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Golf
PILLOLE DI GOLF/186: CONCLUSO IL CHALLENGE 2017 DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Le ultime due tappe in Lombardia, all'Albenza e Villa d'Este


TREVISO - Due belle giornate, 4 e 5 settembre, in due campi super, hanno contraddistinto la conclusione del viaggio in Italia dei giornalisti golfisti: il challenge di dodici memorabili tappe, che ci han permesso di giocare su altrettanti campi, riconosciuti tra i più belli d’Italia....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/185: I CAMPIONI DI DOMANI DI SCENA AL "TEODORO SOLDATI"

Il sudafricano Vorster trionfa all'International Under 16 Championship


BIELLA - Gara di rilievo l’International Under 16 Championship. Questo Campionato Internazionale disputato per la prima volta nel 2007 (andato in dote a Rory McIlroy), fa parte del calendario EGA, ed è la manifestazione più sentita del panorama golfistico europeo a livello...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/184: IL GOLF CONQUISTA L'ITALIA CON LA RYDER CUP

Eventi promozionali dal Monte Bianco alla Sicilia


TREVISO - Nell’accettare l’agognata assegnazione al nostro Paese della Ryder Cup 2022, la Federazione Italiana Golf si è dovuta seriamente impegnare per lo sviluppo di questa disciplina sportiva, e per un arco temporale che va dal 2016 al 2027. Sono previsti circa 105 tornei di...continua

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Dal 1970 è la settima volta che la delegazione regionale partecipa al voto

QUIRINALE: I GRANDI ELETTORI VENETI SONO ZAIA, RUFFATO E TIOZZO

Raggiungeranno Roma per l'elezione del presidente della Repubblica


VENEZIA - Il presidente della Giunta Luca Zaia, il presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato e il capogruppo del Pd Lucio Tiozzo sono i tre ‘grandi elettori’ del Veneto che faranno parte della delegazione dei 58 rappresentanti regionali che andranno a Roma la settimana prossima per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. L’assemblea legislativa del Veneto li ha eletti rispettivamente con 31 voti (Zaia e Ruffato) e 22 voti (Tiozzo) su 57 votanti. Il nome di Zaia è stato proposto dal capogruppo della Lega Federico Caner, quello di Ruffato dal consigliere decano Carlo Alberto Tesserin in alternativa a quello del capogruppo di Forza Italia per il Veneto Piergiorgio Cortelazzo, proposto da Dario Bond, che ha conseguito 14 voti. La candidatura di Tiozzo è stato avanzata dal vicepresidente Bonfante, in rappresentanza di tutte le opposizioni. Ha prevalso, quindi, la scelta di una rappresentanza istituzionale, in linea con i precedenti storici e le indicazioni date dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali.
Nella propria storia, dal 1970 ad oggi, l’assemblea legislativa del Veneto ha provveduto per sette volte ad eleggere il Capo dello Stato inviando a Roma tre rappresentanti che hanno integrato il corpo elettorale dei deputati e senatori riuniti in seduta comune. La prima volta fu nel 1971, a Regione appena costituita, quando ai 945 parlamentari si aggiunsero per la prima volta i rappresentati delle nuove Regioni: la vigilia di Natale, dopo 23 scrutini, fu eletto Giovanni Leone. A rappresentare il Veneto furono il presidente Angelo Tomelleri, il democristiano Nello Beghin e il comunista Spartaco Marangoni. Sette anni dopo il presidente Tomelleri ritornò a Roma, accompagnato da Domenico Ceravolo (Pci) e da Ottavio Meneghetti (Dc), per concorrere all’elezione di Sandro Pertini. Nel giugno 1985, quando le Camere elessero Francesco Cossiga, a sedere tra i grandi elettori di Montecitorio fu sempre il presidente della Regione Carlo Bernini (futuro ministro). insieme all’allora presidente del Consiglio Francesco Guidolin (Dc) e al vicepresidente di opposizione Giuliano Varnier (Pci). Regola rispettata anche nelle successive elezioni del 1992 che portarono al Quirinale Oscar Luigi Scalfaro: i tre elettori veneti furono il presidente della Giunta Gianfranco Cremonese, il presidente del Consiglio Umberto Carraro e il capogruppo del Pci Valter Vanni. All’elezione di Carlo Azeglio Ciampi (nel 1999) concorsero il presidente della Giunta Giancarlo Galan, il vicepresidente della Giunta Bruno Canella (AN) e Margherita Miotto (capogruppo del Partito Popolare). L’unica elezione alla quale non partecipò il presidente della Giunta regionale del Veneto fu quella del 2006 che inaugurò il primo settennato di Giorgio Napolitano: i grandi elettori veneti furono il vicepresidente della Giunta Fabio Gava, il presidente del Consiglio Marino Finozzi e il vicepresidente di opposizione Achille Variati. Un anno e mezzo fa, quando Napolitano fu riconfermato per il secondo mandato, la terna veneta ritornò allo schema tradizionale: a Roma nel 2013 andarono il presidente della Giunta Luca Zaia, il presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato e il vicepresidente di opposizione Franco Bonfante.
Idv: disappunto per l'elezione di Zaia. “Il presidente Zaia, indipendentista a giorni alterni, non ha avuto nemmeno il buon gusto di presentarsi in aula, a ulteriore dimostrazione del completo disinteresse e dello scarso rispetto che riserva al Consiglio regionale”. Lo evidenziano i due consiglieri regionali di Italia dei Valori Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, dopo che l'aula di palazzo Ferro Fini ha scelto i tre grandi elettori veneti, chiamati a Roma per votare il nuovo presidente della Repubblica. “Noi non abbiamo votato Zaia – dichiarano gli esponenti IdV - perché non ha senso logico far scegliere il presidente della Repubblica italiana a chi sta facendo della campagna contro l'unità nazionale la propria bandiera. Esprimiamo il nostro profondo disappunto per la sua elezione, il Veneto non ci farà una grande figura”. Pipitone e Marotta, infine, puntano l’indice sul “flop politico” dei voti ottenuti da Zaia: “Raccogliere solo 31 voti significa venire sfiduciati dalla sua stessa coalizione – sottolineano - Zaia andrà a Roma a scegliere il presidente di una Repubblica che vuole disgregare ma, oggi, a sbriciolarsi è solo il suo potere di controllo sulla maggioranza. Farebbe meglio a preoccuparsi. Le elezioni regionali sono vicine”.