogliono pagare.

I protagonisti della vicenda sono 62 dipendenti del palazzo di giustizia di Treviso, tra funzionari e cancellieri di tribunale e procura, che in questi giorni stanno valutando se presentare ricorso contro quel pagamento che viene loro richiesto.

Il tutto ha inizio nel 2009, quando i alcuni dei dipendenti del tribunale accettano di aderire a un'iniziativa del proprio sindacato per ricorrere contro il ministero che ha bloccato la riqualificazione dei contratti di lavoro. O meglio non tutti, visto che espletando i percorsi di progressione di carriera ha inserito soltanto alcuni dipartimenti (minorile, penitenziaria e archivi notarili) lasciando fuori proprio il dipartimento dell'organizzazione giudiziaria. In parole povere sarebbe stato utilizzato un diverso metro di giudizio nel revisionare i livelli e gli stipendi dei dipendenti del Ministero della Giustizia.

Fu a quel punto che, su proposta del sindacato, 62 dipendenti decisero di aderire alla class action. “La Uil Pubblica Amministrazione – spiegano – ci aveva proposto di ricorrere contro il ministero di fronte al giudice del lavoro. L'adesione, come precisava un volantino che ci era stato consegnato, prevedeva un costo di 5 euro per il primo grado e l'appello”.

La prima pronuncia diede ragione ai dipendenti ma nel secondo grado di giudizio il giudice respinse il ricorso. I ricorrenti si sono così messi il cuore in pace, fino a quando è arrivata il conto delle spese legali, appunto 19 mila euro. “Si tratta della parcella di un avvocato che nemmeno conosciamo perché è stato nominato dal sindacato – continuano i dipendenti – La proposta a cui abbiamo aderito era chiara: in caso di esito positivo dovrà essere versato al legale il 5% della somma recuperata, in caso negativo nulla sarà dovuto se le spese saranno compensate”.

Quei 19 mila euro si traducono in una spesa di circa 400 euro per ogni ricorrente. A prescindere dalla cifra, i ricorrenti non hanno intenzione di pagare perchè sostengono che il sindacato abbia cambiato in corsa le condizioni della class action.